Mi presento… (integrazione post Ciao Mondo)

Mi chiamo Tiziana Amagda Paola, x gli amici Titti. Nel Mondo Pagano e Wiccan sono conosciuta come Morgan Le Fay, anche se i frequentatori dei forum mi chiamano semplicemente Amagda. Questo blog esiste da molto tempo, quindi alcuni link potrebbero non funzionare e alcune immagini potrebbero non comparire. Mi scuso fin da ora.

Ciao mondo!!

Sono tornata!!! Questa è la nuova versione del mio blog, precedentemente su MSN… troverete ancora i vecchi post (escluso il guestbook, che vedrò di recuperare dalla copia di salvataggio se è possibile) e di tanto in tanto alcuni nuovi ^__^

Se vi va, venite a trovarmi su Facebook, questo è il link del mio profilo

Tiziana Amagda

e questa è la mia pagina con video recenti

Titti

Mi trovate anche su YouTube, a questo link

http://www.youtube.com/user/TsukinoYosei?feature=mhum

e su Soundcloud. Avevo anche un account su Wiple, ma il sito non esiste più.

Buona navigazione!

Il Vecchio Guestbook

Benvenuto nel mio Spaces!

Questo è il mio Guestbook.

Lascia qui la traccia del tuo passaggio,

se non vuoi commentare uno specifico articolo.

Grazie e Benedizioni Luminose da Morgan Le Fay,

  

alias La Fata della Luna -Tsuki no Yosei

 

I miei amici del Piccolo Popolo abitano a

Rennes Le Pétit (Abitanti QUI – Fabbriche QUI – Strade QUI – Polizia QUI)

Fleestar City by Amagda (nata il 6 agosto 2008)

Ho adottato il villaggio di Liline… lei non ci va mai… (Abitanti QUI– Fabbriche QUI – Strade QUI)

… e mi sono gemellata con La-Chipie-Rue (Abitanti QUI – Fabbriche QUI – Strade QUI)

…e con la bellissima Chatres 10 (Abitanti QUI – Fabbriche QUI – Strade QUI – Polizia QUI – Ambiente QUI – Commercio QUI)

Questo invece è il villaggio di Jenny di OGY, si chiama Lully City (Abitanti QUI – Fabbriche QUI – Strade  QUI)

I siti sopra sono in francese, mentre questi sono in inglese:

Rennes Chateau by Amagda (nata il 26 maggio 2008) -> Population Industry Transport network

OGY City by Only Graphic for You (nata il 23 maggio) -> Population Industry Transport network Security Environment

SmallPatry by Pimbolina (in Italia…) -> Population Industry Transport network  – SecurityEnvironment

HouseMax (In Italia… bellissima!) -> Population – Industry Transport network Security – Environment Business

  Emilia M. by Emilia (Emilia’s Garden  il suo blog) -> Population Industry Transport network

Si sono evolute!

 


  GdRin francese (clicca sulle immagini o sul giallo)

TheMoonFairy della Scuderia The Witch Island di LilithCris presenta i suoi ponies:

il bellissimo stallone Fuoco Sacro Purple

la dolce Mauve d’Amore, le sua figlie Lyda_Ysabeth Sweet_Mallow e Tyche_Dorée , i piccoli Waas, Lara_Wilhelmina e Fucsia

e i nipotini  Tiramisu, Johji Kabuto e Mikael

la selvaggia Ippocampo Ippojaune, i figli Jean_Herbette Ippo_Jeanne_Herbette

 e le piccole Jeannette_Herbette, Jannine_Herbette e Jeanie_Herbette,

il nipote Ippo_Jean_Dauphin e i nipotini Ippo_Jeannette_d’Arc e Ippo_Jean_Noisette

la  splendida alata Milky_Rose, suo figlio Coffey_Lavender e i piccoli Iron_Mint e Choco_Delice

la purosangue Felina Lady_Vegana e le sue figlie Tsukino_Yosei, Lady_Lorelay Violet e i piccoli Driade, Lord_Aeolus e Aryador

e i nipotini Marco G., Khonshu Lord_Rakozky

Lo stupendo stallone Unicorno Ciclamino e il meraviglioso piccolo Pegaso Arcangelo Nero

MorganaLaFey della Scuderia Le Nebbie Di Avalon & Il Lago di Cristallo di Morgana La Fey e Wilsa presenta i suoi ponies:

Viviana del Lago e il suo piccolo Lancillotto del Lago

Elaine di Avalon e la sua piccola Gwinfer

 Morgause di Avalon e il suo piccolo Gawain di Avalon

Princess Brigit di Lyonesse e il suo piccolo Tristan di Lyonesse

Lady Elaine e il suo piccolo Lord Kasper

Lord Vortigen (il Drago Rosso)

il piccolo Uther Pendragon (il Drago Bianco)

i piccoli Myrddyn di Avalon, Nimue di Avalon e Esmeralda di Avalon

le piccole Marie Belange di Lyonesse, Lady Venus Kumara e Piccola Lady di Andromeda

e tutti i bellissimi pony del Lago di Cristallo di Wilsa!

 

Vieni a conoscere i miei allevamenti nella Valle dei Pony! (in francese, inglese, italiano, tedesco, spagnolo)

Fai amicizia con le mie dollz: Tsukino Yosei – Lyda YsabethMorgan LeFayThe Moon Fairy

 

Diventa una Diva (gioco in inglese)

La città delle bambole è Fleestar

Il mio cucciolo virtuale sta su Neopets (in italiano)

Adotta un albero rispondendo al Green Quizz (in francese)


 

 

  

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Buon Compleanno!

Oggi è il compleanno di Marco G., il mio Angelo. Tanti Auguri, amore mio…
Ieri sera gli ho chiesto che canzone voleva in regalo, e mi ha risposto: "niente canzone, voglio una Dollz".
Ed eccola qui: una bellissima Doll Fata nei nostri colori… fucsia e violetto…

"Diwata lives near an enchanted waterfall in the Phillippines. Only the very lucky and the pure of heart can see her, but on the Full Moon, those who pass by the forest can hear her beautiful, silvery songs. Diwata is very lucky, and if you catch her wandering through the forest, she can grant you three wishes."

 

L’Avvocato del Diavolo

Le Apparizioni di Ghiaie di Bonate non sono state riconosciute dalla Chiesa Cattolica. Ecco perché.
 
GHIAIE DI BONATE: LE OPPOSIZIONI
 
L’intervento di don Cortesi

Don Luigi Cortesi, giovane e brillante professore del Seminario di Bergamo, filosofo, giunse alle Ghiaie il venerdì 19 maggio 1944. Si mosse subito con lo spirito indagatore dello studioso, con signorilità ed affabilità, tanto che non gli risultò difficile prendere in mano la situazione ed entrare nel ruolo dell’inquisitore dei fatti delle Ghiaie. Non entrò con mandato del vescovo ma di propria iniziativa. Assistendo alle visioni, violò il divieto del vescovo ma pensò comunque che l’autorità ecclesiastica dovesse tollerare che qualcuno violasse il divieto per indagare e riferire esattamente i fatti. Il 22 maggio diede un ampio resoconto al vescovo che non lo rimproverò ma lo ringraziò.
Interpretò quel ringraziamento come un permesso sottaciuto e continuò a studiare la bambina che nel frattempo era stata portata a Bergamo. Il 27 maggio, il permesso sottaciuto divenne permesso esplicito e da quel giorno Don Cortesi prese in mano la situazione. Dopo le apparizioni, la bambina fu portata via dalle Ghiaie e Don Cortesi diede ordine che nessuno potesse avvicinarla senza il suo permesso.

La ritrattazione

Don Cortesi passò presto a fare l’avvocato del diavolo e sottopose la bambina per molto tempo a dure prove, con forti pressioni sulla psiche e la coscienza della bimba. Il 15 settembre 1945 riuscì finalmente a farla ritrattare facendole scrivere, con l’inganno, su una pagina di quaderno:

"Non è vero che ho visto la Madonna. Ho detto una bugia, perché non ho visto niente. Non ho avuto il coraggio di dire la verità, ma poi ho detto tutto a don Cortesi. Adesso però sono pentita di tante bugie. Adelaide Roncalli. Bergamo-15 settembre 1945".

Ecco come Adelaide riportò l’episodio nel suo diario:
"In una sala delle Suore Orsoline di Bergamo, dopo aver chiuso le porte, Don Cortesi mi dettò le parole da scrivere sullo sfortunato biglietto. Mi ricordo benissimo che, posto lo stato di violenza morale che stavo subendo, lo macchiai ed egli divise il foglio e me lo fece rifare, con molta pazienza, pur di ottenere il suo scopo. Così il tradimento fu compiuto".

Si andò di male in peggio per molto tempo e don Cortesi continuò la sua crudele opera inquisitoria. Dopo crescenti rimostranze di persone oneste, il vescovo di Bergamo finì, ma troppo tardi, per vietare perentoriamente a don Cortesi di avvicinare la bambina.

La riaffermazione

Ritornata in famiglia per qualche settimana di vacanza, il 12 luglio 1946, alla scuola materna di Ghiaie di Bonate, Adelaide riaffermò per iscritto quanto segue:

"Ghiaie Bergamo 12-7-1946
Roncalli Adelaide
È vero che ho visto la Madonna (Io ho detto che non ho visto la Madonna perché mi aveva dettato Don Cortesi ed io per ubbedire a lui ho scritto così).
Roncalli Adelaide"

Il foglio fu anche firmato da 7 testimoni: il parroco, le 4 suore, Rota Agnese e Roncalli Annunciata.

Adelaide scrive in un diario:
"Nel 1947 andai dalle Suore della "Sapienza" e, qui, feci il mio grosso sbaglio; narrai tutto quanto era successo nelle apparizioni, affermando con precisione di aver visto la Madonna e sentite le sue parole. Sul finire della narrazione fui presa da grande paura; le parole di don Cortesi: "Fai peccato ad affermare di aver visto la Madonna" mi dominarono. Dapprima tacqui, poi decisi di ripetere ciò che avevo imparato da don Cortesi, e perciò dissi di non aver visto la Madonna".

Bastano queste righe per capire con quale violenza psicologica don Cortesi avesse legato a sé la bambina in un rapporto di totale dipendenza.

La relazione favorevole di padre Agostino Gemelli

In data 11 luglio 1944, padre Agostino Gemelli, psichiatra e psicologo di fama internazionale, incaricato espressamente dal vescovo di effettuare esami approfonditi sulla bambina Adelaide Roncalli scrisse, tra l’altro, nella conclusione della sua lunga relazione inviata a monsignor Bernareggi, vescovo di Bergamo:

"È da escludere che si tratti di soggetto anormale in cui la menzogna dia ragione del racconto delle visioni avute. L’osservazione prolungata di quattro giorni avrebbe permesso, specialmente mediante test mentali, di mettere in luce una tale personalità nel quadro della quale sarebbe in modo evidente e pronto apparso il desiderio di ingannare o di presentare in maniera diversa dalla realtà la propria personalità. Lo si può escludere nel modo più assoluto, anche perché la bambina non ritorna mai spontaneamente sul racconto delle visioni; interrogata, abbassa la testa, si fa seria, tace; inoltre tutta la personalità si presenta allo psichiatra come una personalità dominata dalla spontaneità, dalla semplicità, dalla immediatezza, ossia da caratteri che non possono essere imitati da una bambina… Siamo di fronte ad un tipo precocemente positivo, realistico, sintetico, ossia a ciò che vi è di più opposto al tipo isterico… grazie all’esclusione di forme morbose della personalità o di atipie di essa, possiamo affermare che se le asserite visioni di Bonate sono vere, non sono opera di mente malata, ovvero effetto di immaginazione, ovvero effetto di suggestione…"

Padre Gemelli fu accanitamente contrastato da Don Cortesi.

Il processo

La commissione teologica, purtroppo, si lasciò guidare nel suo lavoro dall’indagine del prof. don Luigi Cortesi assunta arbitrariamente e senza alcuna garanzia di legalità.

Tra il 21 maggio e il 10 giugno 1947, si riunì il tribunale ecclesiastico e Adelaide fu chiamata a deporre. Durante uno degli interrogatori, alla fanciulla fu presentato il suo biglietto con la negazione. Adelaide si sentì ingannata da don Cortesi e preferì chiudersi nel silenzio e piangere.

Nel 1960, Adelaide ebbe a dire a Padre Mario Mason, in merito al suo interrogatorio al processo:
"Quando firmai quella lettera, che mi aveva lui stesso dettata assicurandomi che era riservata solo a lui, dentro di me sentii subito che quello che avevo scritto era falso. Ma ormai don Cortesi si era presa la lettera firmata. Rividi quella lettera nel giorno del mio interrogatorio sul tavolo dei giudici della Curia di Bergamo, e dopo il giuramento prestato di dire tutta la verità… compresi ancora di più che ero stata ingannata da don Cortesi. Che cosa mi restava da fare? Potevo osare di denunciare davanti a tanti preti don Cortesi come un falso? Preferii tacere e piangere…"
(Vedi: "Lampade viventi", febbraio 1978, Milano)

Il decreto vescovile

Il 30 aprile 1948, il vescovo di Bergamo emise il seguente decreto:

"Adriano Bernareggi, Prelato domestico di Sua Santità, Assistente al Soglio Pontificio, e Conte, per grazia di Dio e della Santa Sede Apostolica, Vescovo di Bergamo – avendo preso in attento esame gli studi diligenti e ponderati compiuti dalla Commissione teologica nominata con Decreto vescovile in data 28 ottobre 1944 per l’esame delle apparizioni e rivelazioni della Madonna alla bambina Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate, nel maggio 1944; e tenendo presenti le conclusioni a cui la stessa Commissione è pervenuta dopo aver sottoposto a minuziosa indagine i fatti e le varie circostanze concernenti le asserite apparizioni e rivelazioni,

col presente atto dichiariamo:

1) Non consta della realtà delle apparizioni e rivelazioni della B. Vergine ad Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate nel maggio dell’anno 1944.
2) Con questo non intendiamo escludere che la Madonna, fiduciosamente invocata da quanti in buona fede la ritenevano apparsa a Ghiaie, possa avere concesso grazie speciali e non ordinarie guarigioni, premiando in tal modo la loro devozione verso di Lei.
3) In virtu’ del presente Atto, ogni forma di devozione alla Madonna, venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate, a norma delle leggi canoniche resta proibita.
Bergamo, 30 aprile 1948
Adriano Bernareggi vescovo di Bergamo".

Le guarigioni

Molte furono le testimonianze dei malati guariti durante e dopo le apparizioni. Diverse guarigioni furono istantanee, perfette ed inspiegabili. Durante quel periodo, fu anche istituito un ufficio apposito per le indagini di rito.
Nel decreto del vescovo si legge: " Con questo non intendiamo escludere che la Madonna, fiduciosamente invocata da quanti in buona fede la ritenevano apparsa a Ghiaie, possa avere concesso grazie speciali e non ordinarie guarigioni, premiando in tal modo la loro devozione verso di Lei". Stando a quanto appena affermato, nella gente comune, rimangono due dubbi persistenti.

1) I tanti ammalati, guariti inspiegabilmente dal 13 maggio 1944 fino al giudizio del vescovo del 30 aprile 1948 perché recatisi "in buona fede" a Ghiaie di Bonate (non conoscevano ancora la posizione della Chiesa in merito a quelle apparizioni), se veramente nulla di speciale fosse accaduto a Ghiaie di Bonate, non si sarebbero di certo sognati di recarsi a pregare la Madonna e a chiedere grazie in quel luogo sconosciuto. Tutte quelle guarigioni sarebbero avvenute? Quando?

2) Per tutti coloro che, dal 1948 ad oggi, non più "in buona fede" (perché a conoscenza del "non consta" e delle proibizioni del decreto vescovile), hanno invece creduto all’innocenza di una bambina di sette anni e si sono recati in pellegrinaggio sul luogo delle apparizioni ed hanno pregato da soli o in gruppo, con o senza la presenza di sacerdoti, ed hanno invocato specificatamente l’aiuto della Madonna di Ghiaie di Bonate o Regina della Famiglia ottenendone grazie speciali o guarigioni, come devono ritenersi premiati?
Di certo, per aver creduto nelle apparizioni e rivelazioni della B. Vergine ad Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate ed avere invocato specificatamente l’aiuto della Madonna delle Ghiaie o Regina della Famiglia. Non di certo come indicato nel decreto.

L’incontro con Pio XII

Nel 1949, un anno dopo la pubblicazione del decreto vescovile, Papa Pio XII ricevette in udienza privata la bambina Adelaide Roncalli che gli rivelò il segreto a lui riservato che la Madonna le aveva confidato il 17 maggio 1944 durante la quinta apparizione. Il Papa, ricevendo Adelaide, manifestava certamente di credere alle apparizioni di Ghiaie di Bonate; altrimenti che cosa avrebbe spinto quel grande pontefice a ricevere la fanciulla, visto il "non consta" del decreto vescovile?

La lettera di Papa Giovanni XXII

In data 8 luglio 1960, Papa Giovanni XXIII inviò una lettera a monsignor Giuseppe Battaglia vescovo di Faenza "circa l’affare Ghiaie".

"Riservata 8-VII-1960
Cara Eccellenza, siamo sempre ben uniti di pensiero, di cuore, di preghiera. Circa l’affare Ghiaie comprendete che si ha da cominciare non dal vertice, ma dal piano: e non toccare chi deve pronunciare non la prima ma l’ultima parola. Più che di sostanza, qui devesi tenere conto delle circostanze, che vanno studiate e tenute in gran conto. Ciò che vale in "subiecta materia" è la testimonianza della veggente: e la fondatezza di quanto ancora asserisce a 21 anni ed in conformità alla sua prima asserzione a 7 anni: e ritirata in seguito alle minacce, alle paure dell’inferno fattele da qualcuno. Mi pare che insista quel terrore di quelle minacce. Comunque V. S. comprende che non è pratico, nè utile, che la prima mossa per una revisione venga dal sottoscritto a cui spetta il "verbum" per la Congregazione dei Riti, o di altro dicastero, che a suo tempo "faciat verbum cum S.S." ecc. Scusate la semplicità della mia parola. E statemi sempre bene "in laetitia et in benedictione" anche se "dies mali sunt.
Aff.mo Io. XXIII".

Un commento di Padre Pio

Padre Pio avrebbe detto a gente di Bonate recatasi da lui a Petralcina: "Ma cosa ci venite a fare voi, quaggiù, voi che avete a casa vostra la Madonna di Bonate?"

La petizione al vescovo del 1974

Nel trentesimo anniversario delle apparizioni, il sig. Cortinovis presentò al vescovo monsignor Clemente Gaddi una petizione accompagnata da 7000 firme di fedeli i quali manifestavano il desiderio di pregare con consenso del vescovo nel luogo delle apparizioni.

Monsignor Gaddi rispose di non poter riaprire il processo se non in presenza di elementi nuovi, seri e gravi e che rimanevano in vigore le disposizioni dei vescovi che lo avevano preceduto, ma aggiunse che però non poteva né proibire, né impedire a persone singole o a gruppi di persone di recarsi sul posto a pregare la Madonna.

La riaffermazione solenne

Il 20 febbraio 1989, Adelaide Roncalli decise di riaffermare solennemente e ufficialmente, davanti a un notaio, la veridicità delle apparizioni:

"Io sottoscritta Roncalli Adelaide nata a Ghiaie di Bonate Sopra (Bg) il 23 aprile 1937, nel quarantacinquesimo anniversario torno a dichiarare, come già più volte ho fatto in occasioni precedenti, che sono assolutamente convinta di aver avuto le Apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate dal 13 al 31 Maggio 1944 quando avevo sette anni.
Le vicende da me dolorosamente vissute da allora, le offro a Dio ed alla legittima Autorità della Chiesa, alla quale sola appartiene di riconoscere o no quanto in tranquilla coscienza e in sicuro possesso delle mie facoltà mentali ritengo essere verità.
In fede Adelaide Roncalli
20 febbraio 1989."

 

Le 13 Apparizioni

Questo è l’elenco delle 13 Apparizioni della Madonna di Ghiaie di Bonate.
Cliccando sul titolo sottolineato, si apre la pagina con il resoconto dettagliato.
Buona lettura. (Fonte: www.madonnadelleghiaie.it)
 
1^ APPARIZIONE
Data: sabato 13 maggio 1944
Ora:18:00
Presenze: Adelaide e alcune bambine
Visione: la Sacra Famiglia

2^ APPARIZIONE
Data: domenica 14 maggio 1944
Ora: 18:00
Presenze: Adelaide, alcune bambine e un ragazzo
Visione: la Sacra Famiglia

3^ APPARIZIONE
Data: lunedì 15 maggio 1944
Ore: 18:00
Presenze: Adelaide, 2 amichette e un centinaio di persone
Visione: la Sacra Famiglia (più luminosa del solito)

4^ APPARIZIONE
Data: martedì 16 maggio 1944
Ora: 18:00
Presenze: circa 150 persone
Visione: la Sacra Famiglia

5^ APPARIZIONE
Data: mercoledì 17 maggio 1944
Ore: 18:00
Presenze: circa 3000 persone
Visione: la Beata Vergine con otto angioletti

6^ APPARIZIONE
Data: giovedì 18 maggio, festa dell’Ascensione
Ore: 18:00
Presenze: circa 7000 persone
Visione: la Beata Vergine con otto angioletti

7^ APPARIZIONE
Data: venerdì 19 maggio
Ore: 18:00
Presenze: circa 10.000 persone
Visione: la Sacra Famiglia

8^ APPARIZIONE
Data: sabato 20 maggio
Ore: 18:00
Presenze: circa 30.000 persone
Visione: la Sacra Famiglia

9^ APPARIZIONE
Data: domenica 21 maggio
Ore: 18:00
Presenze: circa 200.000 persone
Visione: la Sacra Famiglia

10^ APPARIZIONE
Data: domenica 28 maggio
Ore: 18:00
Presenze: circa 300.000 persone
Visione: la Beata Vergine con due santi ai fianchi  

11^ APPARIZIONE
Data: lunedì 29 maggio
Ore: 18:32
Presenze: circa 300.000 persone
Visione: la Beata Vergine con gli angioletti  

12^ APPARIZIONE
Data: martedì 30 maggio
Ore: 18:50
Presenze: circa 250.000 persone
Visione: la Beata Vergine con gli angioletti

13^ APPARIZIONE
Data: mercoledì 31 maggio
Ore: 20:00
Presenze: circa 350.000 persone
Visione: la Sacra Famiglia

Anniversari

Domenica 13 maggio 2007 è il novantesimo anniversario della prima Apparizione della Madonna a Fatima. Dato che dei Segreti di Fatima ho già parlato qualche mese fa (vedi anche sito di Giorgio Bongiovanni) in questa occasione ho deciso di raccontarvi un’altra storia, avvenuta a pochi km da casa mia, che è considerata a tutti gli effetti l’epilogo di Fatima: l’Apparizione della Madonna a Ghiaie di Bonate.
 
GHIAIE DI BONATE: LA STORIA
 
La parrocchia di Ghiaie di Bonate si trova nella diocesi di Bergamo a una decina di chilometri dal capoluogo. Si raggiunge da Milano e da Brescia in un’ora circa di autostrada uscendo al casello di Capriate e dirigendosi verso Ponte San Pietro. All’altezza del rondò di Bonate Sopra, dopo il distributore di benzina, si svolta a destra e si scende verso le Ghiaie di Bonate. Poche svolte nelle strade del paese e si giunge al luogo delle apparizioni del 1944 dove è stata eretta, in ricordo, una cappella.
Ghiaie di Bonate prende il nome dal terreno ghiaioso del fiume Brembo. È frazione di Bonate Sopra e, per una piccola parte di Presezzo. Parrocchia, ecclesiasticamente, fin dal 1921, Ghiaie di Bonate fu civilmente riconosciuta, dopo molte contestazioni, il 29 marzo 1944, alla vigilia delle apparizioni. È l’unica parrocchia della diocesi dedicata alla Sacra famiglia.

Il Torchio è una sottofrazione delle Ghiaie che comprende un aggregato di poche case sparse vicino al Brembo, tra una distesa di campi e un vivaio di conifere, dominato dall’altopiano dell’Isola che servì da anfiteatro per le folle immense che vi accorsero durante le apparizioni. Infatti, dal 13 maggio al 31 luglio 1944, in questo paesino della Bergamasca, giunsero più di tre milioni di pellegrini, maree di persone venute per lo più a piedi o con altri mezzi mettendo in pericolo la loro vita a causa dei continui bombardamenti e mitragliamenti.

La Seconda Guerra Mondiale straziava l’Italia con lutti e rovine. La gente viveva nell’angoscia e le privazioni di ogni genere e il sogno della pace sembrava irraggiungibile. Quando tutto pareva perduto per l’Italia e il mondo, quando il Papa rischiava di essere deportato in Germania, la speranza si riaccese per miracolo. In questo paesino sconosciuto al mondo, nel tardo pomeriggio del 13 maggio 1944, la Madonna apparve ad una bambina di 7 anni.
Come aveva fatto a Fatima il 13 maggio 1917 durante la Prima Guerra mondiale, la Madonna scelse ancora il 13 maggio per lanciare di nuovo al mondo, dilaniato dalla Seconda Guerra mondiale, i suoi messaggi di speranza e di pace.

Le apparizione di Ghiaie di Bonate vennero definite "L’epilogo di Fatima".

LA VEGGENTE: ADELAIDE RONCALLI

Nel 1944, al Torchio, sottofrazione delle Ghiaie di Bonate Sopra, abitava la famiglia Roncalli composta da un figlio Luigi e da sette figlie: Caterina, Vittoria, Maria, Adelaide, Palmina, Annunziata e Romana (e Federica morta in tenera età). Papà Enrico aveva rinunciato alla vita del contadino e prestava servizio come operaio in uno stabilimento locale. La mamma Anna Gamba, casalinga, doveva crescere con pazienza certosina la numerosa prole.
Adelaide aveva allora sette anni. Era nata il 23 aprile 1937 alle ore 11 al Torchio e battezzata il 25 aprile dal parroco Don Cesare Vitale. Frequentava la classe prima elementare; era una bambina comune, piena di salute e di vivacità, le piaceva giocare.

Nulla faceva presagire fino a quel pomeriggio del 13 maggio 1944 quando le apparve la Sacra Famiglia, che il suo nome avrebbe varcato non solo i confini d’Italia, ma quelli d’Europa.

Mentre il mondo bruciava tra le fiamme dell’odio e delle armi e la guerra sembrava non finire mai, la Madonna, madre di unità e regina della pace, scelse una fanciulla di Bonate, Adelaide Roncalli, per lanciare i suoi messaggi al mondo. Le apparve per tredici giorni in due cicli: il primo dal 13 al 21 maggio, il secondo dal 28 al 31 maggio.

La Madonna le predisse:
"Soffrirai molto, ma non piangere perché dopo verrai con me in paradiso." "In questa valle di veri dolori sarai una piccola martire…" Ma Adelaide era troppo bambina per valutare subito la gravità di queste parole. Dopo le apparizioni, fu isolata, intimorita, spaventata e tormentata psicologicamente, tanto che alla fine qualcuno, il 15 settembre 1945, riuscì a strapparle uno scritto di ritrattazione che peserà come un macigno sul processo di riconoscimento delle apparizioni.

Il 12 luglio 1946, smentì la ritrattazione che le era stata dettata, riaffermando per iscritto la veridicità delle apparizioni, ma purtroppo non ebbe l’esito sperato poiché il 30 aprile 1948, il vescovo di Bergamo mons. Bernareggi emise il decreto di "non consta" proibendo ogni forma di devozione alla Madonna, venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate.

Spostata di qua e di là, contro il suo volere e all’insaputa dei suoi genitori, contrastata, derisa e calunniata, Adelaide portò la sua croce, lontano da casa.

Al compimento del suo quindicesimo anno, ottenne dal vescovo di entrare tra le suore Sacramentine di Bergamo. Morto il vescovo, qualcuno riuscì a strappare l’ordine di farla uscire dal convento costringendola a rinunciare al disegno vocazionale che Maria aveva manifestato su di lei. Questa rinunzia le portò molta sofferenza e le costò una lunga malattia.

Qualunque adolescente sarebbe uscita distrutta da una vicenda come la sua, ma Adelaide era forte e si riprese. Stanca di aspettare che le si riaprisse la porta del convento, decise di sposarsi ed andò a vivere a Milano dove si dedicò con sacrificio alla cura degli ammalati. Passarono gli anni e Adelaide rimase chiusa nel silenzio impostole dai superiori.

Finalmente, avvalendosi dei decreti del Concilio Vaticano II in materia di diritto all’informazione, Adelaide si sentì sgravata dalle proibizioni che le erano state imposte e decise di riaffermare solennemente e ufficialmente, davanti a notaio, la veridicità delle apparizioni.

Il 20 febbraio 1989 dichiarò quanto segue:

"Io sottoscritta Roncalli Adelaide nata a Ghiaie di Bonate Sopra (Bg) il 23 aprile 1937, nel quarantacinquesimo anniversario torno a dichiarare, come già più volte ho fatto in occasioni precedenti, che sono assolutamente convinta di aver avuto le Apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate dal 13 al 31 Maggio 1944 quando avevo sette anni.
Le vicende da me dolorosamente vissute da allora, le offro a Dio ed alla legittima Autorità della Chiesa, alla quale sola appartiene di riconoscere o no quanto in tranquilla coscienza e in sicuro possesso delle mie facoltà mentali ritengo essere verità.
In fede Adelaide Roncalli
20 febbraio 1989."

Materiale tratto dal sito www.madonnadelleghiaie.it

Voyager: Il Destino

Questa infine è l’anteprima della terza puntata speciale, andata in onda questo lunedì. Purtroppo non sono riuscita né a vederla né a registrarla, xché non ero in casa, e il mio videoregistratore ha deciso di entrare in sciopero… non è che qualcuno di voi l’ha registrata e me la può prestare? Grazie a tutti e benedizioni luminose
 
Il Destino
In onda lunedì 30 aprile alle 21.05

Il Destino dell’uomo è già scritto o è possibile cambiarlo? Un ricordo di Papa Giovanni Paolo II aiuterà a comprendere l’importanza del Fato, della Provvidenza ma anche della Volonta’, un viaggio lungo una via segnata dalle stelle permetterà di capire il legame tra passato e presente, una passeggiata su Marte consentirà di comprendere il futuro del nostro pianeta.

Da sempre l’uomo cerca di conoscere il proprio futuro: ma è possibile sapere in anticipo il proprio Destino? Bisogna credere o no a profeti e profezie? Esiste il libero arbitrio? Voyager ha voluto dedicare un ricordo a Karol Wojtyla, la cui vita sembrava essere già  scritta dalla Provvidenza nel volume del destino e che questo Pontefice ha saputo onorare con  capacità e determinazione.
Per trovare una risposta ai capricci del Fato, Roberto Giacobbo ha intervistato Alessandro Bertellotti, giornalista di Rai International, scampato miracolosamente ad un disastro aereo in Malesia. E ancora: dall’India al Sudamerica, da Nostradamus ai Maya tutti sembrano indicare una data precisa per quella che alcuni chiamano “la fine del mondo”: il 21 dicembre 2012. E’ possibile che calendari diversi e popoli distanti concordino su un unico giorno da migliaia di anni? E cosa dovrebbe succedere esattamente? Voyager ha voluto conoscere il parere dei massimi esperti intervistando, tra gli altri, gli scrittori Graham Hancock ed Enzo Braschi. Santiago de Compostela, un cammino religioso che affonderebbe le sue radici nella piu` antica storia del mondo: quella di Atlantide. Un reportage consentira` di capire come il pellegrinaggio di oggi potrebbe essere collegato agli sbarchi in Europa di una remota civiltà. Sarà inoltre indagata una delle pagine più controverse della storia di Roma, quella del 1796, quando le raffigurazioni della Madonna, presenti nella Citta’ Eterna, piansero la futura deportazione del Pontefice, successivamente avvenuta per mano dei soldati di Napoleone Bonaparte. E infine, una passeggiata virtuale su Marte insieme ad Angelo Rossi, esperto dell`Agenzia Spaziale Europea, permettera` di comprendere meglio la storia del Pianeta Rosso e di conoscere le nuove scoperte che potrebbero rivelarsi decisive anche per il futuro della Terra.

 
 

Attenti alle email…

Proprio sicuro di sapere cosa vuol dire quella tua email?

Reuters –

NEW YORK (Reuters) – Miliardi di email vengono spedite e lette ogni giorno in tutto il globo, ma il significato delle parole passa veramente dall’altra parte dello schermo? Forse no.

Nonostante siano rapide e facili da inviare, il fatto che non diano la possibilità di fare gesti, usare il linguaggio del corpo e le espressioni facciali, le rende soggette a facili incomprensioni.

Kristin Byron, professoressa della Whitman School of Management all’Università di Syracuse, New York, ritiene probabile che molti utenti ricevano o inviino messaggi poco chiari via email.

"Un primo passo da compiere per incrementare la precisione nelle email sarebbe riconoscere che possiamo commettere errori, sia come lettori che come mittenti", ha detto Byron, assistente di Gestione finanziaria all’Università newyorkese.

"La gente è convinta che le email siano molto chiare ma non è vero. Ci sono tante incomprensioni", ha aggiunto in un’intervista.

Una delle cause principali di questa incomprensione, è che la gente si dimentica che le emozioni possono essere comunicate via email. Se le espressioni facciali possono essere semplici da interpretare, le email non offrono gli stessi segnali immediati.

Le email mal intepretate potrebbero rivelarsi un campo minato sul posto di lavoro, creando disagi imprevisti tra colleghi.

Le emozioni possono essere espresse via email tramite punteggiatura e altre tecniche, che però rischiano di confondere ulteriormente il messaggio, secondo Byron che pubblicherà la sua relazione nel giornale Academy of Management Review.

"L’uso di punti esclamativi, asterischi, o lettere maiuscole, la lunghezza del messaggio e persino l’uso di emoticon: si può utilizzare di tutto per comunicare o comprendere le emozioni. Tuttavia quesi segni posso risultare anche ambigui nella comunicazione via email — e spesso conviene non utilizzarli nella sfera lavorativa — e pertanto possono essere mal interpretati", dice Byron.

Le emoticon sono simboli grafici come facce sorridenti o personaggi stilizzati che possono essere ricreati con la tastiera e utilizzati nelle email per trasmettere stati d’animo.

Per diminuire il rischio di dare un segnale sbagliato, Byron suggerisce agli utenti di esprimersi in modo chiaro e ripetere le informazioni importanti che vogliono comunicare.

Silenzio … parla il Papa

Il papa e il ruolo delle donne: la Chiesa ringrazia per le vittorie della loro fede

di Mattia Bianchi/ 14/02/2007

 
 

 

Il ruolo della presenza femminile nel cristianesimo, al centro dell’udienza generale del mercoledì. “La storia della Chiesa – ha detto il papa – avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso se non ci fosse stato l’apporto generoso di tante donne”.

 

 

CITTA’ DEL VATICANO – Il ruolo della presenza femminile nel cristianesimo, al centro dell’udienza generale del mercoledì. Un incontro svolto in due tempi: il primo nella basilica di San Pietro insieme ai pellegrini delle Marche, il secondo in Aula Paolo VI alla presenza di circa 15mila persone. “La storia della Chiesa – ha detto il papa – avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso se non ci fosse stato l’apporto generoso di tante donne”.

Per questo Benedetto XVI ha voluto rileggere e fare sue, le parole di Giovanni Paolo II nella ‘Mulieris dignitatem’: ”La chiesa rende grazie per tutte le donne e per ciascuna, la chiesa ringrazia per tutte le manifestazioni del genio femminile apparse nel corso della storia in mezzo a tutti i popoli e nazioni, ringrazia per tutti i carismi che lo spirito santo elargisce alle donne, per tutte le vittorie della loro fede, ringrazia per tutti i frutti della santità femminile”.

“Gesù – ha ricordato – scelse 12 uomini come padri del nuovo Israele, perché stessero con lui e per mandarli a predicare, ma benché fossero uomini le 12 colonne della Chiesa e padri del nuovo popolo di Dio, sono state scelte anche tra i discepoli molte donne”. Il papa ha anche accennato alla ”esortazione famosa” di san Paolo sul fatto che le donne non possono parlare nelle assemblee, ha accennato al fatto che andrebbe ”relativizzata” e che contrasta con un altro passo di san Paolo, ma ha preferito suggerire: ”Lasciamo questa questione agli esegeti”.

Il testo della catechesi del papa

Cari fratelli e sorelle,
oggi siamo arrivati al termine del nostro percorso tra i testimoni del cristianesimo nascente che gli scritti neo-testamentari menzionano. E usiamo l’ultima tappa di questo primo percorso per dedicare la nostra attenzione alle molte figure femminili che hanno svolto un effettivo e prezioso ruolo nella diffusione del Vangelo. La loro testimonianza non può essere dimenticata, conformemente a quanto Gesù stesso ebbe a dire della donna che gli unse il capo poco prima della Passione: «In verità vi dico, dovunque sarà predicato questo vangelo nel mondo intero, sarà detto anche ciò che costei ha fatto, in memoria di lei» (Mt 26,13; Mc 14,9). Il Signore vuole che questi testimoni del Vangelo, queste figure che hanno dato un contributo affinchè crescesse la fede in Lui, siano conosciute e la loro memoria sia viva nella Chiesa. Possiamo storicamente distinguere il ruolo delle donne nel Cristianesimo primitivo, durante la vita terrena di Gesù e durante le vicende della prima generazione cristiana.

Gesù certamente, lo sappiamo, scelse tra i suoi discepoli dodici uomini come Padri del nuovo Israele, gli scelse perché «stessero con lui e anche per mandarli a predicare» (Mc 3,14-l5). Questo fatto è evidente, ma, oltre ai Dodici, colonne della Chiesa, padri del nuovo Popolo di Dio, sono scelte nel numero dei discepoli anche molte donne. Solo molto brevemente posso accennare a quelle che si trovano sul cammino di Gesù stesso, cominciando con la profetessa Anna (cfr Lc 2,36-38) fino alla Samaritana (cfr Gv 4,1-39), alla donna siro-fenicia (cfr Mc 7,24-30), all’emorroissa (cfr Mt 9,20-22) e alla peccatrice perdonata (cfr Lc 7,36-50). Non mi riferisco neppure alle protagoniste di alcune efficaci parabole, ad esempio alla massaia che fa il pane (Mt 13,33), alla donna che perde la dracma (Lc 15,8-10), alla vedova che importuna il giudice (Lc 18,1-8). Più significative per il nostro argomento sono quelle donne che hanno svolto un ruolo attivo nel quadro della missione di Gesù. In primo luogo, il pensiero va naturalmente alla Vergine Maria, che con la sua fede e la sua opera materna collaborò in modo unico alla nostra Redenzione, tanto che Elisabetta poté proclamarla «benedetta fra le donne» (Lc 1,42), aggiungendo: «beata colei che ha creduto» (Lc 1,45). Divenuta discepola del Figlio, Maria manifestò a Cana la totale fiducia in Lui (cfr Gv 2,5) e lo seguì fin sotto la Croce, dove ricevette da Lui una missione materna per tutti i suoi discepoli di ogni tempo, rappresentati da Giovanni (cfr Gv 19,25-27).

Ci sono poi varie donne, che a diverso titolo gravitarono attorno alla figura di Gesù con funzioni di responsabilità. Ne sono esempio eloquente le donne che seguivano Gesù per assisterlo con le loro sostanze e di cui Luca ci tramanda alcuni nomi: Maria di Magdala, Giovanna, Susanna e «molte altre» (cfr Lc 8,2-3). Poi i Vangeli ci informano che le donne, a differenza dei Dodici, non abbandonarono Gesù nell’ora della Passione (cfr Mt 27,56.61; Mc 15,40). Tra di esse spicca in particolare la Maddalena, che non solo presenziò alla Passione, ma fu anche la prima testimone e annunciatrice del Risorto (cfr Gv 20,1.11-18). Proprio a Maria di Magdala San Tommaso d’Aquino riserva la singolare qualifica di «apostola degli apostoli» (apostolorum apostola), dedicandole questo bel commento: «Come una donna aveva annunciato al primo uomo parole di morte, così una donna per prima annunziò agli apostoli parole di vita» (Super Ioannem, ed. Cai, § 2519).

Anche nell’ambito della Chiesa primitiva la presenza femminile è tutt’altro che secondaria. Non insistiamo sulle quattro figlie innominate del "diacono" Filippo, residenti a Cesarea Marittima e tutte dotate, come ci dice san Luca, del «dono della profezia», cioè della facoltà di intervenire pubblicamente sotto l’azione dello Spirito Santo (cfr At 21,9). La brevità della notizia non permette deduzioni più precise. Piuttosto dobbiamo a san Paolo una più ampia documentazione sulla dignità e sul ruolo ecclesiale della donna. Egli parte dal principio fondamentale, secondo cui per i battezzati non solo «non c’è più né giudeo né greco, né schiavo, né libero», ma anche «né maschio, né femmina». Il motivo è che «tutti siamo uno solo in Cristo Gesù» (Gal 3,28), cioè tutti accomunati nella stessa dignità di fondo, benché ciascuno con funzioni specifiche (cfr 1 Cor 12,27-30). L’Apostolo ammette come cosa normale che nella comunità cristiana la donna possa «profetare» (1 Cor 11,5), cioè pronunciarsi apertamente sotto l’influsso dello Spirito, purché ciò sia per l’edificazione della comunità e fatto in modo dignitoso. Pertanto la successiva, ben nota, esortazione a che «le donne nelle assemblee tacciano» (1 Cor 14,34) va piuttosto relativizzata. Il conseguente problema, molto discusso, della relazione tra la prima parola – le donne possono profetare nell’assemblea – e l’altra – non possono parlare -, della relazione tra queste due indicazioni, apparentemente contraddittorie, lo lasciamo agli esegeti. Non è da discutere qui. Mercoledì scorso abbiamo già incontrato la figura di Prisca o Priscilla, sposa di Aquila, la quale in due casi viene sorprendentemente menzionata prima del marito (cfr At 18,18; Rm 16,3): l’una e l’altro comunque sono esplicitamente qualificati da Paolo come suoi sun-ergoús «collaboratori» (Rm 16,3).

Alcuni altri rilievi non possono essere trascurati. Occorre prendere atto, ad esempio, che la breve Lettera a Filemone in realtà è indirizzata da Paolo anche a una donna di nome «Affia» (cfr Fm 2). Traduzioni latine e siriache del testo greco aggiungono a questo nome "Affia" l’appellativo di "soror carissima" (ibid.) e si deve dire che nella comunità di Colossi ella doveva occupare un posto di rilievo; in ogni caso, è l’unica donna menzionata da Paolo tra i destinatari di una sua lettera. Altrove l’Apostolo menziona una certa «Febe», qualificata come diákonos della Chiesa di Cencre, la cittadina portuale a est di Corinto (cfr Rm 16,1-2). Benché il titolo in quel tempo non abbia ancora uno specifico valore ministeriale di tipo gerarchico, esso esprime un vero e proprio esercizio di responsabilità da parte di questa donna a favore di quella comunità cristiana. Paolo raccomanda di riceverla cordialmente e di assisterla «in qualunque cosa abbia bisogno», poi aggiunge: «essa infatti ha protetto molti, anche me stesso». Nel medesimo contesto epistolare l’Apostolo con tratti di delicatezza ricorda altri nomi di donne: una certa Maria, poi Trifena, Trifosa e Perside «carissima», oltre a Giulia, delle quali scrive apertamente che «hanno faticato per voi» o «hanno faticato nel Signore» (Rm 16,6.12a.12b.15), sottolineando così il loro forte impegno ecclesiale. Nella Chiesa di Filippi poi dovevano distinguersi due donne di nome «Evodia e Sìntiche» (Fil 4,2): il richiamo che Paolo fa alla concordia vicendevole lascia intendere che le due donne svolgevano una funzione importante all’interno di quella comunità.

In buona sostanza, la storia del cristianesimo avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso se non ci fosse stato il generoso apporto di molte donne. Per questo, come ebbe a scrivere il mio venerato e caro Predecessore Giovanni Paolo Il nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem, «la Chiesa rende grazie per tutte le donne e per ciascuna… La Chiesa ringrazia per tutte le manifestazioni del "genio" femminile apparse nel corso della storia, in mezzo a tutti i popoli e nazioni; ringrazia per tutti i carismi che lo Spirito Santo elargisce alle donne nella storia del Popolo di Dio, per tutte le vittorie che essa deve alla loro fede, speranza e carità: ringrazia per tutti i frutti della santità femminile» (n. 31). Come si vede, l’elogio riguarda le donne nel corso della storia della Chiesa ed è espresso a nome dell’intera comunità ecclesiale. Anche noi ci uniamo a questo apprezzamento ringraziando il Signore, perché egli conduce la sua Chiesa, generazione dopo generazione, avvalendosi indistintamente di uomini e donne, che sanno mettere a frutto la loro fede e il loro battesimo per il bene dell’intero Corpo ecclesiale, a maggior gloria di Dio.

Articolo tratto da: www.korazym.org

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