I testi di Hurricane

I Pooh nel 1980 hanno pubblicato un album per il mercato estero, dal titolo "Hurricane". Le canzoni sono in inglese, versioni di brani dagli album "Poohlover", "Rotolando Respirando" e "Boomerang". Alcune sono ballate, altre sono rock o ritmate, spesso diverse dagli originali. Per esempio, la sinfonica "Rotolando Respirando" è diventata la scatenata "Hurricane" che dà il titolo all’album. La versione è piaciuta così tanto ai Quattro che ora quando suonano ai concerti la canzone in italiano, la suonano con il ritmo di quella in inglese… L’album è disponibile in cassetta e CD a prezzo modico. A me piace talmente che l’ho caricato anche sulla mia "chiave" MP3… Consigliatissimo. Baci e benedizioni luminose dalla Fata della Luna
 
Per vedere il testo di ogni singola canzone, cliccare sul titolo. Si aprirà una pagina del sito Testimania.
 
 
Questo invece è l’elenco dei titoli delle canzoni in italiano, con l’album di riferimento e il relativo link.
 
 

 
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Live Earth 07.07.07

L’evento dell’anno: i concerti di Live Earth il giorno 7 luglio 2007. Madonna è una degli artisti che hanno aderito, e ha scritto una canzone appositamente x il concerto cui parteciperà.
 
Live Earth – 7.7.07 – In concerto per un clima in crisi

Creare Madonna

10 Momenti Che Hanno Definito Un’Icona

Di Nate Lippens
In esclusiva per MSN Musica

Madonna è una delle più grandi stelle del pop di tutti i tempi. Grazie alla sua mutevole immagine è rimasta in vetta alle classifiche e al centro dell’attenzione per quasi un quarto di secolo. Attraverso un uso accorto dei media e del pubblico, ha ridefinito il successo nel mondo della musica pop eliminando i confini tra la sua musica, i suoi video e la sua sessualità. E ora possiamo anche dire la sua filantropia: In onore di Live Earth, e dell’attuale sforzo di creare maggiore consapevolezza dei problemi relativi ai cambiamenti climatici nel mondo, Madonna ha messo a disposizione il suo nuovo singolo, "Hey You," per essere scaricato gratuitamente da MSN per sette giorni. MSN ha il piacere di offrire questa canzone in esclusiva in collaborazione con Madonna, ed è orgogliosa di donare 250.000 dollari all’Alliance for Climate Protection a sostegno di Live Earth. Nel frattempo ecco uno sguardo ad alcuni dei momenti chiave che hanno fatto di Madonna un’icona.

Nuovo, esclusivo e gratuito – Scarica "Hey You" di Madonna:

Formato WMV    Formato MP3

Per scaricare, clicca con il tasto destro il link qui sopra e seleziona "Salva oggetto con nome…"

"Borderline"
Dopo una serie di successi dance e da discoteca, il singolo "Borderline" è stato il primo pezzo di Madonna ad entrare nella Top 10 nel Marzo 1984. Questa canzone orecchiabile ha fatto conoscere al pubblico quest’artista esuberante, ed ha dato il via ad una ragguardevole serie di 17 canzoni consecutive entrate nella Top 10.

"Like a Virgin"
Alla prima cerimonia degli MTV Video Music Awards, Madonna si è dimenata sopra una torta, indossando un bustino, una camicetta da notte, calze autoreggenti ed una cintura "Boy Toy", in una combinazione coreografica tra un matrimonio ed una festa per scapoli. La sua interpretazione molto sensuale di questa famosa e controversa canzone l’ha fatta diventare immediatamente una stella.

"Material Girl"
Il video, un tributo a "I diamanti sono i migliori amici delle donne", ritrae Madonna come un’allegra bionda cacciatrice di dote. Per alcuni esemplificava l’avidità degli anni ’80 mentre per altri era un’ironica parodia. La stampa internazionale avrebbe poi usato il titolo della canzone per definire l’icona.

"Desperately Seeking Susan"
Questo successo al botteghino, del 1985, diretto da Susan Seidelman ha lanciato la carriera cinematografica di Madonna in un ruolo fortemente ispirato alla sua personalità e immagine. Migliaia di adolescenti hanno adottato il suo inimitabile look del film: top di pizzo, gonne abbinate a pantaloni sopra la caviglia, calze a rete, bigiotteria con il crocifisso, e capelli biondi tinti con le radici scure.

"Papa Don’t Preach"
"Papa Don’t Preach" è stato il quarto No. 1 negli Stati Uniti. La canzone e il video parlano di una protagonista incinta e non sposata che sceglie di tenere il bambino. La canzone ha creato delle controversie tra conservatori e progressisti, che la consideravano irresponsabile data la base delle sue fan fatta di adolescenti.

"Like a Prayer"
Condannato dal Vaticano, il video per "Like a Prayer" ha causato un gran trambusto. Mostrando stigmate, croci incendiate, e un uomo di colore che impersona Gesù, il video rappresentava la più grossa provocazione di Madonna sino a quel momento. Mostra un uomo di colore che cerca di aiutare una donna assassinata da un uomo bianco. L’uomo è ingiustamente arrestato per il delitto, e Madonna, che ha assistito al delitto, lotta per la sua liberazione.

"Blonde Ambition Tour"
Dall’Aprile all’Agosto 1990, Madonna è stata in tournée in Giappone, Nord America ed Europa con il Blonde Ambition World Tour. Lo spettacolo molto teatrale, comprendeva temi e simboli religiosi e sessuali. Ha anche causato uno scandalo per l’interpretazione di "Like a Virgin," durante la quale fingeva di masturbarsi. La tournée ha avuto molto successo, e i valori della sua produzione e le trame narrative hanno cambiato l’immagine e l’approccio agli spettacoli di questo tipo.

"Truth or Dare"
Derivato dal Blonde Ambition Tour, questo documentario (conosciuto anche come "A letto con Madonna" fuori dal Nord America) ha ricevuto critiche positive ed un buon successo di pubblico nella primavera del 1991. Esplora il dietro le quinte della sua tournée e comprende scene con i suoi ballerini omosessuali e della sua vita privata.

"Justify My Love"
Il video di "Justify My Love," diretto da Jean-Baptiste Mondino, mostra Madonna in ammiccanti scene sadomaso, legature, baci tra persone dello stesso sesso e alcuni nudi. Venne considerato sessualmente troppo esplicito per MTV che decise di non trasmetterlo. La Warner Bros. Records lo mise in vendita come video "singolo", e diventò il video più venduto di tutti i tempi.

"Sex"
Nello stesso anno, Madonna ha pubblicato "Sex," un libro erotico soft-core con fotografie di Madonna insieme a modelle e altre celebrità tra cui Isabella Rossellini, Vanilla Ice e Naomi Campbell. Venne stroncato dalla critica è provocò molte discussioni, ma ha venduto bene e iniziato un dibattito su pornografia e arte che al giorno d’oggi sembra piuttosto superato.

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La Deificazione di Maria

La deificazione di Maria

Laura Malucelli, tratto da "Tutto quello che sai è falso" vol.2

Per i Vangeli, Gesù non era l’unico figlio di Giuseppe e Maria. Nel Vangelo secondo Marco (6,3) sì afferma, al contrario, che egli avesse ben quattro fratelli e più di una sorella. Lo stesso dicasi del Vangelo di Matteo (13,55). Marco (3,32) cita fratelli e sorelle in un numero imprecisato.
Anche Giovanni (7,5) indica la presenza di fratelli.
Per Giuseppe Flavio (il più noto storico ebraico dell’epoca) Giacomo, fratello di Gesù, fu condannato a morte nell’anno 62 dal gran sacerdote. Eusebio di Cesarea (265/339 circa), un prelato greco autore di Storia della Chiesa, riferisce di un nipote di Gesù, figlio di suo fratello.


Un altro credo fondamentale dell’istituzione ecclesiastica è la verginità di Maria. Ma in tutti i più antichi scritti apocrifi Maria non è considerata Vergine. E anche nelle prime versioni degli evangelisti non vi sono riferimenti a una nascita miracolosa di Gesù.
Il Vangelo di Marco, il più antico tra quelli riconosciuti, ignora il concepimento virginale. Anche Paolo, i cui testi sono i più prossimi alla vita di Gesù, fa discendere il bambino da Davide giungendo sino a Giuseppe (ritenendolo dunque, a tutti gli effetti, il padre). Ma se il padre non era Giuseppe ma Dio, a che pro tutto questo dispiegamento di avi?

La realtà della "verginità" di Maria è stata storicamente spiegata: sì è trattato di un errore durante la traduzione greca della Bibbia quando sì traslò giovane donna (alma) ((Pepe Rodrìguez, Verità e Menzogne della Chiesa Cattolica, trad. C. Tognonato, Editori Riuniti, Roma 1998)) in vergine.
Ma se i teologi si sono accorti dell’errore perché hanno continuato a insistere sulla verginità mariana?
Perché i popoli primitivi adoravano una divinità femminile, la Madre Terra. Con l’andare del tempo essa venne affiancata a una divinità maschile, più potente.
Anche presso i giudei e i cristiani primitivi vi erano le tracce della derivazione del culto matriarcale e la Madre Terra (antica dea) era divenuta la Ruah o Spirito Santo. I "figli di Dio" (così sì chiamavano abitualmente gli uomini ebrei devoti), erano figli di umani ma derivavano la loro forza vitale dall’unione creatrice di Dio con Ruah, la Madre.

Ecco dunque la logica trinità: Padre, Madre, Figlio. Ogni creatura aveva una Madre e un Padre divini e una madre e un padre umani. I sacerdoti guerrieri patriarcali decisero di abrogare la Ruah, ma il suo culto era troppo radicato. Tutto quello che fu possibile fare fu toglierle il nome.
La Ruah, dunque, divenne solo lo Spirito Santo, entità asessuata e incorporea. Quando i cristiani della scuola di Paolo cominciarono a sostenere, quindi, l’unione tra Maria e lo Spirito Santo i giudeo-cristiani restarono sgomenti.
Il Vangelo di Filippo mostra tutto lo sbalordimento dei cristiani dell’epoca: "Taluni hanno detto che Maria ha concepito dallo Spirito Santo. Essi sono in errore. Essi non sanno quello che dicono. Quando mai una donna ha concepito da una donna?" ((Vangelo di Filippo, 17, a cura di M. Crateri, I Vangeli Apocrifi, Einaudi, Torino 1969)).
Il Vangelo apocrifo di Tommaso cita uno Spirito Santo femminile, che chiama la Innocente Spiritualità.
Nel momento della "verginificazione" di Maria si ricorse così a una trinità maschile che è davvero un mistero della fede. Nei primi Vangeli, invece, come già accennato, la nascita non aveva proprio nulla di miracoloso e quindi genealogie e riferimenti a Giuseppe come padre avevano senso.
Ma l’idea che Gesù fosse solo un essere umano non era sufficientemente esportabile ovunque.

Fu allora che San Paolo fece diventare Gesù un semidio nato in modo straordinario. Venne perciò, successivamente, aggiunta nel primo capitolo di Matteo e di Luca la frase. "Un vento calerà su di te e ti coprirà come un’ombra la potenza dell’Altissimo" (Luca 1,35) che è la
copia identica dei comportamenti utilizzati da Zeus per accoppiarsi con le donne terrestri. La mitologia pagana si sposa con la nuova religione così da realizzare il sincretismo.
Le cose non erano, però, ancora del tutto sistemate. La Chiesa gradiva molto poco le continue negazioni della purezza di Maria contenute negli altri passi del Vangelo. Così, sul finire del 300 Giovanni Crisostomo fece approvare il dogma della sempiterna verginità di
Maria, ante partum, in partu, post partum.
Da quel momento si cominciò, così, a sostenere che i fratelli di Gesù erano in realtà cugini.
La discussione rimaneva però aperta. Anche a molti padri della Chiesa pareva eccessivo sostenere che i redattori dei Vangeli si fossero dimenticati di dare il giusto credito a un’informazione sbalorditiva come la perpetua verginità di Maria. Era come smentire gli stessi evangelisti, che continuavano ad attribuire fratelli a Gesù. Così sulla verginità di Maria si dibatteva pochissimo, inizialmente. Ma si poneva un ulteriore problema. Gesù non poteva essere soltanto il figlio subalterno di Dio. Ciò avrebbe significato che la nuova fede era in realtà il credo nel Dio dei giudei, con l’unica differenza di averlo dotato di prole. Quindi, ovviamente, il libro adottato avrebbe dovuto continuare a essere la Bibbia e i cristiani romani non avrebbero potuto distanziarsi, come volevano, dai giudei.

Così nel Concilio di Nicea del 325, vi fu una disputa animatissima, tanto che alcuni partecipanti vennero uccisi (erano gli ariani, che contestavano questa manipolazione dei Vangeli). Si decise infine che Gesù non era solo il Figlio, ma Dio stesso incarnato. Si legittimò in questo modo, anche la deificazione di Maria (divenuta così Madre di Dio stesso) la quale era stata creata da Dio che l’aveva poi fecondata e ne era divenuto il figlio e al tempo stesso anche il padre fecondatore…
La deificazione di Maria ottenne anche lo scopo di assorbire molti culti pagani tradizionali (ldaea, Iside egiziana, Astarte fenicia…) ancora associati alla Magna Mater deorum, la Dea Madre di tutti gli dei, e di convertire i templi di queste dee pagane al culto della Madonna. Vi erano anche altri motivi per negare l’esistenza dei fratelli di Gesù.
La causa prima appare ovvia: anche ritenendo che Gesù fosse il maggiore tra tutti i suoi fratelli, dopo la nascita di sei o sette figli Maria, indubbiamente, vergine non poteva più esserlo.
Ma se Gesù aveva già avuto la sua nascita mirabolante e poteva così rivaleggiare con le divinità pagane, perché voler insistere sul fatto che Maria rimase vergine anche dopo il parto, in aperta contraddizione con i Vangeli? Semplicemente si voleva evitare che i discendenti dei famigliari di Gesù potessero reclamare di dirigere la Chiesa nascente, in base a legittima successione.

http://www.disinformazione.it
tratto da WiccaNews

 

Voyager: Torino Magica

Ecco il riassunto dell’ultima puntata speciale di Voyager, andata in onda lunedì. Questa volta l’ho potuta vedere in diretta, e devo dire che è stata davvero interessante. Argomenti: l’Egitto, con gli scavi ad Alessandria dove si cerca la tomba di Marcantonio e Cleopatra, e i sotterranei della Piramide di Saqqara; il mistero dei Dogon; il volo di Angelo D’Arrigo sull’Aconcagua e…
 
Archeologia e avventura

In onda lunedì 14 maggio alle 21.05

Torino magica: come sopra così sotto

Una città come tante altre. Una città in cui, ogni giorno, le centinaia di migliaia di persone che la popolano si muovono, ognuno verso una propria meta. Esattamente come accade in tante altre città d’Italia e del mondo. Eppure, questa città ha qualcosa di diverso dalle altre, qualcosa di molto particolare. Di magico.
Torino è la città italiana "magica" per eccellenza. Città degli opposti, dove, secondo la tradizione esoterica, il "bene" e il "male" convivono da sempre.

Noi, in questa puntata di Voyager, vi portiamo in due punti ben precisi. Il luogo più negativo, e quello più positivo. Ovvero i punti in cui le energie positive e quelle negative sono maggiormente concentrate. Ma la strada da percorrere è lunga e tortuosa: passa per luoghi dove storia e leggenda si intersecano. E ci porterà anche molto lontano da qui, in luoghi impensabili, perché nulla è mai ciò che sembra…

In questa città nulla sembra accadere per caso, tutto appare concatenato, tutto sembra avere un senso. Ma Torino, città inziatica, è anche il luogo dove "molte cose hanno avuto inizio". Torino è stata la prima capitale d’Italia, dal 1861 al 1864, quando la sede del governo venne trasferita a Firenze in previsione dell’insediamento a Roma. A Torino è sorta la prima industria automobilistica. Qui furono prodotti i primi film italiani e, già dal 1949, furono condotte le prime trasmissioni televisive sperimentali. La città degli inizi, quindi, ma anche la città degli iniziati.Infatti sono molti i personaggi che, nel corso dei secoli, hanno legato in qualche modo la loro figura alla città di Torino. E, indagando, scopriamo che ancora una volta storia e mistero si incrociano…

In molti casi i motivi che spinsero alcuni personaggi a scegliere Torino, rimangono un mistero. È il caso di Paracelso, filosofo e medico tedesco che, nei primi anni del 1500 raggiunse Torino. Fervente studioso dell’occulto, nella città sabauda vantava numerosi seguaci. Ma anche il più famoso Nostradamus, veggente e guaritore, soggiornò a Torino dove, ospite dei Savoia, curò Margherita di Valois, moglie di Emanuele Filiberto. Maghi e occultisti quindi, ma anche nobili e avventurieri, filosofi e ciarlatani. Tutti, comunque, avvolti dal mistero.

Uno dei personaggi più enigmatici del 700 è il conte di Saint-Germain. Illusionista, alchimista o massone? La sua figura è ancora oggi avvolta nel mistero. Secondo alcuni, sarebbe sepolto proprio a Torino, nella chiesa di San Salvario. Poi Giuseppe Balsamo, conte di Cagliostro. Abile avventuriero, psicologo, mago e profeta. Viaggiò per tutta Europa, recandosi anche a Torino, sembra, a causa di interessi legati alla massoneria. E nel 1889 Frederich Wilhelm Nietzsche, proprio a Torino, scrisse una delle sue opere più famose: l’Ecce Homo. Infine Fulcanelli, autore di alcuni dei testi ermetici più importanti del secolo scorso. Questo personaggio dall’identità misteriosa, l’appellativo "Fulcanelli" è solo uno pseudonimo, sembra fosse particolarmente interessato alla Torino sotterranea, in particolare alle cosiddette Grotte Alchemiche.

Continuiamo il nostro cammino percorrendo una strada alternativa, una strada sotterranea…
Perché, fedele a una delle massime più famose della tradizione esoterica, "come in alto, così in basso", la magia di Torino non è presente solo in superficie, ma anche nella rete di cunicoli che vive nascosta al di sotto della città stessa. Una vera e propria città sotto la città dove, secondo alcuni, si tengono ancora oggi riti satanici… E dove, secondo altri, appaiono dame eteree e misteriose…

Il nostro viaggio continua, quindi, dove la luce del sole non arriva. Seguendo l’ispirazione del Fulcanelli, andiamo anche noi alla ricerca delle misteriose Grotte Alchemiche… C’è anche chi dice che esisterebbe una misteriosa città sotterranea… forse il luogo in cui si celebrano i riti satanici di cui tanto si parla?

Secondo la tradizione esoterica, Torino rappresenta uno dei vertici di ben due triangoli ideali. Uno di magia bianca, che la unisce idealmente a Praga e a Lione, e uno di magia nera, insieme a Londra e a San Francisco. Costruita sulla base di una pianta quadrata, tipica delle città romane, Torino risulterebbe però orientata a ovest, ovvero nella direzione dove tramonta il sole. E questa, per i romani, è una direzione infausta. In questa città, l’esoterismo è talmente radicato che tutti i monumenti più importanti sembrano tessere di un’unico grande mosaico. Ma perché proprio Torino, e quali sono le origini di questa tradizione?

L’esoterismo a Torino è, quindi, un elemento costante, la cui origine si perde nei millenni. Anche se può apparire incredibile, la ricerca delle origini, come accade forse per la maggior parte dei misteri di tutto il mondo, ci ha portato a trovare analogie con una delle civiltà più enigmatiche di tutti i tempi. Ci ha portato, ancora una volta, nell’antico Egitto

Secondo una antica leggenda esisterebbe un collegamento con Api, il toro sacro degli antichi egizi. Ma anche con la stessa dea Iside, che viene spesso identificata con l’appellativo di "grande madre". Dea della fertilità, Iside era associata alla luna e alle inondazioni periodiche del Nilo, che portavano una terra di colore nero chiamata con il nome di "al kymia", termine nel quale molti vedono un legame con il termine "alchimia". Raffigurata come una dea con la pelle di colore scuro, sembra che a Torino esistesse un antico luogo di culto dedicato a Iside, proprio dove oggi sorge la chiesa chiamata Grande Madre, nei cui sotterranei, guarda caso, è conservata una Vergine nera.Ma non è tutto.

Nel nord Europa, i riti di questa dea dalla pelle nera venivano celebrati sottoterra. Per gli alchimisti l’associazione Iside-Luna-Vergine, è "l’inizio dell’Opera". E Torino, come abbiamo visto, è città di inizi e di iniziati. Tra l’altro, Torino è la sede di uno dei maggiori Musei Egizi del mondo… Sono solo coincidenze?

La citta’ dove "l’Opera" ha inizio. Torino prima capitale d’Italia, Torino culla della casa reale. E gli stessi Savoia non sfuggivano al fascino dell’occulto. Nei loro palazzi, infatti, custodivano biblioteche contenenti antichi e preziosi testi di magia. Ma nella rete composta da oltre 25 chilometri di cunicoli e gallerie, che si estende sotto Torino, sono accadute molte cose che la storia ci ha tramandato tralasciando, spesso, la parte "scomoda". Quella esoterica. Uno di questi fatti ha determinato il futuro della città. È il caso della storia di Pietro Micca

In queste gallerie nel corso dell’assedio di Torino ad opera delle truppe francesi, nel 1706 trovò la morte Pietro Micca. Qui, nella notte tra il 29 e il 30 agosto, le truppe francesi irruppero nel tentativo di entrare nella città assediata. Uccisero le sentinelle e cercarono di sfondare la porta alla quale Pietro Micca, con un compagno, era di guardia. Intuendo che non avrebbero resistito a lungo, decisero di far scoppiare un barilotto contenente 20 chili di polvere da sparo, allo scopo di bloccare la galleria provocandone il crollo. Non potendo utilizzare una miccia lunga perché avrebbe impiegato troppo tempo, Micca decise di impiegare una miccia corta. Un’operazione molto rischiosa per la sua incolumità. Istintivamente, quindi, allontanò il compagno e diede fuoco alle polveri, iniziando a correre verso la scala che porta la salvezza. Ma lo spostamento d’aria lo travolse, uccidendolo. Il suo gesto eroico, però, raggiunse lo scopo. La galleria crollò impedendo alle truppe francesi di impossessarsi della città. E proprio in queste gallerie alcune persone asseriscono di avere visto delle figure muoversi, forse i fantasmi di chi ha perso la vita in quei giorni e ha trovato riposo nella vicina fossa comune…

Molto forte è anche il simbolismo che lega Torino alla cristianità. Come abbiamo visto, una delle statue posta davanti alla Grande Madre, sorregge un calice e guarda verso l’infinito mentre, per alcuni, l’angelo che le sta di fronte guarderebbe verso il luogo in cui sarebbe nascosto il Sacro Graal, qui a Torino.

Ma c’è un’altra importantissima reliquia sacra, qui a Torino. Custodita in un luogo che è inevitabile incontrare nel nostro viaggio ideale sul filo che collega il punto più positivo a quello più negativo, stiamo, ovviamente, parlando della Sacra Sindone, che si trova qui vicino, a pochi passi da noi…sopra alle nostre teste…

Siamo giunti alla prima meta del nostro viaggio sopra e dentro Torino. Siamo in Piazza Statuto. Qui, secondo la tradizione, proprio da questo tombino, si accede agli inferi. Questo sarebbe, infatti, il punto in cui le energie negative sono maggiormente concentrate. Punto bilanciato da quello più positivo, che scopriremo tra poco. Prima , però, il nostro viaggio non può non coinvolgere uno dei personaggi più discussi degli ultimi anni.Un personaggio che, ovviamente, è nato e vissuto in questa città…

Una delle figure più controverse legata a Torino, è Gustavo Rol. Nato nel 1903 era sensitivo, medium, mago, indovino e molto altro ancora. Ma egli si definiva semplicemente "una persona normale". Eppure è difficile considerare "normale" una persona che nel corso della sua vita ha conosciuto Einstein, Croce, Fermi, Picasso, Dalì, D’Annunzio. De Gaulle, Mussolini e Pio XII ; anche Hitler lo voleva conoscere, ma per ben tre volte gli uomini del Duce lo nascosero alle SS. Federico Fellini gli chiese spesso consigli sulle nuove sceneggiature; e poi John Cage, Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Rota, Alberto Sordi e tanti altri. Conobbe anche alcuni presidenti della Repubblica Italiana, come Saragat e Einaudi. Negli anni ’50, a Londra, incontrò la regina Elisabetta II che, sembra, voleva mettersi in contatto con lo spirito del padre, Re Giorgio VI. Nel 1964 predisse all’Imperatore d’Etiopia, Hailé Selassié, la morte ad opera del suo popolo, cosa che si verificò 11 anni dopo. Infine John Fitgerald Kennedy, nel suo unico viaggio in Italia da presidente degli Stati Uniti d’America, si recò a Torino unicamente per incontrare Gustavo Rol, forse l’ultimo grande personaggio misterioso che ha incrociato la sua vita con questa città. Almeno per ora…

Eccoci arrivati alla seconda meta del nostro viaggio.
Siamo in piazza Castello. Qui, secondo gli occultisti, esattamente dove ci troviamo, tra queste due statue simboleggianti il bene e il male, le energie positive si concentrano, facendo da contraltare alla porta degli inferi, sulla quale ci siamo soffermati in precedenza. Ci troviamo, infatti, proprio nel punto in cui le energie positive sono maggiormente concentrate. E proprio qui, sperando sia di buon auspicio, vogliamo terminare il nostro viaggio a Torino. Abbiamo percorso quella che all’inizio sembrava una semplice linea retta collegante due punti, uno positivo e uno negativo, per scoprire ben presto che si trattava, in realtà, di una via tortuosa da percorrere non solo in superficie, ma anche sottoterra. Non solo in alto, ma anche in basso. E abbiamo anche scoperto che non si trattava di una "via" isolata, ma piuttosto di un filo facente parte di una grande tela raffigurante storia e leggenda, luoghi e persone, bene e male, passato e futuro. Perché nulla è mai ciò che sembra.

Perché quasi sempre quello che ci appare un semplice filo è, in realtà, una piccola parte di un’unica grande ragnatela che ci unisce tutti, che lo vogliamo o meno. E la nostra passione è proprio quella di scoprire quanti più fili possibile…

Dal sito: www.voyager.rai.it

Voyager: Archeologia e avventura

Stasera un nuovo appuntamento con gli speciali Voyager. Ecco l’anteprima. Buona visione.
 
Archeologia e avventura

In onda lunedì 14 maggio alle 21.05

Grazie al successo di ascolti torna Roberto Giacobbo con un appuntamento speciale di Voyager: ai confini della conoscenza.

L’avventura comincia in Egitto: Zahi Hawass accompagnerà Roberto Giacobbo e la troupe di Voyager, prima televisione ammessa agli scavi, sul sito dove è sicuro di rivelare tra pochi giorni la scoperta della tomba di Cleopatra e Marco Antonio. Ancora, da Saqqara un documento unico ed esclusivo: le telecamere di Voyager alla scoperta dei cunicoli e dei sarcofagi che si trovano sotto la più antica piramide del mondo. Ma non è tutto: Roberto Giacobbo ha voluto dedicare un ricordo ad Angelo D’Arrigo che ha trasformato in realtà uno dei sogni più antichi dell’Uomo: quello di volare. Protagonista della serata anche Torino, di cui sarà raccontato il lato magico ed esoterico, e l’Africa alla scoperta del popolo dei Dogon.

Archeologia e avventura
Dove riposano i resti di Cleopatra e Marco Antonio? Cosa si cela sotto la piramide a gradoni di Djoser? Le telecamere di Voyager, in esclusiva mondiale, documenteranno gli scavi dove il famoso archeologo Zahi Hawass si dice convinto di trovare, entro pochi giorni, la tomba dell’ultima regina dell’Antico Egitto: Cleopatra. Ancora archeologia a Saqqara, dove si trova la più antica piramide del mondo. Nuove ricerche hanno portato alla luce vestigia di antiche sepolture di circa 5.000 anni fa: saranno mostrate immagini esclusive di cosa si nasconde sotto i gradoni di Djoser.

Dalla terra al cielo: è possibile viaggiare attraverso le vastità dei continenti e degli oceani armati solo di un deltaplano? Chi oggi ha il coraggio di buttarsi nell’ignoto, percorrendo nuove vie della conoscenza? Questo era Angelo D’Arrigo, l’amico che Voyager ha voluto ricordare attraverso il suo ultimo viaggio, pochi mesi prima della sua scomparsa in un tragico incidente, alla conquista della montagna più alta dell’America Latina: l’Aconcagua. Ospite della puntata la moglie, Laura Mancuso, che ne ricorderà la figura come padre e compagno di vita.

Magia ed esoterismo torneranno protagonisti a Torino. Una città come tante altre in cui, ogni giorno, centinaia di migliaia di persone vivono e lavorano. Ignorando, forse, quello che accade sotto i loro piedi, nei sotterranei più nascosti e nelle gallerie più profonde. Un reportage sopra, ma soprattutto, sotto, per scoprire il lato misterioso all`ombra della Mole. Infine, un servizio dal Mali, in Africa Occidentale, per conoscere i segreti dei Dogon, un popolo che possederebbe, da secoli, incredibili conoscenze astronomiche.

Dal sito: www.voyager.rai.it

L’Avvocato del Diavolo

Le Apparizioni di Ghiaie di Bonate non sono state riconosciute dalla Chiesa Cattolica. Ecco perché.
 
GHIAIE DI BONATE: LE OPPOSIZIONI
 
L’intervento di don Cortesi

Don Luigi Cortesi, giovane e brillante professore del Seminario di Bergamo, filosofo, giunse alle Ghiaie il venerdì 19 maggio 1944. Si mosse subito con lo spirito indagatore dello studioso, con signorilità ed affabilità, tanto che non gli risultò difficile prendere in mano la situazione ed entrare nel ruolo dell’inquisitore dei fatti delle Ghiaie. Non entrò con mandato del vescovo ma di propria iniziativa. Assistendo alle visioni, violò il divieto del vescovo ma pensò comunque che l’autorità ecclesiastica dovesse tollerare che qualcuno violasse il divieto per indagare e riferire esattamente i fatti. Il 22 maggio diede un ampio resoconto al vescovo che non lo rimproverò ma lo ringraziò.
Interpretò quel ringraziamento come un permesso sottaciuto e continuò a studiare la bambina che nel frattempo era stata portata a Bergamo. Il 27 maggio, il permesso sottaciuto divenne permesso esplicito e da quel giorno Don Cortesi prese in mano la situazione. Dopo le apparizioni, la bambina fu portata via dalle Ghiaie e Don Cortesi diede ordine che nessuno potesse avvicinarla senza il suo permesso.

La ritrattazione

Don Cortesi passò presto a fare l’avvocato del diavolo e sottopose la bambina per molto tempo a dure prove, con forti pressioni sulla psiche e la coscienza della bimba. Il 15 settembre 1945 riuscì finalmente a farla ritrattare facendole scrivere, con l’inganno, su una pagina di quaderno:

"Non è vero che ho visto la Madonna. Ho detto una bugia, perché non ho visto niente. Non ho avuto il coraggio di dire la verità, ma poi ho detto tutto a don Cortesi. Adesso però sono pentita di tante bugie. Adelaide Roncalli. Bergamo-15 settembre 1945".

Ecco come Adelaide riportò l’episodio nel suo diario:
"In una sala delle Suore Orsoline di Bergamo, dopo aver chiuso le porte, Don Cortesi mi dettò le parole da scrivere sullo sfortunato biglietto. Mi ricordo benissimo che, posto lo stato di violenza morale che stavo subendo, lo macchiai ed egli divise il foglio e me lo fece rifare, con molta pazienza, pur di ottenere il suo scopo. Così il tradimento fu compiuto".

Si andò di male in peggio per molto tempo e don Cortesi continuò la sua crudele opera inquisitoria. Dopo crescenti rimostranze di persone oneste, il vescovo di Bergamo finì, ma troppo tardi, per vietare perentoriamente a don Cortesi di avvicinare la bambina.

La riaffermazione

Ritornata in famiglia per qualche settimana di vacanza, il 12 luglio 1946, alla scuola materna di Ghiaie di Bonate, Adelaide riaffermò per iscritto quanto segue:

"Ghiaie Bergamo 12-7-1946
Roncalli Adelaide
È vero che ho visto la Madonna (Io ho detto che non ho visto la Madonna perché mi aveva dettato Don Cortesi ed io per ubbedire a lui ho scritto così).
Roncalli Adelaide"

Il foglio fu anche firmato da 7 testimoni: il parroco, le 4 suore, Rota Agnese e Roncalli Annunciata.

Adelaide scrive in un diario:
"Nel 1947 andai dalle Suore della "Sapienza" e, qui, feci il mio grosso sbaglio; narrai tutto quanto era successo nelle apparizioni, affermando con precisione di aver visto la Madonna e sentite le sue parole. Sul finire della narrazione fui presa da grande paura; le parole di don Cortesi: "Fai peccato ad affermare di aver visto la Madonna" mi dominarono. Dapprima tacqui, poi decisi di ripetere ciò che avevo imparato da don Cortesi, e perciò dissi di non aver visto la Madonna".

Bastano queste righe per capire con quale violenza psicologica don Cortesi avesse legato a sé la bambina in un rapporto di totale dipendenza.

La relazione favorevole di padre Agostino Gemelli

In data 11 luglio 1944, padre Agostino Gemelli, psichiatra e psicologo di fama internazionale, incaricato espressamente dal vescovo di effettuare esami approfonditi sulla bambina Adelaide Roncalli scrisse, tra l’altro, nella conclusione della sua lunga relazione inviata a monsignor Bernareggi, vescovo di Bergamo:

"È da escludere che si tratti di soggetto anormale in cui la menzogna dia ragione del racconto delle visioni avute. L’osservazione prolungata di quattro giorni avrebbe permesso, specialmente mediante test mentali, di mettere in luce una tale personalità nel quadro della quale sarebbe in modo evidente e pronto apparso il desiderio di ingannare o di presentare in maniera diversa dalla realtà la propria personalità. Lo si può escludere nel modo più assoluto, anche perché la bambina non ritorna mai spontaneamente sul racconto delle visioni; interrogata, abbassa la testa, si fa seria, tace; inoltre tutta la personalità si presenta allo psichiatra come una personalità dominata dalla spontaneità, dalla semplicità, dalla immediatezza, ossia da caratteri che non possono essere imitati da una bambina… Siamo di fronte ad un tipo precocemente positivo, realistico, sintetico, ossia a ciò che vi è di più opposto al tipo isterico… grazie all’esclusione di forme morbose della personalità o di atipie di essa, possiamo affermare che se le asserite visioni di Bonate sono vere, non sono opera di mente malata, ovvero effetto di immaginazione, ovvero effetto di suggestione…"

Padre Gemelli fu accanitamente contrastato da Don Cortesi.

Il processo

La commissione teologica, purtroppo, si lasciò guidare nel suo lavoro dall’indagine del prof. don Luigi Cortesi assunta arbitrariamente e senza alcuna garanzia di legalità.

Tra il 21 maggio e il 10 giugno 1947, si riunì il tribunale ecclesiastico e Adelaide fu chiamata a deporre. Durante uno degli interrogatori, alla fanciulla fu presentato il suo biglietto con la negazione. Adelaide si sentì ingannata da don Cortesi e preferì chiudersi nel silenzio e piangere.

Nel 1960, Adelaide ebbe a dire a Padre Mario Mason, in merito al suo interrogatorio al processo:
"Quando firmai quella lettera, che mi aveva lui stesso dettata assicurandomi che era riservata solo a lui, dentro di me sentii subito che quello che avevo scritto era falso. Ma ormai don Cortesi si era presa la lettera firmata. Rividi quella lettera nel giorno del mio interrogatorio sul tavolo dei giudici della Curia di Bergamo, e dopo il giuramento prestato di dire tutta la verità… compresi ancora di più che ero stata ingannata da don Cortesi. Che cosa mi restava da fare? Potevo osare di denunciare davanti a tanti preti don Cortesi come un falso? Preferii tacere e piangere…"
(Vedi: "Lampade viventi", febbraio 1978, Milano)

Il decreto vescovile

Il 30 aprile 1948, il vescovo di Bergamo emise il seguente decreto:

"Adriano Bernareggi, Prelato domestico di Sua Santità, Assistente al Soglio Pontificio, e Conte, per grazia di Dio e della Santa Sede Apostolica, Vescovo di Bergamo – avendo preso in attento esame gli studi diligenti e ponderati compiuti dalla Commissione teologica nominata con Decreto vescovile in data 28 ottobre 1944 per l’esame delle apparizioni e rivelazioni della Madonna alla bambina Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate, nel maggio 1944; e tenendo presenti le conclusioni a cui la stessa Commissione è pervenuta dopo aver sottoposto a minuziosa indagine i fatti e le varie circostanze concernenti le asserite apparizioni e rivelazioni,

col presente atto dichiariamo:

1) Non consta della realtà delle apparizioni e rivelazioni della B. Vergine ad Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate nel maggio dell’anno 1944.
2) Con questo non intendiamo escludere che la Madonna, fiduciosamente invocata da quanti in buona fede la ritenevano apparsa a Ghiaie, possa avere concesso grazie speciali e non ordinarie guarigioni, premiando in tal modo la loro devozione verso di Lei.
3) In virtu’ del presente Atto, ogni forma di devozione alla Madonna, venerata come apparsa a Ghiaie di Bonate, a norma delle leggi canoniche resta proibita.
Bergamo, 30 aprile 1948
Adriano Bernareggi vescovo di Bergamo".

Le guarigioni

Molte furono le testimonianze dei malati guariti durante e dopo le apparizioni. Diverse guarigioni furono istantanee, perfette ed inspiegabili. Durante quel periodo, fu anche istituito un ufficio apposito per le indagini di rito.
Nel decreto del vescovo si legge: " Con questo non intendiamo escludere che la Madonna, fiduciosamente invocata da quanti in buona fede la ritenevano apparsa a Ghiaie, possa avere concesso grazie speciali e non ordinarie guarigioni, premiando in tal modo la loro devozione verso di Lei". Stando a quanto appena affermato, nella gente comune, rimangono due dubbi persistenti.

1) I tanti ammalati, guariti inspiegabilmente dal 13 maggio 1944 fino al giudizio del vescovo del 30 aprile 1948 perché recatisi "in buona fede" a Ghiaie di Bonate (non conoscevano ancora la posizione della Chiesa in merito a quelle apparizioni), se veramente nulla di speciale fosse accaduto a Ghiaie di Bonate, non si sarebbero di certo sognati di recarsi a pregare la Madonna e a chiedere grazie in quel luogo sconosciuto. Tutte quelle guarigioni sarebbero avvenute? Quando?

2) Per tutti coloro che, dal 1948 ad oggi, non più "in buona fede" (perché a conoscenza del "non consta" e delle proibizioni del decreto vescovile), hanno invece creduto all’innocenza di una bambina di sette anni e si sono recati in pellegrinaggio sul luogo delle apparizioni ed hanno pregato da soli o in gruppo, con o senza la presenza di sacerdoti, ed hanno invocato specificatamente l’aiuto della Madonna di Ghiaie di Bonate o Regina della Famiglia ottenendone grazie speciali o guarigioni, come devono ritenersi premiati?
Di certo, per aver creduto nelle apparizioni e rivelazioni della B. Vergine ad Adelaide Roncalli a Ghiaie di Bonate ed avere invocato specificatamente l’aiuto della Madonna delle Ghiaie o Regina della Famiglia. Non di certo come indicato nel decreto.

L’incontro con Pio XII

Nel 1949, un anno dopo la pubblicazione del decreto vescovile, Papa Pio XII ricevette in udienza privata la bambina Adelaide Roncalli che gli rivelò il segreto a lui riservato che la Madonna le aveva confidato il 17 maggio 1944 durante la quinta apparizione. Il Papa, ricevendo Adelaide, manifestava certamente di credere alle apparizioni di Ghiaie di Bonate; altrimenti che cosa avrebbe spinto quel grande pontefice a ricevere la fanciulla, visto il "non consta" del decreto vescovile?

La lettera di Papa Giovanni XXII

In data 8 luglio 1960, Papa Giovanni XXIII inviò una lettera a monsignor Giuseppe Battaglia vescovo di Faenza "circa l’affare Ghiaie".

"Riservata 8-VII-1960
Cara Eccellenza, siamo sempre ben uniti di pensiero, di cuore, di preghiera. Circa l’affare Ghiaie comprendete che si ha da cominciare non dal vertice, ma dal piano: e non toccare chi deve pronunciare non la prima ma l’ultima parola. Più che di sostanza, qui devesi tenere conto delle circostanze, che vanno studiate e tenute in gran conto. Ciò che vale in "subiecta materia" è la testimonianza della veggente: e la fondatezza di quanto ancora asserisce a 21 anni ed in conformità alla sua prima asserzione a 7 anni: e ritirata in seguito alle minacce, alle paure dell’inferno fattele da qualcuno. Mi pare che insista quel terrore di quelle minacce. Comunque V. S. comprende che non è pratico, nè utile, che la prima mossa per una revisione venga dal sottoscritto a cui spetta il "verbum" per la Congregazione dei Riti, o di altro dicastero, che a suo tempo "faciat verbum cum S.S." ecc. Scusate la semplicità della mia parola. E statemi sempre bene "in laetitia et in benedictione" anche se "dies mali sunt.
Aff.mo Io. XXIII".

Un commento di Padre Pio

Padre Pio avrebbe detto a gente di Bonate recatasi da lui a Petralcina: "Ma cosa ci venite a fare voi, quaggiù, voi che avete a casa vostra la Madonna di Bonate?"

La petizione al vescovo del 1974

Nel trentesimo anniversario delle apparizioni, il sig. Cortinovis presentò al vescovo monsignor Clemente Gaddi una petizione accompagnata da 7000 firme di fedeli i quali manifestavano il desiderio di pregare con consenso del vescovo nel luogo delle apparizioni.

Monsignor Gaddi rispose di non poter riaprire il processo se non in presenza di elementi nuovi, seri e gravi e che rimanevano in vigore le disposizioni dei vescovi che lo avevano preceduto, ma aggiunse che però non poteva né proibire, né impedire a persone singole o a gruppi di persone di recarsi sul posto a pregare la Madonna.

La riaffermazione solenne

Il 20 febbraio 1989, Adelaide Roncalli decise di riaffermare solennemente e ufficialmente, davanti a un notaio, la veridicità delle apparizioni:

"Io sottoscritta Roncalli Adelaide nata a Ghiaie di Bonate Sopra (Bg) il 23 aprile 1937, nel quarantacinquesimo anniversario torno a dichiarare, come già più volte ho fatto in occasioni precedenti, che sono assolutamente convinta di aver avuto le Apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate dal 13 al 31 Maggio 1944 quando avevo sette anni.
Le vicende da me dolorosamente vissute da allora, le offro a Dio ed alla legittima Autorità della Chiesa, alla quale sola appartiene di riconoscere o no quanto in tranquilla coscienza e in sicuro possesso delle mie facoltà mentali ritengo essere verità.
In fede Adelaide Roncalli
20 febbraio 1989."

 

Le 13 Apparizioni

Questo è l’elenco delle 13 Apparizioni della Madonna di Ghiaie di Bonate.
Cliccando sul titolo sottolineato, si apre la pagina con il resoconto dettagliato.
Buona lettura. (Fonte: www.madonnadelleghiaie.it)
 
1^ APPARIZIONE
Data: sabato 13 maggio 1944
Ora:18:00
Presenze: Adelaide e alcune bambine
Visione: la Sacra Famiglia

2^ APPARIZIONE
Data: domenica 14 maggio 1944
Ora: 18:00
Presenze: Adelaide, alcune bambine e un ragazzo
Visione: la Sacra Famiglia

3^ APPARIZIONE
Data: lunedì 15 maggio 1944
Ore: 18:00
Presenze: Adelaide, 2 amichette e un centinaio di persone
Visione: la Sacra Famiglia (più luminosa del solito)

4^ APPARIZIONE
Data: martedì 16 maggio 1944
Ora: 18:00
Presenze: circa 150 persone
Visione: la Sacra Famiglia

5^ APPARIZIONE
Data: mercoledì 17 maggio 1944
Ore: 18:00
Presenze: circa 3000 persone
Visione: la Beata Vergine con otto angioletti

6^ APPARIZIONE
Data: giovedì 18 maggio, festa dell’Ascensione
Ore: 18:00
Presenze: circa 7000 persone
Visione: la Beata Vergine con otto angioletti

7^ APPARIZIONE
Data: venerdì 19 maggio
Ore: 18:00
Presenze: circa 10.000 persone
Visione: la Sacra Famiglia

8^ APPARIZIONE
Data: sabato 20 maggio
Ore: 18:00
Presenze: circa 30.000 persone
Visione: la Sacra Famiglia

9^ APPARIZIONE
Data: domenica 21 maggio
Ore: 18:00
Presenze: circa 200.000 persone
Visione: la Sacra Famiglia

10^ APPARIZIONE
Data: domenica 28 maggio
Ore: 18:00
Presenze: circa 300.000 persone
Visione: la Beata Vergine con due santi ai fianchi  

11^ APPARIZIONE
Data: lunedì 29 maggio
Ore: 18:32
Presenze: circa 300.000 persone
Visione: la Beata Vergine con gli angioletti  

12^ APPARIZIONE
Data: martedì 30 maggio
Ore: 18:50
Presenze: circa 250.000 persone
Visione: la Beata Vergine con gli angioletti

13^ APPARIZIONE
Data: mercoledì 31 maggio
Ore: 20:00
Presenze: circa 350.000 persone
Visione: la Sacra Famiglia

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