Il Castello delle Streghe ;-)

Regalini Pasqualini

Grazie a Bellatrix del Forum dell’Amicizia, che mi ha regalato questa bellissima immagine di Emma Watson (alias Hermione Granger) in cambio della mia dollina di Ostara che potete vedere nell’intervento sulla Festività.

Grazie anche alle mie amiche Claire la Vampira e Lacrima Nera Figlia della Dea, che mi hanno postato queste splendide immagini di Ostara nel Guestbook.

E grazie infine alle ragazze del forum OGY che hanno postato questi regalini pasquali per tutti gli utenti…

03-04-2008 questo invece è il regalo di Ostara di Wild Moon a tutti gli utenti del Forum dell’Amicizia

Felice Oestara!

Oestara (21 Marzo)

E’ il tempo in cui l’Ariete sparge la forza ignea dello spirito della giovinezza in ogni uomo e donna. I semi di Yule e di Imbolc si manifestano come azione e sostanza. E’ la riunione di Persefone e Demetra.

Il nome Oestara proviene dal Latino ed era il nome della Dea della primavera Eostre. Questa Dea è collegata ad una dolce legenda: un piccolo coniglietto voleva così tanto piacere ad Eostre che lasciava in giro uova sacre in suo onore e le decorava con i colori dell’arcobaleno. Quando il coniglietto si presentò innanzi alla Dea con il suo dono, lei fu così contenta che desiderò dividere la sua gioia con tutti gli uomini della terra e chiese al piccolo coniglietto di andare in giro per il mondo a donare le piccole uova colorate.

Questo è infatti il periodo dell’anno in cui decoriamo le uova e il coniglio le nasconde. Il cesto pieno di uova decorate simbolizza il grembo fertile della Madre, quasi pronto a esplodere sulla Terra. Durante Oestara uova dipinte sono usate sull’altare come decorazione per onorare il Dio e la Dea e sono portate addosso come talismani magici per la fertilità.

Il giorno e la notte sono uguali quando inizia la Primavera. L’uovo è un potente simbolo della nuova e rinata vita lontana dall’apparente morte o assenza di vita dell’inverno. La forza maschile e femminile, yin e yang sono bilanciati.

La linfa comincia a scorrere, gli alberi germogliano, il terreno si ammorbidisce, i ghiacci si sciolgono e ovunque è possibile sentire la fragranza e i colori della primavera. E’ il secondo dei tre sabbat primaverili; Imbolc che segna l’inizio e Beltane che vede l’apice. Se Imbolc è ispirazione, Beltane è consumo, Ostara è quindi la crescita.

Ad Ostara, il Dio diviene guerriero, il campione della Dea e come alcuni eroi (Ercole o Artù), ha 12 fatiche da attraversare, ognuna legata ad un segno dello zodiaco. Danzando attorno al cerchio, egli si mostra nella persona dell’eroe locale o di un ragazzo scelto per averne la parte. E’ armato con la Lancia del Sole e con le Freccie della Passione e quando interpreta la sua parte, con il permesso della Dea, lancia le sue frecce nel sole e inizia il suo viaggio.

Il Dio si trova nella sua forma di Pan. In primavera è il re dei boschi e il pastore di capre. E’ il simbolo della giovinezza, dell’istinto della natura. In questa fase, è in sintonia con gli animali. L’immagine di Pan, con le corna, il corpo umano e le gambe da capra lo rappresentano alla perfezione. E’ libero, senza responsabilità, l’adolescente che cresce attraverso le foreste.

L’uovo sembra che sia sempre stato usato come simbolo della fertilità. Erano disegnati con colori brillanti e con vari tipi di strisce e cerchi che rappresentavano i cicli della vita, morte e rinascita. Il tuorlo dorato rappresenta il Dio Sole, il suo albume è visto come la Dea Bianca e il tutto è un simbolo della rinascita. I conigli simbolizzano la fertilità, soprattutto perchè gli antichi utilizzavano per rappresentare la Dea, l’immagine di un coniglio nella Luna Piena.

I simboli usati per rappresentare Ostara, oltre all’uovo, sono l’agnello (la rinascita e la resurrezione), la Luna Nuova, le farfalle e i bozzoli. Simbolicamente molti Pagani, scelgono di rappresentare Ostara, piantando semi, piantine, suonando campanelli, accendendo fuochi, sia nel camino che nel calderone. Potete decorare il vostro calderone con un bouquet di fiori di campo.

Celebrazioni che onorano la Fanciulla, come aspetto della Dea sono appropriate, così come tutte le celebrazioni che riconoscono la forza ( fisica o emozionale ) delle donne e delle giovani donne. Le fate abbondano e potreste invitarne qualcuna a partecipare all’Equinozio con voi. E’ un tempo dove tutto è nuovo e possibile. Infine, questa festa è un tempo ideale per rompere le ultime catene che fermano la vostra crescita.

La tradizione vuole che venivano accesi fuochi all’alba per la vita rinnovata e per la protezione del raccolto. Molte streghe festeggiavano Ostara facendo falò all’alba, suonando campanelle, decorando le uova e mangiandole ritualmente. Notiamo anche la vicinanza della festa di Pasqua a questa festività pagana ed è solitamente la prima Domenica dopo la prima Luna Piena dopo l’equinozio.

Cerchiamo anche di rinnovarci: I nostri pensieri, i nostri sogni, le nostre aspirazioni, quello che siamo. Rinnoviamo le nostre amicizie, i nostri amori. Rivitalizziamo ciò che ha perso vigore. E’ un mese di prosperità e cambiamento.

L’Equinozio di Primavera è un momento di azione, di rinnovamento, il tempo ideale per pulire la vostra casa e dare il benvenuto alla nuova stagione. "Le pulizie primaverili" sono molto più di un semplice lavoro fisico. Può essere visto come un tentativo mirato e concentrato di liberare la casa dai problemi e dalla negatività dei mesi passati e per prepararla alla Primavera e all’Estate. Per questo molti pagani, puliscono la propria casa con il pensiero positivo. Questo libera la casa da ogni sentimento negativo portato dall’Inverno. Una regola comune per le pulizie primaverili è che tutti i movimenti inclusi il lavare a terra o spolverare deve fare in movimento orario. I pagani credono che questa tradizione aiuti a riempire la casa di energia costruttiva.

Secondo la mitologia greca, la primavera segnava il ritorno dal mondo sotterraneo di Persefone. Questo rappresenta lo sbocciare della stagione. Demetra, la madre di Persefone, è simbolo della terra fertile e del grano maturo del raccolto.

Simboli: Uova, conigli, farfalle, draghi, fiori e alberi, croci dalle braccia regolari, abiti nuovi

Divinità: Tutti gli dei e le Dee giovani, gli Dei del Sole, le Dee Madri, le Dee dell’amore, Gli Dei della Luna e le Dee: Persefone, Blodeuwedd, Eostre, Afrodite, Athena, Gaia, Cybele, Hera, Isis, Ishtar, Minerva, Venere, e gli Dei: Cernunnus, Attis, Mithras, Odino, Thoth, Osiride e Pan

Cibi tradizionali: uova, uova sode, torte di miele, i primi frutti di stagione, biscotti, latte e miele.

Colori: giallo limone, verde e rosa pallido, oro, tutti i pastello

Erbe: Margherite, asperule, violette, ginestra, celidonia, dente di leone, gelsomino, rosa e tanaceto

Spiriti della natura: unicorni, pegaso, coniglietti, serpenti

Incenso: Gelsomino, incenso, mirra, sangue di drago, cannella, noce moscata, aloe, benzoino, muschio, salvia, fragola, loto, violetta.

Cristalli: Ametista, acquamarina, diapro rosso, quarzo rosa e pietra di luna.

Candele: dorate, Gialle, verdi, pesca e colori pastello

Rituali: rinnovo personale, onorare amici e famiglia, meditazione

Morgana (dal sito Strega delle Mele)

La Mela, Frutto della Dea

(Immagine -C- FantasyArt / Testo tratto dal sito Strega delle Mele della mia quasi omonima Morgana)

Mi sarò sentita ripetere mille volte e più : " Ma perchè strega delle Mele?"

Non sono stata traumatizzata dalla astuta Grimilde, per quanto la stimi come donna di incredibile fantasia, e ineccepibile egocentrismo. Non è stato neanche il famigerato peccato originale a provocare in me questa dolce ossessione per il rotondo e succoso frutto.

La mela è il frutto per eccellenza. Con la sua forma sferica ha suggerito all’uomo la totalità del cielo e della terra: una specie di simbolo del potere massimo terrestre e divino insieme.
Nella tradizione ebraico-cristiana il melo è l’albero del bene e del male, nella mitologia scandinava la mela è il cibo degli dei.

Sono tre mele d’oro che tentano Atalanta a fermarsi e a perdere la scommessa con Ippomene; è una mela d’oro che scatena la guerra di Troia, è una mela il frutto che, consacrato ad Afrodite, a partire dal 3° sec. d.C., in Grecia, viene gettato al giovanetto o alla fanciulla per scegliere il compagno di banchetto; sono mele i frutti dell’immortalità del giardino delle Esperidi che Ercole, nella sua undicesima immane fatica, riesce a conquistare.

"Il simbolismo del pomo gli è conferito, afferma E. Bertrand, dal fatto che contiene al centro, formato dagli alveoli che racchiudono i semi, una stella a cinque punte. E’ per questo che gli iniziati ne hanno fatto il frutto della conoscenza e della libertà. Dunque, mangiare il pomo significa per essi abusare dell’intelligenza per conoscere il male, della sensibilità per desiderarlo, della libertà per farlo. Ma come sempre accade, l’uomo comune ha preso il simbolo per realtà. La chiusura del pentagramma, simbolo dell’uomo-spirito, all’interno della carne del pomo rappresenta inoltre l’evoluzione dello spirito reso prigioniero della incarnazione".

Questa osservazione è contenuta anche nell’Ombre des Cathédrales di Robert Ambelain: "Il pomo, anche ai nostri giorni, nelle scuole iniziatiche, è il simbolo della conoscenza poiché, tagliandolo in due (nel verso perpendicolare all’asse del peduncolo), vi si trova un pentagramma, tradizionale simbolo del sapere, disegnato dalla disposizione stessa dei semi".

Nelle tradizioni celtiche, il pomo è un frutto di scienza, di magia e di rivelazione. E’ anche un nutrimento meraviglioso.
La donna dell’Altro Mondo che viene a cercare Condle, il figlio del re Conn dalle cento battaglie, gli consegna un pomo che lo nutre per un mese e non si consuma mai.

Fra gli oggetti meravigliosi la cui ricerca è imposta dal dio Lug ai tre figli di Tuireann, in espiazione dell’omicidio di suo padre Cian, figurano i tre pomi del giardino delle Esperidi: chiunque ne mangi non avrà più fame e sete, dolore e malattia ed essi non si consumano mai.

In alcuni racconti bretoni, mangiare un pomo costituisce il prologo di una profezia. Se il pomo è un frutto meraviglioso, il melo (abellio, in celtico) è anch’esso un albero dell’Altro Mondo.
La donna dell’Altro Mondo che va a cercare Bran, gli dà un ramo di melo prima di trascinarlo al di là del mare.

Emain Ablach in irlandese, Ynys Afallach in gallese, l’isola d’Avalon, altrimenti detta il pometo, sono i nomi di questo soggiorno mitico in cui riposano i re e gli eroi defunti.

Nella tradizione britannica, re Artù vi si rifugiò in attesa di venir liberato ad opera dei suoi compatrioti gallici e bretoni dal giogo straniero.
Merlino nei testi, ammaestra sotto un melo.
Presso i Galli era un albero sacro come la quercia.

 

 
LA MELA NELLA STORIA
 
Originaria dell’Asia Minore, a sud del Mar Nero, dove se ne trovano le prime tracce, la mela, attraverso l’Egitto e la Grecia, passa in Europa, dove, nell’impero Romano, già viene decantata da poeti e da scrittori, consigliata e raccomandata come diuretico e come cura per diversi problemi dell’apparato digerente.

In seguito, le invasioni barbariche causarono un profondo decadimento dell’agricoltura, che si protrasse per circa un millenio. L’uomo tornò a cibarsi di frutti selvatici e preferì dedicarsi maggiormente alla produzione di cereali.

I meli erano numerosissimi allo stato selvatico e i loro frutti erano ben lontani dalla qualità, dal profumo e dal colore di quelli decantati dagli antichi. Soltanto nel XV secolo, grazie a grandi opere di irrigazione e di bonifica, a fortunati innesti e nuovi sistemi di fertilizzazione, si tornerà a produrre qualità di frutta pregevole.

E’ in tutto questo periodo che, con la creazione di grandi frutteti in Italia e in Europa, questa coltura si rivela anche una notevole fonte di guadagno. Nel XVI secolo, la mela emigra in America, rendendo tutto lo Stato di New York famoso per l’ottima qualità dei suoi frutti.

Contemporaneamente, le mele appaiono trionfanti nella pittura fiamminga, tedesca, italiana: i frutti bellissimi che appaiono nelle opere degli artisti testimoniano il progresso delle colture. Da allora in poi la mela si diffonde sempre di più nell’uso popolare, non solo come frutto, ma anche come toccasana per la salute e la bellezza. In cucina poi, diventa ingrediente particolarmente delicato, oltre che per i dolci, anche per antipasti, per primi e secondi piatti.

 
 

La Wicca

La religione Wicca è un percorso infinito di luce, magia, amore e continua conoscenza. Sappiamo e dobbiamo riconoscere il nostro amore per la natura, per la divina bellezza dell’universo. La Wicca è saper riconoscere che noi tutti abbiamo la capacità di plasmare il fato attraverso le nostre mani e abbiamo il diritto di scegliere come utilizzare questo potere enorme. Non esiste Bibbia e non esiste nessun profeta. Esiste una sola e semplice regola:
"FINCHE” NON FA MALE A NESSUNO FA CIO’ CHE VUOI".

La religione Wicca è basata su un antico paganesimo che si perde tra gli arabeschi del destino. La Wicca stessa, come religione è relativamente recente, ma le sue radici sono difficili da tracciare a causa dell’ inquisizione che costrinse le persone a bruciare i manoscritti e a nascondersi da occhi indagatori.

La Wicca sostiene il concetto di naturale e essenziale equilibrio. Tutte le cose hanno una "vita" spirituale – persone, animali, piante e addirittura le pietre.Tutto è parte di una delicata armonia tra luce ed ombra, giorno e notte, buono e cattivo, femminile e maschile. Anche la Dea e il Dio sono creatori quanto distruttori. Danno la vita, ci cibano, ma possono anche togliercela. Questo circolo è visto nelle stagioni e nel ciclo della luna, e spesso è raffigurata dalla Triplice Dea – Vergine, Madre e Ctona. La madre crea, la vergine sviluppa e la ctona eventualmente porta via. Possiamo vederlo ogni mese quando la luna è uno spicchio, poi cresce fino a diventare piena, ritorna spicchio e sparisce via,prima di ricominciare. Proprio per questo, il simbolo della triplice Dea è una luna piena con uno spicchio su ogni lato. )O(

Non crediamo assolutamente che la Wicca sia l’unica valida religione, nè cerchiamo di convertire chichessia. E’ un percorso compiuto a mente aperta ed esistono varie tradizioni, anche se la maggior parte di noi sono "eclettici" e sceglie che elemento del paganesimo incorporare nelle nostre pratiche da Wiccan.

Non siamo satanisti. Infatti non crediamo in Satana o in un’entità suprema del male, nè crediamo nell’inferno. Meglio chiarire un pò di credenze popolari: non sacrifichiamo animali o persone ; non cerchiamo di diventare divinità ; non giriamo attorno con cappelli a punta neri e tuniche lunghe e nere ; non trasformiamo persone in rospi o in animali strani ; non voliamo sulle scope. La magia è molto più complicata e ha una natura molto più subdola. Semplicemente puntando un dito non faremo ammalare qualcuno di una malattia incurabile o abbatteremo un albero. La Wicca non da semplici risposte!

Non affannatevi a convertirvi. Non esiste un metodo istantaneo per "diventare" Wiccan, è il risultato di apprendimento e della crescita lungo questo sentiero. Non esiste un rituale d’iniziazione che vi darà tutta la conoscenza del mondo in pochi minuti. Studiate, praticate, migliorate..e ci arriverete.

Il miglior consiglio che posso dare è leggere, leggere. leggere. Imparare dalle conoscenze altrui. Imparare ad ascoltare la vostra anima allo stesso modo, siete i migliori maestri di voi stessi. Una volta che comincerete il cammino, riconoscerete molti segnali lungo la strada e sarete più vicini al Dio e alla Dea di quanto crediate.
Adesso il sentiero è stato tracciato, seguite la strada.

Siate benedetti )O(
Morgana

Dal sito Strega delle Mele

I miei Nomi Animati

Dopo i bellissimi nomi glitter, ecco i nomi animati, sempre by Nemesis.
Il nome Amagda è una mia creazione, con animazione di Nemesis.
La doll è stata creata con DollieBliss. Si prega di non copiare, grazie.
 
Ed ora i nomi del mio amore, che sopra è rappresentato con la Rosa Blu.

Ed infine, la mia Dea protettrice…

Zodiacando, parte seconda

Ecco le bellissime schede dei segni estivi, sempre by Nemesis.
Per vedere anche quelli primaverili cliccate sulla categoria.
 

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