Tutto è Uno, anche i guai…

Ovvero… la Massa Critica a rovescio… ovvero… se la maggior parte della popolazione mondiale si convince che una cosa porta sfortuna, porterà sfortuna sicuramente. Così funziona l’Inconscio Collettivo. Così funziona la Magia. Che ci crediate o no, La Metafisica lo chiama Principio di Mentalismo: la mente crea. Benedizioni luminose 
 

Il Fenomeno del Venerdì 13

13.04.2006 – http://italia.pravda.ru/science/mysteries/226-0

Da tempo immemorabile, il venerdi’ e’ unanimemente riconosciuto come il giorno piu’ sfortunato della settimana, ed il fatto che l’ultimo giorno lavorativo della settimana abbia una tale reputazione non e’ legato, ad esempio, alla crocefissione di Gesu’ Cristo, crimine mostruoso occorso piu’ di 2000 anni fa e che ha cambiato radicalmente la storia dell’umanita’.

Si puo’ pensare che il fatto di considerare il venerdi’ come il giorno piu’ sfortunato della settimana, sia solo una questione di superstizione. Tuttavia, vari esperti di compagnie assicurative assicurano che la maggior parte di catastrofi e tragedie avviene proprio di venerdi’.

E non e’ che siano solo i cristiani a considerare il venerdi’ come un giorno nero. Ad esempio, anche i musulmani la vedono allo stesso modo e la maggior parte della popolazione islamica preferisce non avere niente di importante da fare di venerdi’.

Il numero 13, unanimemente considerato il numero piu’ sfortunato, ad esempio in Russia viene definito "la dozzina del Diavolo", espressione coniata dalla gente gia’ all’epoca sovietica. Tuttavia va detto che ad occidente si preferisce non far ricorso al numero sfortunato nella numerazione di strade ed edifici, e trovare il posto numero 13 su di una aereo o la cabina numero 13 su di una nave, e’ un’impresa ardua.

Se sul calendario il numero 13 cade di venerdi’, allora tale combinazione viene definita "il venerdi’ nero". E purtroppo non e’ solo uno scherzo o una frivola superstizione. I chirurgi, ad esempio, si sforzano di non effettuare serie operazioni di venerdi’, soprattutto quando si tratta del famigerato venerdi’ 13, consci del fatto che i rischi collegati ad un’operazione infelice in questo giorno aumentano del doppio.

La scienza moderna non e’ ancora stata in grado di dare una spiegazione al fenomeno, sebbene praticamente tutti gli scienziati, dottori compresi, ne siano a conoscenza.

Per una serie di personaggi famosi, venerdi’ 13 ha rappresentato veramente un giorno estremamente sfortunato. Ad esempio, il famoso gangster italo-americano Al Capone fu arrestato proprio un venerdi’ 13, mentre il cantante "rap" Tupac Shakur, nonostante sopravvisse a diversi tentativi di omicidio effettuati in precedenza contro la sua persona, venne ucciso a Las Vegas, guarda caso, un venerdi’ 13.

Due anni fa, un’autoscuola tedesca ha pubblicato una statistica relativa agli incienti stradali. L’indagine, effettuata nell’arco di diversi anni, dimostro’ che di venerdi’ 13 la percentuale di incidenti automobilistici aumenta di circa il 60%. Probabilmente proprio per questa ragione i musulmani considerano il venerdi’ il giorno meno augurabile per mettersi in viaggio. La maggior parte delle agenzie turistiche occidentali preferisce attenersi ad una precisa regola: cercare di non far partire i propri turisti di venerdi’.

Ufficiali di polizia sostengono che i piu’ svariati crimini come furti, scassi, rapine ed omicidi avvengano piu’ frequentemente di venerdi’ rispetto agli altri giorni della settimana.

Vale la pena sottolineare che nel famoso romanzo di Defoe, Robinson Crusoe, si supponeva che il famoso aborigeno poi salvato dall’eroe principale del romanzo, fosse stato ucciso e divorato proprio di venerdi’.

Gli Stati Uniti sono conosciuti a livello mondiale come una nazione famosa per le sue contraddizioni. E’cosi’, un gruppo di amici di Philadelphia decisamente sani da un punto di vista psichico, ha deciso di sfidare la superstizione fondando un club ironicamente chiamato "Venerdi’ 13", i cui membri si riunivano solamente in occasione del giorno infausto. La prima volta che si riunirono, dopo una cena coi fiocchi, iniziarono a comportarsi in modo decisamente anormale, frantumando grossi specchi, versando sale tutt’attorno, facendo entrare gatti neri ed eccedendo in tutta un’altra serie di azioni che persone normali avrebbero fatto fatica a capire.

Esperti indipendenti che studiano il fenomeno anomalo, sostengono che l’inconscio umano ha da sempre provato una sensazione di timore nei confronti di determinati giorni, aggiungendo che ad esempio un semplice calendario sia in grado di riflettere il flusso del tempo e di fornire informazioni relative ai cicli di alti punti di intensita’ delle polveri invisibili dell’universo strettamente legate alla Terra. Ogni civilta’ dovrebbe creare un proprio calendario solamente dopo aver compiuto un determinato progresso nell’ambito del proprio sviluppo.

Va riconosciuto che ogni essere umano rappresenta una piccola parte nell’enorme mondo di cio’ che non sappiamo. Attualmente, ci sono troppi altri importanti problemi con i quali sia la societa’ contemporanea che la scienza moderna hanno a che fare. Tuttavia, molti secoli di storia dell’inconscio insegnano a chiunque di restare estremamente cauti nei periodi in cui le polveri invisibili dell’universo raggiungono il loro piu’ alto livello d’intensita’. Esse trasmettono, di regola, un’energia decisamente negativa che e’ definita la causa principale dello succedersi di disastri aerei, decessi, crimini, ecc.

Ci sono troppe storie tristi su chi ha particolarmente sofferto o addirittura perso la vita a causa del famigerato Venerdi’ 13. Tuttavia, va presa in considerazione anche l’altra faccia della medaglia relativa a questo fenomeno misterioso. Alcune persone decisamente intraprendenti guadagnagno notevoli cifre di denaro proprio in occasione dei Venerdi’ 13, proponendo al pubblico film dell’orrore dedicati all’infausto giorno. Il primo film di questo genere fu girato ad Hollywood nel 1980.

Non si dovrebbe nemmeno osare di negare l’esistenza di forze invisibili e misteriose che si celano dietro al fenomeno del cosiddetto "giorno nero", dal momento che non sappiamo assolutamente nulla sulle leggi e la natura di tali forze in grado di provocare una tragedia letteralmente dal niente.

Tradotto da Dmitry Sudakov

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C’era una volta il Concordato

«Il terzo ramo del Parlamento»
Intervista a Stefano Rodotà 

«Un crescendo di azione non tanto pastorale quanto politica: è un dato di fatto indi­scutibile e la manifestazione evidente si è avuta durante il re­ferendum sulla fecondazione assistita. Parallelamente, non c’è stata da parte delle istituzio­ni e del mondo politico una ade­guata riflessione su questo nuo­vo corso della Chiesa che ha manifestato sempre più in ma­niera netta la sua intenzione di agire come soggetto politico nella vita italiana». Stefano Rodotà sintetizza in questo modo l’analisi di quello che sta avve­nendo in queste ultime settima­ne a proposito dei Dico e di ogni legge dello Stato che entra in qualche modo in contrasto con i dettami della Chiesa di Roma.  

Professore, a piazza San Pie­tro tuona sempre più forte…

Questo scendere in campo di­rettamente pone, non in astratto, il problema se la Chiesa possa o meno esprimere la sua opinione, che è del tutto scontato. Bisogna però valutare le conseguenze dei suoi interventi soprattutto quan­do la Chiesa interviene in forme tali da mettere in discussione la legittimità stessa dell’azione isti­tuzionale della Repubblica. Evidentemente c’è in atto un muta­mento perché non si tratta solo di dare indicazioni ai fedeli, all’opinione pubblica, su quelli che sono gli orientamenti della Chiesa ma si individuano dei limiti all’azione del­lo Stato.  E’ quello che hanno    fatto nell’ultimo periodo con molta nettezza sia il papa sia il cardinal Ruini: hanno detto che ci sono delle materie – indicando specificamente questa volta la famiglia ma facendo discorsi di portata più generale – nelle quali i con­fini sono segnati dal diritto na­turale. Questa è la sostanza del­la situazione.

Quindi ha sempre più peso nelle scelte dello Stato?

Ci sono passaggi importanti. L’invito al dialogo del presiden­te della Repubblica, le indica­zioni che qualcuno ha voluto trarre dal concordato Craxi sulla collaborazione Stato-Chiesa, tutti questi riferimenti non val­gono più perché la Chiesa stessa dice che in queste materie non ci sono possibilità di collabora­zione, non c’è possibilità di dia­logo, c’è un punto di vista che lo Stato deve accettare. Questa è la novità della situazione. Per dia­logare bisogna essere in due, ammesso poi che ci sia una pa­rità di situazioni tra Stato e Chiesa. La Chiesa si è chiama­ta fuori dal dialogo. Negli ultimi giorni vedo che volenterosamente alcuni appartenenti alle gerarchie ecclesiastiche tentano di ritessere questi fili. Però io non posso rivendicare che non più di un mese fa l’intervento del cardinal Martini sul caso Welby che, in maniera molto aperta, cercava proprio di riapri­re il dialogo e la discussione è stato immediatamente condan­nato dalla Chiesa. Il Vaticano, attraverso il suo rappresentante ufficiale in materia di bioetica monsignor Sgreccia, ha spiega­to che Martini era fuori dell’or­todossia mettendo a confronto ciò che è scritto nel catechismo e appunto le parole del cardina­le. Si è creata obiettivamente una situazione nella quale la Chiesa cerca di pesare come soggetto politico nella vita del­la Repubblica.

Quale la risposta della poli­tica?

Ci sono due punti di vista. Da una parte c’è il mondo cattolico che da sempre, si sa, non è in linea con queste posizioni. Dall’altro, sul   piano istituziona­le capisco che ci siano mo­tivi di prudenza legati alla difficile situazione politica, al fatto che al Senato ogni voto conta e che i cosiddetti teodem hanno un potere di in­terdizione molto forte. II livel­lo della risposta istituzionale quindi è stato insoddisfacente. Capisco che la situazione poli­tica è completamente diversa ma la dignità con cui De Gasperi reagiva ai tentativi del Vati­cano di determinare situazioni della politica italiana attiene ormai al passato.

Quando è avvenuta la svol­ta? Potremmo inquadrarla nella beatificazione di Pio IX?

Sono fatti che illuminano il percorso che la Chiesa sta facen­do ma credo che la svolta sia avvenuta con il referendum sulla procreazione assistita. Con la creazione dell’organismo Scien­za e vita si è palesato il braccio secolare della Chiesa nella batta­glia politica di quel momento. Credo che quello sia stato il vero momento di svolta.

Allora la politica è sempre di più prigioniera del voto cat­tolico?

Dieci anni fa scrivevo già di queste cose, delle ingerenze del cardinal Ruini, perché in quel momento la sponda della Demo­crazia cristiana è venuta meno e quindi la Chiesa ha cominciato ad agire in presa diretta sulla so­cietà italiana. E non possiamo sottovalutarla utilizzando il criterio tutto formale "ma la Chiesa può parlare o non può parlare". Certo che può parlare, è il mo­do e la situazione in cui parla che vanno valutati. La debolezza politica nasce dal fatto che non c’è più il partito unico dei catto­lici e questo determina in primo luogo una concorrenza. Ci sono infatti diversi partiti che si con­tendono il sostegno della Chie­sa e quindi tendono a mostrarsi il più possibile ortodossi e, da questo punto di vista, cresce il potere d’intervento della Chiesa attraverso la situazione oggettiva che si è verificata. In secon­do luogo su tutta una serie di te­mi c’è una regressione cultura­le. La riflessione sulle legittime posizioni che lo Stato deve man­tenere, questa consapevolezza è grandemente diminuita e ciò in­debolisce l’azione pubblica. Non ultimo il problema, che ho già esposto, di una situazione parlamentare in cui gruppi mol­to ristretti e ridotti riescono a esercitare un potere enorme.

 
"Gruppi di pressione? Il Vaticano di sicuro"
Il Papa e la grande lobby.

Onorevole Bonino, la Chiesa preme. "La famiglia mostra segni di cedimento sotto la pressione di lobby che hanno la capacità di incidere sui processi legislativi", ha appena detto il Papa.
"Da che pulpito, viene da chiedersi".

Perché?

"Le gerarchie ecclesiastiche di lobby e di potere sì che se ne intendono, questo è certo. Lo esercitano con un fuoco sparato in tutte le occasioni e in tutti i modi. Mi sembra una teoria balzana. Quali sarebbero poi queste lobby?".

Secondo lei?

"Io non ne conosco. Conosco dei cittadini che anzi fanno fatica a organizzarsi, credenti o non credenti che siano, per esprimere per lo meno la libertà delle loro scelte, visto che il perno della religione cattolica dovrebbe essere il libero arbitrio. Quelle che conosciamo sono caso mai le lobby vaticane".

E i gruppi gay, non sono lobby?

"D’accordo (ride). Ma mi sembrano limpidi, pubblici, trasparenti, non proprio potentissimo, fino a prova contraria. Mi sembra veramente un’idea bizzarra".

Resta il fatto che la legge sui Dico preoccupa le gerarchie ecclesiastiche. Il cardinale Poletto parla di "disgregazione imperante", il cardinal Caffarra di "capolinea, verso cui si sta marciando", anche se il cardinal Martini appare molto più equilibrato e dice che la famiglia "più che difesa, va promossa e valorizzata".

"A me impressionano molto due cose. La prima è questa ossessione pervasiva, questa ingerenza che avviene, alla faccia del Concordato, solo e soltanto sul territorio italiano. Non ho visto quest’ira di Dio in Spagna, durante il dibattito sui Pacs, non lo vedo in Fiandra dove coi cattolici nella maggioranza hanno fatto leggi sull’eutanasia, Pacs e quant’altro".

Invero la Chiesa si è impegnata anche in Portogallo, nel recente referendum sull’aborto. La seconda cosa che la impressiona?

"Questa grande arroganza e chiusura della Chiesa mi pare – sarò strana – un enorme segno di debolezza".

Perché?

"Questa Chiesa così arroccata, che non ha quasi più nulla a che vedere con quella del Concilio Vaticano II che si apriva all’evoluzione della società, mi sembra una Chiesa passatista, debole, appunto. Una Chiesa che parla ai politici come se non riuscisse più a parlare ai credenti. Se questa non è ingerenza ossessiva, puntuta, giornaliera nelle faccende politiche – sottolineo, politiche – del Paese, mi si faccia un esempio di cos’è un’ingerenza. E’ chiaro che se il Concordato lo violano loro ogni giorno, tanto vale abrogarlo. A di là di questo…".

Dica.

"Mi sembra anche il segno di una Chiesa classista".

Classista?

"Sì, perché i ricchi e i benestanti alla fine non hanno bisogno né della reversibilità della pensione, né dei Pacs, né della procreazione assistita che si vanno tranquillamente a fare all’estero. Ho l’impressione che, lo vogliano o no, invece di essere la Chiesa dei deboli, finisca per essere contro i deboli. Con un’ossessione omofobica molto accentuata, per giunta".

Omofobica?

"Proprio oggi leggevo il cattolicissimo Giuseppe De Rita, che sostiene che la Chiesa, quella per del vertice per lo meno, deve risolvere il suo rapporto con i gay, ai quali non parla. E che dire del divieto di entrare in Chiesa a Welby, mentre vedi fior fiore di cardinali schierati al funerale di Pinochet o di qualche altro dittatore? Mi sembra una Chiesa arrogante perché debole. Da laica, mi arrabbio".

Mentre la Chiesa attacca, la legge sui Dico approda in Senato in settimana: come la vede?

"Non è bellissima ma è il meglio che si poteva ottenere. Riconosco che Bindi e Pollastrini hanno fatto un lavoro eccellente per trovare un compromesso e dò atto ai cattolici della Margherita che sono riusciti a isolare Rutelli. Ma ora se questo stillicidio della Chiesa continua e non c’è una reazione forte da parte della società civile, temo che finirà per arenarsi".

Dal sito www.radicali.it

Accanimento terapeutico? No, grazie

Ieri è caduto il governo. Non voglio fare politica sul blog, ma ho festeggiato, nonostante fosse il Mercoledì delle Ceneri. Niente dolci o cose strane xché rispetto il giorno di magro, pur non essendo Cattolica. Xò mi sono fatta una bella pizza colorata… ho preso una base già pronta (con formaggio erdammer anziché mozzarella, ma era buona lo stesso) e ci ho aggiunto grana a scaglie, pomodorini freschi, capperi, un carciofino sott’olio, una spolverata di origano e rucola fresca in abbondanza. Peccato non ci fosse nulla in tv… il mio telefilm del mercoledì, Medium, è stato sostituto da Ballarò, che non mi piace… fra tutti gli articoli di commento di oggi ho scelto questo xché mi piaceva il titolo, ironico al punto giusto. Benedizioni luminose

Governo: Schifani (fi), No Accanimento Terapeutico Su Prodi Bis

 

(ASCA) – Roma, 22 feb – ”No ad un accanimento terapeutico sul ‘Prodi bis”’. Lo ha affermato il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani, interpellato a Montecitorio. Il governo Prodi, ha aggiunto Schifani, ”e’ un’esperienza fallita, non solo per i numeri, ma perche’ il progetto non ha funzionato, c’e’ troppo eterogeneita”’. Sugli scenari futuri Schifani attende le decisioni del presidente della Repubblica. ”Noi auspichiamo un non reincarico a Prodi”. ”Non siamo alieni ad uno sbocco elettorale – ha concluso Schifani – altrimenti si potrebbe pensare ad una soluzione transitoria per risolvere i problemi del Paese. Ma e’ evidente che lo sbocco elettorale in questa legislatura prima o poi arriva”.


Sono Pazzi Questi Americani ^__^

Etichette pazze, in Usa vince ‘non mettere persone nella lavatrice’

ADN Kronos –

 

Detroit, 8 gen. (Ign) – ”Do not put any person in this washer”. Ovvero non mettere persone nella lavatrice: è questo il ‘warning advise’ che ha vinto l’edizione 2007 del l’Annual wacky warning label contest’, premio istituito dieci anni fa dal M-Law’s (Michigan Lawsuit Abuse Watch), un organismo dello Stato del Michigan che ha l’obiettivo di liberare i cittadini dalla burocrazia delle leggi, ripristinando il ‘common sense’. E segnalando abusi e soprusi ai danni dei consumatori a stelle e strisce. Ed ecco allora il concorso sulle ‘etichette di avviso no-sense’, obbligatorie per legge, che dimostrano le assurdità a cui il diritto moderno ha costretto i produttori. E i consumatori che devono leggere frasi come quella che ha vinto. ‘Do not put any person in this washer’: fotografata da Bob Wilkinson, cittadino di Northville, all’interno di una lavanderia pubblica, ha fruttato il premio di 500 dollari all’autore dello scatto. Secondo posto invece a Rich Heitzig di Brooklyn Park, nel Minnesota, che ha reso noto l’etichetta della sua moto d’acqua, con l’avvertenza: ‘Non usare fiammiferi accesi o fiamme per controllare il livello di benzina nel serbatoio’. Terzo posto, infine, ex aequo per una signora californiana che ha letto sul biglietto della lotteria appena acquistato ‘Non stirare il tagliando’ e per una della Pennsylvania che ha acquistato il nuovo cellulare con l’invito a ‘non asciugare il tuo telefono con il forno a microonde’. Una menzione particolare poi alle pagine gialle: chi le consulta infatti deve ‘evitare di sfogliarle mentre è alla guida’.

Fonte: Yahoo News (http://it.news.yahoo.com/07012007/201/etichette-pazze-in-usa-vince-non-mettere-lavatrice.html)