Voyager: Misteri irrisolti

Questo invece è il riassunto della seconda puntata speciale, anche questa l’ho registrata ma non l’ho ancora vista.
 
Misteri irrisolti
In onda lunedì 23 aprile alle 21.05

A caccia di fantasmi

Entità misteriose accompagnano da sempre la storia dell’uomo.
Tra queste vi sono i fantasmi, presenze incorporee spesso raffigurate senza testa, avvolte da luminescenza e, in alcuni casi, accompagnate da rumori. Si tratta solo di miti e folclore popolare le cui origini si perdono nella notte dei tempi, defunti che si rifiutano di abbandonare la vita terrena?
Forse ci sono fenomeni che oggi l’uomo può studiare con la tecnologia e la conoscenza di cui dispone…

Castelli e palazzi sono i “luoghi dei fantasmi” per eccellenza. Siamo a Fumone, nei dintorni di Roma. Qui, alcuni testimoni riferiscono di fatti inspiegabili accaduti tra le mura del castello. Si tratta solo di suggestioni o di fatti che possono benissimo essere spiegati senza ricorrere al “paranormale’, o c’è dell’altro? Ma non è certo questo l’unico luogo in cui si sarebbero avverati fatti inspiegabili. Per cominciare, andiamo in provincia di Parma, al castello di Bardi

Siamo alla fine del 1400, un periodo caratterizzato da guerre tra piccoli feudatari confinanti. E’ in uno dei rari momenti di pace che Moroello, comandante dalla guarnigione del castello di Bardi, si innamora della bella Soleste, la figlia del castellano. Nonostante il padre l’abbia promessa in sposa ad un feudatario vicino, i due giovani sono legati indissolubilmente l’uno all’altra da un triste destino e da un amore sopravvissuto ai secoli.

Moroello, dopo una delle tante battaglie, decide di indossare le insegne dell’esercito sconfitto in segno di spregio nei confronti dei nemici. Ma in questo modo inganna Soleste che, in attesa sugli spalti del castello, scambia i soldati che si avvicinano per i nemici. Distrutta dal dolore, pensando il suo amato sconfitto e ucciso, si lancia nel vuoto dall’alto delle mura.
Moroello, appresa la notizia, decide di seguirne il destino, gettandosi anch’egli dal mastio.

Forse, la figura impressa in una foto diventata ormai famosa, potrebbe essere proprio quella di Moroello in una delle sue “fugaci apparizioni”?

Intervista a Daniele Gulla’ (perito biometrico)
L’immagine ripresa non è una foto tradizionale. E’ stata fatta con una camera sensibile alle variazioni di temperatura, quello che è piu’ caldo è chiaro e viceversa. C’era poi in azione, oltre alla camera termica, una camera che riprendeva nel visibile che però non ha ripreso nulla. Non c’era vento, nebbia, etc. Ci siamo subito accorti che c’era qualcosa come una chiazza e, dall’analisi, e’ emersa una informazione che ricordava una sagoma umana. Osservando le immagini ci siamo anche appurato che queste “anomalie” non erano dovute a problemi del sensore della camera. Elaborandola abbiamo perso in dettaglio ma migliorato l’informazione, aggiungendo una paletta di falsi colori.

Ma è proprio impossibile riprodurre in laboratorio i cosiddetti fenomeni “paranormali”, che la scienza ufficiale chiama “fenomeni anomali”? Abbiamo interpellato uno scienziato per sapere se è vero che in vari centri di ricerca nel mondo sono stati fatti studi ed esperimenti riguardanti, appunto, i fenomeni anomali…

Intervista al prof. Mario Bruschi (fisico)
E’ vero, sono state effettuate ricerche nelle più importanti università di molti paesi nel mondo e ci sono tuttora ricerche sul campo di quelli che ora vengono chiamati “fenomeni anomali”. Queste ricerche vanno avanti da 70 anni. Se poi lei mi chiede quali sono i risultati, di negativo c’è il fatto che dopo 70 anni non sappiamo di che cosa si tratti, nè il come e il perché. Ma il grosso risultato positivo è che e’ stata provata, contrariamente a quanto si pensa generalmente, l’esistenza dei fenomeni stessi.

Quindi i fenomeni anomali esistono anche se non si è riusciti a definirne la natura. Nello stesso Castello di Fumone, secondo testimonianze dell’epoca, una croce splendente apparve sulla porta delle stanze in cui Celestino V era tenuto prigioniero. Pochi giorni dopo, il 19 maggio 1296, il pontefice venne a mancare.

Ma la risposta ai fenomeni anomali, potrebbe forse trovarsi nell’esistenza di altre dimensioni oltre la nostra, dimensioni che sono oltre il nostro livello di percezione…

Intervista alla dott.ssa Rossana Tanassi (prima tecnologa CNR)
E’ noto che l’essere umano può percepire solo l’8% di quanto lo circonda, questo comporta che circa il 92% non è percepibile e, quindi, che esista una multidimensionalità a più strati, è assolutamente affermato teorie scientifiche ufficiali.
Quindi mi meraviglia sempre molto il fatto che le persone hanno difficolta’ ad accettare quello che non si vede o che non si percepisce al tatto.

Qui, a Fumone, c’è chi dice di avere sentito i passi di una madre che, ogni sera, andrebbe ancora a fare visita al figlio ucciso e il cui corpo è custodito tuttora tra queste mura. Ottavo figlio, unico maschio dopo sette femmine, la leggenda vuole che siano state le sorelle a ucciderlo per non dovere rinunciare all’eredita’ spettante per legge all’erede maschio. Ma di “fantasmi” si parla da sempre nelle cronache di tutti i paesi del mondo. Ed e’ un luogo comune pensare che si manifestano solo per spaventarci. Nel Regno Unito c’è forse il maggior numero di case infestate da presenze…

La Scozia, con i suoi numerosi castelli e le sanguinose vicende storiche delle Highlands, è da sempre, nel nostro immaginario, la patria dei fantasmi, ma tutto il mondo sembra essere interessato. A volte i luoghi che ospitano tragici eventi restano “contaminati” da piu` presenze. E’ il caso della Torre di Londra, considerato il punto più “infestato” del Regno Unito. In Italia uno dei casi piu` famosi e` quello di Azzurrina di Montebello, vicino Rimini, dove Guendalina Malatesta perse la vita in circostanze misteriose e non fu mai più ritrovata. Ogni cinque anni il suo spirito si manifesterebbe con un leggero pianto. Ma case infestate esistono ovunque. In Spagna, solo per fare un esempio, a Belmez, in Andalusia, esiste una casa sulle cui pareti appaiono volti spettrali che non possono essere cancellati. Secondo una teoria i fantasmi sarebbero delle proiezioni psichiche effettuate da persone particolarmente sensibili in grado di “sentire” la memoria dei fatti accaduti in un determinato luogo. Potrebbe essere questa una spiegazione alla foto del fantasma di Bardi?

Intervista a Michele Dinicastro (parapsicologo)
Qalcuno ha cercato di attribuirci ipotesi che non abbiamo mai formulato, ovvero che l’immagine che abbiamo ottenuto a Bardi sia un essere disincarnato deambulante nell’ambiente. Ma i dati in nostro possesso ci indicano che si tratta, in realtà, di una forma di proiezione psichica. E’ una immagine fortemente contestualizzata. Siamo di fronte a un cavaliere in foggia medievale che appare in un castello.

Le storie che ci parlano di apparizioni e di spettri legati al mondo dell`aldilà si perdono nella notte dei tempi. Dagli antichi egizi ai greci e ai romani. Nell’Età classica la figura del fantasma diventa consolatrice e protettrice: grandi eroi o imperatori evocano le anime dei defunti per interventi propiziatori o per avere precognizioni. Nel Medioevo, sotto l`influsso cristiano, lo spettro perde la sua connotazione positiva per diventare una manifestazione del diavolo o, al massimo, di un`anima del purgatorio in cerca di aiuto per espiare i propri peccati. Infine, sotto l`influsso dell’Illuminismo e del Positivismo, le apparizioni cominciano ed essere studiate con un approccio scientifico ma, ancora oggi, quello dei fantasmi rimane un mistero irrisolto.

Quindi non si tratterebbe solo di suggestioni ma di qualcosa su cui varrebbe la pena svolgere indagini più approfondite. Già, ma come si svolge un’indagine accurata su questi fenomeni, che la cosiddetta scienza ufficiale spesso non accetta nemmeno di affrontare?

Intervista a Daniele Gulla’ (perito biometrico)
Un a nostra indagine parte da segnalazioni. Se lo riteniamo interessante stabiliamo un protocollo di ricerca. Il principio è quello di osservare più frequenze possibili rispetto a quelle che l’uomo percepisce attraverso sistemi di monitoraggio acustico, di monitoraggi di tipo fisico per campi magnetici, per le variazioni di temperatura… Ma non c’è la sicurezza che un evento si possa ripetere.

Le “storie di fantasmi”, quindi, non sono solo quelle legate a vicende d’amore finite in tragedia. In generale c’è chi ritiene che tutti i luoghi in cui sono avvenuti fatti traumatici ne mantengano traccia… come i luoghi in cui si sono svolte battaglie particolarmente cruente o, come tra queste mura, fatti di sangue in cui sono stati coinvolti dei bambini. O anche come le carceri. Per questo siamo andati a pochi chilometri da Catania, più precisamente ad Acicastello

Antica prigione, costruita dai normanni intorno al 1100, il maniero di Acicastello è luogo di fantasmi per eccellenza. Edificato su di un promontorio dal quale si controlla il mare e quindi il passaggio delle navi dirette verso lo stretto di Messina, ha assistito a molte battaglie navali, tramandateci anche dalle cronache di antichi scrittori. Nel 1126, proprio entro queste mura, i vescovi di Catania ricevettero le reliquie di S. Agata, riportate in patria da Costantinopoli.

Intervista alla dott.ssa Maria Cristina Migliaccio, archeologa
Alcuni studiosi che stavano lavorando nel castello di sera, mi hanno riferito di voci, sentite da tutto il gruppo, quando nel castello non c’era piu’ nessuno tranne loro. E’ plausibile pensare che queste mura, che hanno assistito a eventi lieti e tragici, abbiano conservato memoria di secoli di storia.

A causa della sua posizione strategica, nel corso dei secoli le battaglie per il possesso del castello continuarono pressoché ininterrotte. Dal XVI secolo fu poi adibito anche a prigione, fino al 1818, quando un terremoto provocò danni così gravi che dovette essere abbandonato. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale il castello venne utilizzato come rifugio antiaereo, mentre oggi, dopo una serie di restauri, è sede di un museo.

Le leggende che ci riportano a misteriose presenze che si aggirerebbero tra le sue mura, narrano di soldati caduti nel corso delle numerose battaglie e di prigionieri torturati e lasciati morire di fame e di stenti. Persone le cui anime sarebbero tuttora in attesa del riposo eterno.

Intervista al prof. Enrico Blanco sulle leggende di Acicastello
Qui per i detenuti era preferibile la morte alla permanenza in cella, tanto che molti tentarono la fuga consapevoli che non ne sarebbero usciti vivi. Nel libro dei deceduti della parrocchia sono riportate le morti avvenute nei vari tentativi di fuga nel corso dei secoli.

Come nel caso della mummia di Tutankhamon, tramite un software particolare, anche per le foto di Bardi gli studiosi hanno verificato che le proporzioni di quello che sembra il viso, corrispondono realmente a un volto umano.
Un volto che il programma ha ricostruito, seppure con una larga approssimazione.

Intervista a Daniele Gulla’ (perito biometrico)
Abbiamo analizzato ogni singolo dettaglio del volto con un software che, se riconosce i parametri siano plausibili con quelli di un volto umano, lo ricostruisce. In questo caso la ricostruzione è ovviamente approssimativa, ma è utile in quanto dimostra che “l’ombra” potrebbe essere veramente quella di un essere umano.

Secondo alcuni studiosi, le persone a volte fungono da veri e propri catalizzatori. In questi casi, come in una sorta di seduta spiritica provocata involontariamente, si evocherebbero entità che sono rimaste impresse nelle fotografie

Intervista a Daniele Gulla’ (perito biometrico)
Ci è stata fornita una foto ripresa con una macchina tradizionale, scattata da una madre che riteneva che in questa foto ci fosse l’immagine del figlio deceduto. E’ stata scattata in occasione di una festa alla quale erano presenti molti amici del ragazzo. Per stabilire se il volto fosse proprio quello del figlio abbiamo utilizzato software basati sul riconoscimento facciale. Sono programmi utilizzati in campo giudiziario, ritenuti validi anche in sede penale. Dopo un confronto con oltre 10.000 immagini, il programma l’ha associata a quella piu’ somigliante con il figliolo Massimo, la cui foto era stata inserita nel database.

Anche se la scienza ufficiale non riconosce i poteri paranormali nemmeno come un fatto “largamente probabile”, persone dotate di poteri psichici pare vengano utilizzate da anni dai servizi segreti di molte nazioni. Lo stesso presidente Carter, nel ‘95, ammise che il Governo degli Stati Uniti e la CIA utilizzavano queste tecniche, pur mantenendo i risultati coperti dal “Segreto di Stato”… e apparirebbe quantomeno strana una simile ammissione se si fosse trattato di un fiasco completo.

Intervista Michele Dinicastro (parapsicologo)
Pur non avendo nessun tipo di preconcetto, il nostro approccio è del tutto critico. Nel corso degli anni abbiamo appurato come il 99% dei fenomeni studiati è dovuto ad eventi naturali. Vorrei anche sottolineare un particolare. C’è una correlazione tra l’apparire di un qualcosa e il sentire di qualcuno. In 50 rilievi abbiamo ottenuto solo 2 immagini anomale proprio nel caso in cui qualcuno diceva di percepire qualcosa. Dal punto di vista statistico, questo è estremamente significativo.

Come per tutti i fenomeni di cui tanto si parla ma dei quali non si hanno ancora sufficienti prove “scientifiche”, anche in questo caso la strada è ancora lunga. Ma è una strada che vale la pena percorrere, sia per chi ci crede sia per chi è convinto si tratti solo di ingenue suggestioni.

Ed è una strada che noi di Voyager conosciamo bene, perché è una strada “ai confini della conoscenza”.

Zed. L’origine di tutti i misteri

Siamo tornati ancora una volta in Egitto, di fronte alla Grande Piramide, dove i misteri sembrano proprio non finire mai. Seguiamo le tracce di una teoria mozzafiato che potrebbe svelare il segreto finale della Grande Piramide di Cheope. Per comprendere anche un antico proverbio che la gente si tramanda da generazioni, che recita queste parole:
“L’Uomo ha paura del Tempo. Ma il Tempo ha paura delle Piramidi

La risposta potrebbe venire da un libro pubblicato in Italia dal ricercatore e saggista Mario Pincherle.
La scoperta è che la piramide di Cheope, non sarebbe altro che la copertura di qualcosa di molto più importante, nascosto al suo interno. Ma se la copertura è l’unica delle sette meraviglie del mondo rimasta in piedi, costruita con circa 3 milioni di blocchi di pietra, con il sangue di migliaia di schiavi e grazie a conoscenze impensabili per l’epoca, di che proporzioni può essere il “tesoro” che deve nascondere?

Stiamo per scoprirlo, ma non saremo soli in questo viaggio che promette emozioni forti:
Stiamo risalendo i percorsi interni della Piramide, diretti al suo cuore segreto. Mentre ci inoltriamo, ricordiamo però quali altri misteri e stupefacenti coincidenze nasconde questa piana di Giza, tra piramidi, stelle e numeri. Quello che però stiamo cercando questa volta sono le tracce di una Torre nascosta. Una Torre di granito che sarebbe il cuore della piramide. E che sarebbe isolata dallo strato esterno delle pietre calcaree, come se tutta la piramide non fosse altro che un gigantesco coperchio protettivo.

Nella Camera del Re abbiamo granito tutto intorno e in effetti c’è qualcosa che non torna: il granito è parte di una struttura a se stante, che sembra indipendente dal disegno della piramide. Per quale motivo usare centinaia di enormi lastre di granito lucido (alcune sono lunghe anche 10 metri e pesano 60mila chili) per una costruzione alta 80 metri, ma completamente invisibile a chiunque?
E perché coprirla poi con circa tre milioni di blocchi calcarei? Non solo: per quale motivo questo che viene chiamato sarcofago ha dimensioni tali da non potere uscire o entrare dalla stanza? E perché ha le stesse proporzioni della leggendaria Arca dell’Alleanza?
Sono domande a cui cercheremo di rispondere nel corso di questo viaggio, ma intanto dobbiamo risalire i condotti laterali perché c’è qualcos’altro che merita di essere guardato insieme.

Intervista Hancock:

“La prima volta che vidi le piramidi d’Egitto fu circa venti anni fa, nel 1989 e da allora ci sono sempre tornato – moltissime volte. La piramide è decisamente l’ultima delle sette meraviglie del mondo antico. pesa  6 milioni di tonnellate. e’ perfettamente orientata in direzione nord-sud-est-ovest. e’ un lavoro di alta precisione.  incorpora le dimensioni della terra, come ne fosse un modello in scala. le dimensioni dell’emisfero nord della terra incorporate nella grande piramide!  un concetto che turba la mente,  quando ci rifletti!
Quando ti arrampichi sulla grande piramide, percepisci il peso tremendo e il potere di questo monumento, quasi si trattasse di una grande macchina che sta lavorando sotto di te. e’ come se la  grande piramide emanasse una specie di straordinaria energia. e quando entri dentro… realizzi immediatamente e con chiarezza che questa non è semplicemente la tomba di un faraone. e’ molto di più!
il complicato sistema di corridoi e di passaggi che corrono attraverso il corpo della grande piramide, gli stretti cunicoli che puntano in direzione di alcune specifiche stelle, l’uso del granito… se entrate nella camera del re, vi troverete in una stanza di proporzioni matematicamente perfette, costruita con giganteschi blocchi di granito.  più di cento blocchi di duro granito che da assuan furono trasportati fino a giza, lungo gli 800 o 900 chilometri che dividono le due città,  appositamente per essere collocate dove si trovano ancora adesso, nella camera del re della grande piramide.
Se poi andate al di sopra della camera del re, vi troverete in una struttura straordinaria che gli archeologi chiamano le “camere della rivelazione”. si tratta di cinque stanze di dimensioni minori, situate sopra la camera del re. l’accesso a queste stanze è possibile attraverso alcuni fori, piuttosto angusti, che si aprono nelle pareti, vicino al soffitto della grande galleria.  e’ abbastanza impressionante arrampicarsi fin  lassù e spingersi all’interno della camere della rivelazione, tutte fatte con pavimento di blocchi di granito. ognuno di questi blocchi pesa più di cinquanta tonnellate. centinaia di blocchi completamente fuori dalla vista di chiunque: perché i costruttori della piramide fecero tanta fatica per usare il granito?
Per quanto quello che sto per dire possa sembrare mistico, ritengo che la grande piramide sia una specie di macchina dell’immortalità e che gli antichi egizi abbiano voluto creare uno strumento capace di trasmettere le loro anime nella vita dell’aldilà, nell’eternità, in quella che loro stessi chiamavano “la vita di milioni di anni”.  e questo potere lo percepisci, anche se non arrivi a comprenderlo. all’interno della grande piramide lo senti, ancora oggi,  intorno a te.” 

“Gli Accadi furono un popolo di origine semitica che dominò la regione mesopotamica nel terzo millennio avanti cristo. Di provenienza incerta, assoggettarono intorno al 2350 a.C. le potenti città-stato sumere sotto la guida del leggendario re Sargon detto signore delle quattro parti del mondo. Il loro impero fu il primo a unificare tutta la Mesopotamia, dalle coste mediterranee libanesi all’Iran sud-occidentale occupando la Babilonia, l’Elam, l’Assiria, la Siria e forse anche l’Anatolia.Un impero depositario di segreti antichissimi.”

Qui c’è uno spazio di circa un palmo che stacca il granito dal resto della piramide: la piramide non “pesa” sulla torre, ma la copre solamente. Qui tutto è di granito, un granito incredibilmente levigato, quasi specchiato: è difficile pensare a mani umane che, con rudimentali scalpelli riescano in questo lavoro. E viene da riflettere, quando si legge su un antico papiro egizio che questi monoliti sono stati scolpiti con “scalpelli di luce divina”. E’ quasi immediato infatti pensare a tagli effettuati con laser.
Migliaia di anni fa…
Eppure l’intera struttura nella quale ci stiamo muovendo è un simbolo chiaro e importante per gli antichi egizi: è il simbolo di Osiride e veniva messo nelle tombe per affrontare il viaggio nell’Aldilà. Una torre, quattro livelli.

Tutto nasce da un libro, un libro sacro, ritrovato nelle grotte di Qumran in Israele che noi conosciamo bene. E’ il “Libro di Enoch”, risalente al I secolo avanti Cristo: è considerato apocrifo e non inserito nei libri della Bibbia ebraica e cristiana. Ma è invece accettato nella Bibbia Copta. Bene,  il patriarca Enoch scrive un verso che risulta centrale per la nostra inchiesta:

“Verrà il giorno in cui La Torre renderà ciò che le è stato affidato, la Piramide salterà come un ariete e allora terminerà la triste età del ferro”

Una profezia su cui ritorneremo tra poco, ma che fa chiaramente riferimento a una torre, nascosta all’interno di una piramide.
Una torre che però potrebbe essere stata spostata, monolite dopo monolite, in uno sforzo infernale, da un altro luogo.
Dobbiamo allora spostarci a Saqqara.
E andare a vedere con i nostri occhi quella che potrebbe essere un’altra prova decisiva a sostegno della teoria dello ZED.

Intervista Hancock:

“Credo che  dallo studio della civiltà dell’antico Egitto sorga spontanea una domanda: da dove venivano gli antichi egizi? di fatto, agli albori di quella che noi consideriamo la civiltà egizia (circa 5.000 – 4.500 anni fa) gli antichi egizi realizzarono le loro opere migliori in totale assenza di un precedente processo evolutivo.
All’improvviso, producono le piramidi più straordinarie, senza nemmeno aver avuto il tempo di aver imparato a farle. sembrerebbe più un sapere ereditario che non uno sviluppo della conoscenza! negli antichi testi e nei registri egizi è scritto molto chiaramente che tutta la conoscenza e le capacità erano state trasmesse al popolo d’egitto dagli dei. che c’era un tempo in cui gli dei vivevano sulla terra e avevano scelto la terra d’egitto come loro abitazione. e che furono gli dei a portare la  civiltà in Egitto.
probabilmente questi dei avevano sembianze umane, o forse erano i superstiti di una civiltà scomparsa.
Per più di 3.000 anni, gli antichi egizi hanno destinato le loro menti migliori all’analisi di un mistero che noi non ci sogniamo nemmeno di prendere in considerazione, semplicemente perché non ce ne preoccupiamo. Cosa ci accadrà dopo la morte? Gli antichi egizi credevano che le azioni compiute in vita  sarebbero state determinanti per destino della vita oltre la morte.
Il messaggio è questo: abbiamo avuto una preziosissima opportunità  a nascere come esseri umani e dobbiamo vivere le nostre vite nel modo giusto, al fine di integrare noi stessi con il nostro futuro destino. che la vita non finisce con la morte, ma  continua dopo la morte.
Anche se non sapete nulla dell’egitto, basta che andiate a Giza e vi mettiate in piedi davanti alla grande piramide e, a meno che voi stessi non siate di pietra, sentirete quella presenza entrarvi nel profondo del cuore, e a volte,  vi farà anche venire le lacrime agli occhi. E’ un’esperienza che smuove negli esseri umani qualcosa di molto, molto profondo. e ciò mi dice che gli antichi egizi conoscevano qualcosa, qualcosa di magico, che noi non conosciamo. e che sapevano come infondere questa magia nei loro monumenti. benché la loro civiltà sia tramontata ormai da lungo tempo, i monumenti dell’antico egitto riescono ancora oggi ad avere un forte impatto sull’anima degli uomini”

Ma prima di Giza, lo Zed – quello che appare come il cuore pulsante dei monumenti qui in questa piana –  sorgeva probabilemnte a Saqqara. Qualcosa però accadde e qualcuno pensò che lo Zed dovesse essere spostato da Saqqara e nascosto qui, sotto 3milioni di massi. Nascosto a qualcuno o salvato da Qualcosa (per esempio dal diluvio universale?).
E’ da lì che sarebbe stato quindi spostato fino a qui, almeno così gli studiosi dicono sia scritto nel Primo Libro di Enoch.

“Vidi una moltitudine di carri ed un uomo che cavalcava dietro di essi… I pilastri della terra furono smontati uno per uno e spostati dal loro posto e lo strepitio fu sentito da un capo all’altro della terra…
E dopo io giunsi in un altro luogo, nell’estremo Ovest dove mi fu mostrata un’alta torre di granito. E in questa orre vi erano 4 cripte vuote, scure, ampie, basse e ben levigate. Ma solo tre di esse erano buie, perché una era illuminata e vi era in essa, proprio nel mezzo, una vasca…”

Un passaggio impressionante, specialmente se si tiene conto che a quel tempo l’antico ovest corrispondeva proprio all’Egitto per i palestinesi.

Per il resto, la descrizione sembra esattamente quella della torre ZED, che si sarebbe trovata qui, dove siamo adesso: a Saqqara. La parte superiore della piramide coincide infatti esattamente con la parte inferiore dello ZED. Se è solo una coincidenza, ha dell’incredibile. Ma Saqqara è anche una piramide chiusa da 100 anni. Grazie a un particolare permesso delle autorità egiziane possiamo entrare a vederla. Ma la storia dello Zed è anche una storia che ha a che fare con due fratelli, due divinità. Una storia di gelosia, amore e sangue…

“Lo Zed è chiamato anche “la colonna vertebrale di Osiride”.
 Adagiato a terra lo Zed rappresenta la morte, quando si erige è simbolo di resurrezione, della vittoria di Osiride su Seth, della vita sulla morte.
Ma chi era Osiride?
Osiride è il portatore di civiltà: Seth il fratello invidioso che lo uccide, annegandolo nel Nilo. Ma Osiride viene resuscitato e scende poi negli inferi per giudicare le anime dei morti: il suo nome diventa Neb-er-tcher, "il signore del limite estremo”…
Ecco perché nelle tombe egizie venivano messi  amuleti a forma di  Zed per garantire al defunto una vita serena nel regno dei morti.”

Stiamo allora tornando allo Zed: ci sono infatti ancora due aspetti importanti da esaminare. Il primo è che se la teoria dei livelli spirituali fosse vera, il quinto livello comparirebbe proprio dopo la nascita di Gesù. L’altro aspetto è quello che avevamo anticipato prima e riguarda l’Arca dell’Alleanza.

Per chiudere la nostra inchiesta che questa sera ha il pungente sapore della fantascienza, dobbiamo giocare ancora un po’ con l’immaginazione. Se lo Zed è una costruzione antica ma tecnologicamente superiore, una macchina che serviva per “viaggiare” verso altre dimensioni, è probabile che avesse bisogno di un carburante speciale. Allo stato attuale delle nostre conoscenze scientifiche il propellente migliore è una fonte radioattiva. D’altronde, questo sarcofago ha proprio le stesse proporzioni dell’Arca citata da Mosè nella Bibbia. E le leggende vogliono che i portatori dell’Arca si ustionassero e si ricoprissero di piaghe mortali, che è esattamente ciò che accade a chi viene esposto a fonti radioattive…

Una teoria decisamente oltre i confini della conoscenza, ma chissà che a breve non dovremmo essere costretti a rileggere la Storia e a scoprire che c’è del buono nelle apparentemente impossibili intuizioni di un ricercatore italiano.
Ringraziamo chi ci ha accompagnato in questo viaggio emozionante. Due persone che si  trovano su due sponde opposte del sapere, ma sono due grandi uomini: Graham Hancock, Zahi Hawass.
Salutiamo anche Mario Pincherle, che ci racconta l’ultima sconcertante profezia di Enoch riguardo lo ZED:

“Un’ondata di sabbia spazzerà via il calcare dei mattoni della piramide e rivelerà la torre ZED. A quel punto saremo pronti a conoscere la verità sulle nostre origini”
 
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