Voyager: Torino Magica

Ecco il riassunto dell’ultima puntata speciale di Voyager, andata in onda lunedì. Questa volta l’ho potuta vedere in diretta, e devo dire che è stata davvero interessante. Argomenti: l’Egitto, con gli scavi ad Alessandria dove si cerca la tomba di Marcantonio e Cleopatra, e i sotterranei della Piramide di Saqqara; il mistero dei Dogon; il volo di Angelo D’Arrigo sull’Aconcagua e…
 
Archeologia e avventura

In onda lunedì 14 maggio alle 21.05

Torino magica: come sopra così sotto

Una città come tante altre. Una città in cui, ogni giorno, le centinaia di migliaia di persone che la popolano si muovono, ognuno verso una propria meta. Esattamente come accade in tante altre città d’Italia e del mondo. Eppure, questa città ha qualcosa di diverso dalle altre, qualcosa di molto particolare. Di magico.
Torino è la città italiana "magica" per eccellenza. Città degli opposti, dove, secondo la tradizione esoterica, il "bene" e il "male" convivono da sempre.

Noi, in questa puntata di Voyager, vi portiamo in due punti ben precisi. Il luogo più negativo, e quello più positivo. Ovvero i punti in cui le energie positive e quelle negative sono maggiormente concentrate. Ma la strada da percorrere è lunga e tortuosa: passa per luoghi dove storia e leggenda si intersecano. E ci porterà anche molto lontano da qui, in luoghi impensabili, perché nulla è mai ciò che sembra…

In questa città nulla sembra accadere per caso, tutto appare concatenato, tutto sembra avere un senso. Ma Torino, città inziatica, è anche il luogo dove "molte cose hanno avuto inizio". Torino è stata la prima capitale d’Italia, dal 1861 al 1864, quando la sede del governo venne trasferita a Firenze in previsione dell’insediamento a Roma. A Torino è sorta la prima industria automobilistica. Qui furono prodotti i primi film italiani e, già dal 1949, furono condotte le prime trasmissioni televisive sperimentali. La città degli inizi, quindi, ma anche la città degli iniziati.Infatti sono molti i personaggi che, nel corso dei secoli, hanno legato in qualche modo la loro figura alla città di Torino. E, indagando, scopriamo che ancora una volta storia e mistero si incrociano…

In molti casi i motivi che spinsero alcuni personaggi a scegliere Torino, rimangono un mistero. È il caso di Paracelso, filosofo e medico tedesco che, nei primi anni del 1500 raggiunse Torino. Fervente studioso dell’occulto, nella città sabauda vantava numerosi seguaci. Ma anche il più famoso Nostradamus, veggente e guaritore, soggiornò a Torino dove, ospite dei Savoia, curò Margherita di Valois, moglie di Emanuele Filiberto. Maghi e occultisti quindi, ma anche nobili e avventurieri, filosofi e ciarlatani. Tutti, comunque, avvolti dal mistero.

Uno dei personaggi più enigmatici del 700 è il conte di Saint-Germain. Illusionista, alchimista o massone? La sua figura è ancora oggi avvolta nel mistero. Secondo alcuni, sarebbe sepolto proprio a Torino, nella chiesa di San Salvario. Poi Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro. Abile avventuriero, psicologo, mago e profeta. Viaggiò per tutta Europa, recandosi anche a Torino, sembra, a causa di interessi legati alla massoneria. E nel 1889 Frederich Wilhelm Nietzsche, proprio a Torino, scrisse una delle sue opere più famose: l’Ecce Homo. Infine Fulcanelli, autore di alcuni dei testi ermetici più importanti del secolo scorso. Questo personaggio dall’identità misteriosa, l’appellativo "Fulcanelli" è solo uno pseudonimo, sembra fosse particolarmente interessato alla Torino sotterranea, in particolare alle cosiddette Grotte Alchemiche.

Continuiamo il nostro cammino percorrendo una strada alternativa, una strada sotterranea…
Perché, fedele a una delle massime più famose della tradizione esoterica, "come in alto, così in basso", la magia di Torino non è presente solo in superficie, ma anche nella rete di cunicoli che vive nascosta al di sotto della città stessa. Una vera e propria città sotto la città dove, secondo alcuni, si tengono ancora oggi riti satanici… E dove, secondo altri, appaiono dame eteree e misteriose…

Il nostro viaggio continua, quindi, dove la luce del sole non arriva. Seguendo l’ispirazione del Fulcanelli, andiamo anche noi alla ricerca delle misteriose Grotte Alchemiche… C’è anche chi dice che esisterebbe una misteriosa città sotterranea… forse il luogo in cui si celebrano i riti satanici di cui tanto si parla?

Secondo la tradizione esoterica, Torino rappresenta uno dei vertici di ben due triangoli ideali. Uno di magia bianca, che la unisce idealmente a Praga e a Lione, e uno di magia nera, insieme a Londra e a San Francisco. Costruita sulla base di una pianta quadrata, tipica delle città romane, Torino risulterebbe però orientata a ovest, ovvero nella direzione dove tramonta il sole. E questa, per i romani, è una direzione infausta. In questa città, l’esoterismo è talmente radicato che tutti i monumenti più importanti sembrano tessere di un’unico grande mosaico. Ma perché proprio Torino, e quali sono le origini di questa tradizione?

L’esoterismo a Torino è, quindi, un elemento costante, la cui origine si perde nei millenni. Anche se può apparire incredibile, la ricerca delle origini, come accade forse per la maggior parte dei misteri di tutto il mondo, ci ha portato a trovare analogie con una delle civiltà più enigmatiche di tutti i tempi. Ci ha portato, ancora una volta, nell’antico Egitto

Secondo una antica leggenda esisterebbe un collegamento con Api, il toro sacro degli antichi egizi. Ma anche con la stessa dea Iside, che viene spesso identificata con l’appellativo di "grande madre". Dea della fertilità, Iside era associata alla luna e alle inondazioni periodiche del Nilo, che portavano una terra di colore nero chiamata con il nome di "al kymia", termine nel quale molti vedono un legame con il termine "alchimia". Raffigurata come una dea con la pelle di colore scuro, sembra che a Torino esistesse un antico luogo di culto dedicato a Iside, proprio dove oggi sorge la chiesa chiamata Grande Madre, nei cui sotterranei, guarda caso, è conservata una Vergine nera.Ma non è tutto.

Nel nord Europa, i riti di questa dea dalla pelle nera venivano celebrati sottoterra. Per gli alchimisti l’associazione Iside-Luna-Vergine, è "l’inizio dell’Opera". E Torino, come abbiamo visto, è città di inizi e di iniziati. Tra l’altro, Torino è la sede di uno dei maggiori Musei Egizi del mondo… Sono solo coincidenze?

La citta’ dove "l’Opera" ha inizio. Torino prima capitale d’Italia, Torino culla della casa reale. E gli stessi Savoia non sfuggivano al fascino dell’occulto. Nei loro palazzi, infatti, custodivano biblioteche contenenti antichi e preziosi testi di magia. Ma nella rete composta da oltre 25 chilometri di cunicoli e gallerie, che si estende sotto Torino, sono accadute molte cose che la storia ci ha tramandato tralasciando, spesso, la parte "scomoda". Quella esoterica. Uno di questi fatti ha determinato il futuro della città. È il caso della storia di Pietro Micca

In queste gallerie nel corso dell’assedio di Torino ad opera delle truppe francesi, nel 1706 trovò la morte Pietro Micca. Qui, nella notte tra il 29 e il 30 agosto, le truppe francesi irruppero nel tentativo di entrare nella città assediata. Uccisero le sentinelle e cercarono di sfondare la porta alla quale Pietro Micca, con un compagno, era di guardia. Intuendo che non avrebbero resistito a lungo, decisero di far scoppiare un barilotto contenente 20 chili di polvere da sparo, allo scopo di bloccare la galleria provocandone il crollo. Non potendo utilizzare una miccia lunga perché avrebbe impiegato troppo tempo, Micca decise di impiegare una miccia corta. Un’operazione molto rischiosa per la sua incolumità. Istintivamente, quindi, allontanò il compagno e diede fuoco alle polveri, iniziando a correre verso la scala che porta la salvezza. Ma lo spostamento d’aria lo travolse, uccidendolo. Il suo gesto eroico, però, raggiunse lo scopo. La galleria crollò impedendo alle truppe francesi di impossessarsi della città. E proprio in queste gallerie alcune persone asseriscono di avere visto delle figure muoversi, forse i fantasmi di chi ha perso la vita in quei giorni e ha trovato riposo nella vicina fossa comune…

Molto forte è anche il simbolismo che lega Torino alla cristianità. Come abbiamo visto, una delle statue posta davanti alla Grande Madre, sorregge un calice e guarda verso l’infinito mentre, per alcuni, l’angelo che le sta di fronte guarderebbe verso il luogo in cui sarebbe nascosto il Sacro Graal, qui a Torino.

Ma c’è un’altra importantissima reliquia sacra, qui a Torino. Custodita in un luogo che è inevitabile incontrare nel nostro viaggio ideale sul filo che collega il punto più positivo a quello più negativo, stiamo, ovviamente, parlando della Sacra Sindone, che si trova qui vicino, a pochi passi da noi…sopra alle nostre teste…

Siamo giunti alla prima meta del nostro viaggio sopra e dentro Torino. Siamo in Piazza Statuto. Qui, secondo la tradizione, proprio da questo tombino, si accede agli inferi. Questo sarebbe, infatti, il punto in cui le energie negative sono maggiormente concentrate. Punto bilanciato da quello più positivo, che scopriremo tra poco. Prima , però, il nostro viaggio non può non coinvolgere uno dei personaggi più discussi degli ultimi anni.Un personaggio che, ovviamente, è nato e vissuto in questa città…

Una delle figure più controverse legata a Torino, è Gustavo Rol. Nato nel 1903 era sensitivo, medium, mago, indovino e molto altro ancora. Ma egli si definiva semplicemente "una persona normale". Eppure è difficile considerare "normale" una persona che nel corso della sua vita ha conosciuto Einstein, Croce, Fermi, Picasso, Dalì, D’Annunzio. De Gaulle, Mussolini e Pio XII ; anche Hitler lo voleva conoscere, ma per ben tre volte gli uomini del Duce lo nascosero alle SS. Federico Fellini gli chiese spesso consigli sulle nuove sceneggiature; e poi John Cage, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Rota, Alberto Sordi e tanti altri. Conobbe anche alcuni presidenti della Repubblica Italiana, come Saragat e Einaudi. Negli anni ’50, a Londra, incontrò la regina Elisabetta II che, sembra, voleva mettersi in contatto con lo spirito del padre, Re Giorgio VI. Nel 1964 predisse all’Imperatore d’Etiopia, Hailé Selassié, la morte ad opera del suo popolo, cosa che si verificò 11 anni dopo. Infine John Fitgerald Kennedy, nel suo unico viaggio in Italia da presidente degli Stati Uniti d’America, si recò a Torino unicamente per incontrare Gustavo Rol, forse l’ultimo grande personaggio misterioso che ha incrociato la sua vita con questa città. Almeno per ora…

Eccoci arrivati alla seconda meta del nostro viaggio.
Siamo in piazza Castello. Qui, secondo gli occultisti, esattamente dove ci troviamo, tra queste due statue simboleggianti il bene e il male, le energie positive si concentrano, facendo da contraltare alla porta degli inferi, sulla quale ci siamo soffermati in precedenza. Ci troviamo, infatti, proprio nel punto in cui le energie positive sono maggiormente concentrate. E proprio qui, sperando sia di buon auspicio, vogliamo terminare il nostro viaggio a Torino. Abbiamo percorso quella che all’inizio sembrava una semplice linea retta collegante due punti, uno positivo e uno negativo, per scoprire ben presto che si trattava, in realtà, di una via tortuosa da percorrere non solo in superficie, ma anche sottoterra. Non solo in alto, ma anche in basso. E abbiamo anche scoperto che non si trattava di una "via" isolata, ma piuttosto di un filo facente parte di una grande tela raffigurante storia e leggenda, luoghi e persone, bene e male, passato e futuro. Perché nulla è mai ciò che sembra.

Perché quasi sempre quello che ci appare un semplice filo è, in realtà, una piccola parte di un’unica grande ragnatela che ci unisce tutti, che lo vogliamo o meno. E la nostra passione è proprio quella di scoprire quanti più fili possibile…

Dal sito: www.voyager.rai.it

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