Il Giorno Prima

Le notizie che vengono dall’Iran non fanno presagire nulla di buono. La miniserie Jericho (in onda su Raidue dalla scorsa settimana) mostra le conseguenze di una guerra nucleare fin troppo probabile, se si vuole dar retta al Terzo Segreto di fatima (quello vero, non quello fatto pubblicare nel 2000 dall’allora Cardinale Ratzinger). Mi torna in mente una canzone del 1984, ispirata  al film "The Day After" del 1983…
 
Artista: Pooh
Album: Aloha
Titolo: Il Giorno Prima
 
Può accadere senza che la sveglia suoni,
 a metà di un sogno o un tiro di pallone
A metà concerto o sull’autostrada
 che la mezzaluna ha il sole sulla coda
E i carabinieri fanno benzina
o a metà del salto di una ballerina…
Può accadere appena ti è venuto in mente
 che se chiedi scusa non ci perdi niente
Mentre dei ragazzi asciugano i capelli
 mentre i giocatori studiano i cavalli
Può accadere e tu lo sai…

E se fosse autunno non faremmo in tempo
 a mangiare i funghi nati dalla pioggia
E a finir gli amori nati sulla spiaggia
E se fosse Aprile pensa che peccato
 che non è finito ancora il campionato
E se succedesse mentre tu sei sola
 non potrei lasciarti l’ultima parola
E poi e poi può capitare
Anche se stasera,
 c’è un tramonto troppo sano
troppo mio, per aver paura anch’io…
E potrebbe essere anche domattina
 coi banditi in banca per una rapina
Coi bambini a scuola ad imparare il mondo
Ed i pescatori ad imparare il fondo
Se al di là del cielo
 nel momento esatto fossero a guardare
Sembrerebbe solo lo strizzare d’occhi di una stella
Fuochi da lontano…
Poi la notte torna normale e non se ne parla più…
 
Oltre il giardino, oltremare
Sarebbe lontana la realtà
Come piccole nuvole, come vecchi giocattoli
E i giornali hanno un mese e i pensieri riposano…
Ma guardati, guardami e dimmi
Se dovessimo noi ricominciare
Con le pietre e con gli alberi, sopra l’ultima isola
Non è meglio pensare che non può succedere…
 
Non funziona come in certi film minori
Che a salvare il mondo bastano gli amori
Può accadere adesso
 mentre sto cantando mentre c’è poesia
Mentre sto contando,
 quanti fogli mancano alla vita mia
E si va a ballare e si va a mangiare, o quello che vi pare
Ed è tutto a posto, e potrei giurare
Che il resto è fantasia…
Ma il bottone selvaggio è di un bel rosso pulito
 ed aspetta soltanto qualche vecchio soldato
Con la faccia di cera con la chiave ed i guanti
Con la faccia severa, con le croci davanti e noi
 Siamo qui, siamo qui, siamo qui
A curare i difetti delle case e dei cuori,
A comprare biglietti per momenti migliori
A pensare che oggi porta dritto al domani
A camminare sull’acqua per fermargli le mani e noi
Siamo qui, siamo qui, siamo qui…

 
 
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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. isa delle fate
    Giu 18, 2007 @ 20:46:03

    ciao
     
    buona settimana cara amica
     
    kiss kiss da isa
     
    (bravissimi i Pooh !!!!)
     

    Rispondi

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