Commento alla Profezia di Daniele

Mary Hellen ha postato un interessante commento alla Profezia di Daniele (vedi link nei riferimenti).
L’ho riassemblato e ve lo propongo. Il link al suo blog "Anima Danzante" è http://maryhellen21.spaces.live.com/
PS: Leggendolo attentamente, mi sono resa conto che è un commentario alle Scritture dei Testimoni di Geova.
Ritenendolo cmq ben fatto, almeno nella parte storica, prendo le distanze da questo Movimento, dato che non condivido, oltre ad altre idee che qui non sono in oggetto, la loro credenza nel ritorno del Cristo nel 1914. Ciò è in contrasto sia con le due Guerre (il ritorno del Cristo coincide con l’inizio di un periodo di pace) che con la Profezia di Fatima. E io, pur essendo Wiccan, sono devota alla Madonna e credo nelle profezie.
 
L’ascesa e la caduta di un’immagine immensa

UN DECENNIO è passato da che il re Nabucodonosor portò Daniele e altri "uomini preminenti del paese" di Giuda in cattività a Babilonia. (2 Re 24:15) Il giovane Daniele serve alla corte del re quando si presenta una situazione che mette in pericolo la sua vita. Perché questo ci dovrebbe interessare? Perché il modo in cui Geova Dio interviene non solo salva la vita a Daniele e altri, ma ci dà anche un’idea della successione delle potenze mondiali delle profezie bibliche fino ai nostri giorni.

UN MONARCA INCONTRA UN PROBLEMA DIFFICILE

2 "Nel secondo anno del regno di Nabucodonosor", scriveva il profeta Daniele, "Nabucodonosor sognò sogni; e il suo spirito si sentiva agitato, e il suo medesimo sonno fu fatto svanire da lui". (Daniele 2:1) Chi fece il sogno, Nabucodonosor, era il sovrano dell’impero babilonese. Era diventato effettivamente un governante mondiale nel 607 a.E.V. quando Geova Dio gli aveva permesso di distruggere Gerusalemme e il suo tempio. Nel secondo anno del regno di Nabucodonosor quale governante mondiale (606/605 a.E.V.), Dio gli mandò un sogno terrificante.

3 Questo sogno angosciò tanto Nabucodonosor che non poteva dormire. Naturalmente era ansioso di conoscerne il significato. Ma il potente re aveva dimenticato il sogno! Perciò convocò i maghi, gli evocatori e gli stregoni di Babilonia e pretese che riferissero il sogno e lo interpretassero. Il compito era troppo arduo per loro. Il loro insuccesso fece infuriare a tal punto Nabucodonosor che diede il comando "di distruggere tutti i saggi di Babilonia". A motivo di questo decreto il profeta Daniele si sarebbe trovato a faccia a faccia con il carnefice. Perché? Perché lui e i suoi tre compagni ebrei — Hanania, Misael e Azaria — erano inclusi fra i saggi di Babilonia. — Daniele 2:2-14.

DANIELE VIENE IN AIUTO

4 Saputa la ragione del severo decreto di Nabucodonosor, "Daniele stesso andò . . . a chiedere al re che gli desse espressamente del tempo per mostrare al re la medesima interpretazione". Questo fu concesso. Daniele tornò a casa, e lui e i suoi tre amici ebrei pregarono, chiedendo "misericordie da parte dell’Iddio del cielo riguardo a questo segreto". Quella notte stessa in una visione Geova rivelò a Daniele il segreto del sogno. Riconoscente, Daniele disse: "Sia benedetto il nome di Dio da tempo indefinito fino a tempo indefinito, per la sapienza e la potenza, poiché gli appartengono. Ed egli cambia i tempi e le stagioni, rimuove i re e stabilisce i re, dà sapienza ai saggi e conoscenza a quelli che conoscono il discernimento. Rivela le cose profonde e le cose nascoste, conoscendo ciò che è nelle tenebre; e presso di lui dimora in effetti la luce". Daniele rese lode a Geova per questa rivelazione. — Daniele 2:15-23.

5 L’indomani Daniele andò da Arioc, il capo della guardia del corpo, che era stato incaricato di eliminare i saggi di Babilonia. Saputo che Daniele poteva interpretare il sogno, Arioc lo portò immediatamente dal re. Non attribuendosi alcun merito, Daniele disse a Nabucodonosor: "Esiste un Dio nei cieli che è il Rivelatore dei segreti, ed egli ha fatto conoscere al re Nabucodonosor ciò che deve avvenire nella parte finale dei giorni". Daniele era pronto a rivelare non solo il futuro dell’impero babilonese, ma anche una sintesi degli avvenimenti mondiali dal tempo di Nabucodonosor ai nostri giorni e oltre. — Daniele 2:24-30.

RICORDATO IL SOGNO

6 Nabucodonosor ascoltava assorto mentre Daniele spiegava: "Tu, o re, guardavi, ed ecco, una certa immagine immensa. Quell’immagine, che era grande e che aveva uno splendore straordinario, si ergeva di fronte a te, e il suo aspetto era spaventevole. Riguardo a quell’immagine, la sua testa era di buon oro, il suo petto e le sue braccia erano d’argento, il suo ventre e le sue cosce erano di rame, le sue gambe erano di ferro, i suoi piedi erano in parte di ferro e in parte d’argilla modellata. Tu continuasti a guardare finché una pietra fu tagliata non da mani, e urtò l’immagine ai piedi di ferro e argilla modellata e li stritolò. In quel tempo il ferro, l’argilla modellata, il rame, l’argento e l’oro, tutti insieme, furono stritolati e divennero come la pula dell’aia d’estate, e il vento li portò via così che non se ne trovò nessuna traccia. E in quanto alla pietra che urtò l’immagine, divenne un ampio monte e riempì l’intera terra". — Daniele 2:31-35.

7 Come doveva essere emozionato Nabucodonosor sentendo Daniele rivelare il sogno! Ma, un momento! I saggi di Babilonia sarebbero stati risparmiati solo se Daniele avesse anche interpretato il sogno. Parlando per sé e per i suoi tre amici ebrei, Daniele dichiarò: "Questo è il sogno, e ne diremo l’interpretazione davanti al re". —Daniele 2:36.

UN REGNO CHE SI DISTINSE IN MODO PARTICOLARE

8 "Tu, o re, il re dei re, tu a cui l’Iddio del cielo ha dato il regno, il potere, e la forza e la dignità, e nella cui mano ha dato, dovunque dimorano i figli del genere umano, le bestie della campagna e le creature alate dei cieli, e che egli ha fatto governante su tutti loro, tu stesso sei la testa d’oro". (Daniele 2:37, 38) Queste parole si riferivano a Nabucodonosor da che Geova lo aveva impiegato per distruggere Gerusalemme, nel 607 a.E.V., perché i re che regnavano a Gerusalemme erano della discendenza di Davide, re unto da Geova. Gerusalemme era la capitale di Giuda, il regno tipico che rappresentava la sovranità di Geova Dio sulla terra. Nel 607 a.E.V., con la distruzione di quella città, questo tipico regno di Dio cessò di esistere. (1 Cronache 29:23; 2 Cronache 36:17-21) Le potenze mondiali rappresentate in successione dalle parti metalliche dell’immagine potevano ora esercitare il dominio mondiale senza interferenza da parte del tipico regno di Dio. Come testa d’oro, il metallo più prezioso che si conoscesse nell’antichità, Nabucodonosor si era distinto abbattendo quel regno con la distruzione di Gerusalemme. — Vedi "Un re guerriero costruisce un impero", a pagina 63.

9 Nabucodonosor, che regnò per 43 anni, fu il primo di una dinastia che governò l’impero babilonese, la quale incluse il genero Nabonedo e il figlio maggiore, Evil-Merodac. Quella dinastia durò altri 43 anni, fino alla morte del figlio di Nabonedo, Baldassarre, nel 539 a.E.V. (2 Re 25:27; Daniele 5:30) Quindi la testa d’oro dell’immagine del sogno non rappresentava Nabucodonosor soltanto, ma l’intera dinastia di sovrani babilonesi.

10 Daniele disse a Nabucodonosor: "Dopo di te sorgerà un altro regno inferiore a te". (Daniele 2:39) Alla dinastia di Nabucodonosor sarebbe succeduto un regno simboleggiato dal petto e dalle braccia d’argento dell’immagine. Circa 200 anni prima, Isaia aveva predetto questo regno, fornendo persino il nome del suo re vittorioso: Ciro. (Isaia 13:1-17; 21:2-9; 44:24–45:7, 13) Era l’impero medo-persiano. La Media-Persia raggiunse un grado di civiltà che non fu secondo a quello dell’impero babilonese, tuttavia è rappresentata dall’argento, metallo meno prezioso dell’oro. Fu inferiore alla potenza mondiale babilonese in quanto non si distinse abbattendo Giuda, il tipico regno di Dio con capitale Gerusalemme.

11 Circa 60 anni dopo l’interpretazione del sogno, Daniele fu testimone della fine della dinastia di Nabucodonosor. Era presente la notte del 5/6 ottobre 539 a.E.V., quando l’esercito medo-persiano conquistò l’apparentemente inespugnabile Babilonia e mise a morte il re Baldassarre. Con la morte di Baldassarre la testa d’oro dell’immagine del sogno — l’impero babilonese — cessò di esistere.

ESULI LIBERATI DA UN REGNO

12 Nel 539 a.E.V. la Media-Persia prese il posto dell’impero babilonese come potenza mondiale dominante. A 62 anni Dario il Medo diventò il primo sovrano della conquistata città di Babilonia. (Daniele 5:30, 31) Per breve tempo lui e Ciro il Persiano regnarono congiuntamente sull’impero medo-persiano. Alla morte di Dario, Ciro diventò l’unico capo dell’impero persiano. Per gli ebrei a Babilonia il regno di Ciro significò la liberazione dalla cattività. Nel 537 a.E.V. Ciro emanò un decreto che permetteva agli ebrei esiliati a Babilonia di tornare in patria e riedificare Gerusalemme e il tempio di Geova. Il regno tipico di Dio non fu però ristabilito in Giuda e a Gerusalemme. — 2 Cronache 36:22, 23; Esdra 1:1–2:2a.

13 Il petto e le braccia d’argento dell’immagine del sogno raffiguravano la dinastia dei re persiani a partire da Ciro il Grande, che durò oltre 200 anni. Si pensa che Ciro sia morto nel 530 a.E.V. durante una campagna militare. Dei circa 12 re che si succedettero sul trono dell’impero persiano, almeno due furono ben disposti verso il popolo eletto di Geova. Uno fu Dario I (il Persiano) e l’altro Artaserse I.

14 Dario I fu il terzo re persiano dopo Ciro il Grande. I due precedenti furono Cambise II e suo fratello Bardiya (o forse un mago impostore di nome Gaumata). Nel 521 a.E.V., quando salì al trono Dario I, detto anche Dario il Grande, il lavoro di ricostruzione del tempio a Gerusalemme era stato vietato. Scoperto il documento che conteneva il decreto di Ciro negli archivi di Ecbatana, Dario non si limitò a revocare il divieto nel 520 a.E.V., ma provvide anche dal tesoro reale i fondi per la ricostruzione del tempio. — Esdra 6:1-12.

15 Il successivo sovrano persiano che aiutò gli ebrei nei loro tentativi di restaurazione fu Artaserse I, succeduto al padre Assuero (Serse I) nel 475 a.E.V. Artaserse fu soprannominato Longimano perché aveva la mano destra più lunga della sinistra. Nel 455 a.E.V., durante il 20° anno del suo regno, diede al suo coppiere ebreo Neemia l’incarico di governatore di Giuda e lo autorizzò a ricostruire le mura di Gerusalemme. Questa azione segnò l’inizio delle ‘settanta settimane di anni’ indicate nel capitolo 9 di Daniele e fissò le date della comparsa e della morte del Messia o Cristo, Gesù di Nazaret. — Daniele 9:24-27; Neemia 1:1; 2:1-18.

16 L’ultimo dei sei re che succedettero ad Artaserse I sul trono dell’impero persiano fu Dario III. Il suo regno finì all’improvviso nel 331 a.E.V. quando Alessandro Magno gli inflisse una terribile sconfitta a Gaugamela, presso l’antica Ninive. Questa sconfitta segnò la fine della potenza mondiale medo-persiana simboleggiata dalla parte d’argento dell’immagine del sogno di Nabucodonosor. La successiva potenza fu superiore sotto certi aspetti, ma inferiore sotto altri. Questo è chiaro se ascoltiamo l’ulteriore interpretazione che Daniele dà del sogno di Nabucodonosor.

UN REGNO VASTO, MA INFERIORE

17 Daniele disse a Nabucodonosor che il ventre e le cosce dell’immensa immagine costituivano ‘un altro regno, un terzo, di rame, che avrebbe governato l’intera terra’. (Daniele 2:32, 39) Questo terzo regno sarebbe venuto dopo la Babilonia e la Media-Persia. Come il rame è inferiore all’argento, questa potenza mondiale sarebbe stata inferiore alla Media-Persia in quanto non le sarebbe stato conferito nessun privilegio pari a quello di liberare il popolo di Geova. Comunque il regno simile al rame avrebbe ‘governato l’intera terra’, segno che sarebbe stato più esteso sia della Babilonia che della Media-Persia. Cosa confermano gli avvenimenti storici riguardo a questa potenza mondiale?

18 Poco dopo avere ereditato il trono della Macedonia nel 336 a.E.V. a soli 20 anni, l’ambizioso Alessandro III si imbarcò in una campagna di conquiste. A motivo dei suoi successi militari, fu chiamato Alessandro Magno. Riportando una vittoria dopo l’altra, continuò a penetrare in territorio persiano. Quando nel 331 a.E.V. Alessandro sconfisse Dario III nella battaglia di Gaugamela, l’impero persiano cominciò a sgretolarsi e la Grecia diventò la nuova potenza mondiale.

19 Dopo la vittoria di Gaugamela, Alessandro procedette alla conquista delle capitali persiane Babilonia, Susa, Persepoli ed Ecbatana. Soggiogando il resto dell’impero persiano, estese le sue conquiste all’India occidentale. Colonie greche furono fondate nei paesi conquistati. Così la cultura e la lingua greca si estesero in tutto il reame. L’impero greco, in effetti, diventò più grande di tutti quelli che lo avevano preceduto. Come aveva predetto Daniele, il regno di rame ‘governava l’intera terra’. Un risultato fu che il greco (koinè) diventò una lingua internazionale. Con le sue espressioni accurate questa lingua si dimostrò molto adatta per mettere per iscritto le Scritture Greche Cristiane e per diffondere la buona notizia del Regno di Dio.

20 Alessandro Magno fu un sovrano mondiale solo per otto anni. Alla giovane età di 32 anni Alessandro si ammalò dopo un banchetto e morì di lì a poco, il 13 giugno 323 a.E.V. In seguito il suo immenso impero fu diviso in quattro parti, ciascuna governata da uno dei suoi generali. Così da un unico grande impero vennero quattro regni che furono poi assorbiti dall’impero romano. La potenza mondiale simile al rame continuò solo fino al 30 a.E.V., quando l’ultimo di questi quattro regni — la dinastia dei Tolomei che governava in Egitto — fu infine sconfitto da Roma.

UN REGNO CHE STRITOLA E SPEZZA

21 Daniele continuò la spiegazione dell’immagine del sogno: "In quanto al quarto regno [dopo Babilonia, Media-Persia e Grecia], si mostrerà forte come il ferro. Poiché, come il ferro stritola e macina ogni altra cosa, così, come il ferro che spezza, esso stritolerà e spezzerà anche tutti questi". (Daniele 2:40) Per la sua forza e la sua capacità distruttiva questa potenza mondiale sarebbe stata come il ferro, più forte degli imperi rappresentati dall’oro, dall’argento e dal rame. Era l’impero romano.

22 Roma ‘stritolò’ e ‘spezzò’ l’impero greco e assorbì ciò che rimaneva della potenza mondiale medo-persiana e di quella babilonese. Non mostrando alcun rispetto per il Regno di Dio che Gesù Cristo proclamava, nel 33 E.V. lo mise a morte su un palo di tortura. Nel tentativo di ‘spezzare’ il vero cristianesimo, Roma perseguitò i discepoli di Gesù. Inoltre nel 70 E.V. i romani distrussero Gerusalemme e il suo tempio.

23 Le gambe di ferro dell’immagine del sogno di Nabucodonosor raffiguravano non solo l’impero romano, ma anche i suoi sviluppi politici. Considerate queste parole riportate in Rivelazione 17:10: "Ci sono sette re: cinque sono caduti, uno è, l’altro non è ancora arrivato, ma quando sarà arrivato dovrà rimanere per breve tempo". Quando scrisse queste parole, l’apostolo Giovanni era stato esiliato nell’isola di Patmos dai romani. I cinque re, o imperi mondiali, caduti erano Egitto, Assiria, Babilonia, Media-Persia e Grecia. Il sesto — l’impero romano — era ancora al potere. Ma anch’esso doveva cadere, e il settimo re sarebbe sorto da una delle regioni conquistate da Roma. Che potenza mondiale sarebbe stata?

24 Un tempo la Britannia era una provincia nord-occidentale dell’impero romano. Ma nel 1763 era diventata l’impero britannico, la Gran Bretagna che dominava i sette mari. Nel 1776 le sue 13 colonie americane dichiararono l’indipendenza al fine di formare gli Stati Uniti d’America. In seguito, però, Gran Bretagna e Stati Uniti diventarono alleati sia in tempo di guerra che in tempo di pace. Così venne all’esistenza la coalizione anglo-americana, la settima potenza mondiale delle profezie bibliche. Come l’impero romano, si è dimostrata "forte come il ferro", esercitando un’autorità ferrea. Le gambe di ferro dell’immagine del sogno includono dunque sia l’impero romano che la duplice potenza mondiale anglo-americana.

UN FRAGILE AMALGAMA

25 Daniele disse quindi a Nabucodonosor: "Dal momento che hai visto i piedi e le dita in parte d’argilla modellata di vasaio e in parte di ferro, il regno stesso risulterà diviso, ma in esso si troverà qualcosa della durezza del ferro, dato che hai visto il ferro mischiato con l’argilla umida. E in quanto alle dita dei piedi che erano in parte di ferro e in parte d’argilla modellata, il regno in parte risulterà forte e in parte risulterà fragile. Dal momento che hai visto il ferro mischiato con l’argilla umida, si mischieranno con la progenie del genere umano; ma non si attaccheranno, questo a quello, proprio come il ferro non si mischia con l’argilla modellata". — Daniele 2:41-43.

26 La successione delle potenze mondiali rappresentata dalle varie parti dell’immagine del sogno di Nabucodonosor cominciava con la testa e si estendeva giù fino ai piedi. Logicamente i piedi e le dita di "ferro mischiato con l’argilla umida" avrebbero simboleggiato l’ultima manifestazione del dominio umano esistente durante il "tempo della fine". — Daniele 12:4.

27 Agli albori del XX secolo l’impero britannico esercitava il potere su un quarto della popolazione della terra. Altri imperi europei dominavano su altri milioni di persone. Ma la prima guerra mondiale determinò la comparsa di gruppi di nazioni al posto di imperi. Dopo la seconda guerra mondiale questa tendenza diventò ancora più marcata. Con l’ulteriore sviluppo del nazionalismo il numero delle nazioni crebbe enormemente nel mondo. Le dieci dita dei piedi dell’immagine rappresentano tutti questi governi e potenze coesistenti, poiché nella Bibbia il numero dieci a volte significa completezza terrena. — Confronta Esodo 34:28; Matteo 25:1; Rivelazione 2:10.

28 Adesso che siamo nel "tempo della fine", abbiamo raggiunto i piedi dell’immagine. Alcuni dei governi raffigurati dai piedi e dalle dita di ferro mischiato con argilla dell’immagine sono simili al ferro: autoritari o tirannici. Altri sono simili all’argilla. In che senso? Daniele mise in relazione l’argilla con "la progenie del genere umano". (Daniele 2:43) Nonostante la fragilità dell’argilla, di cui è fatta la progenie del genere umano, governi solitamente ferrei sono stati costretti a dare sempre più ascolto al popolo, che vuole avere voce in capitolo. (Giobbe 10:9) Ma non esiste coesione fra governo totalitario e popolo, non più di quanto sia possibile amalgamare il ferro con l’argilla. Al tempo della disastrosa fine dell’immagine il mondo sarà davvero politicamente frammentato!

29 Sarà la frammentazione dei piedi e delle dita a far crollare l’intera immagine? Che accadrà all’immagine?

UN FINALE DRAMMATICO!

30 Consideriamo il finale del sogno. Daniele disse al re: "Tu continuasti a guardare finché una pietra fu tagliata non da mani, e urtò l’immagine ai piedi di ferro e argilla modellata e li stritolò. In quel tempo il ferro, l’argilla modellata, il rame, l’argento e l’oro, tutti insieme, furono stritolati e divennero come la pula dell’aia d’estate, e il vento li portò via così che non se ne trovò nessuna traccia. E in quanto alla pietra che urtò l’immagine, divenne un ampio monte e riempì l’intera terra". — Daniele 2:34, 35.

31 A mo’ di spiegazione, la profezia proseguiva: "Ai giorni di quei re l’Iddio del cielo stabilirà un regno che non sarà mai ridotto in rovina. E il regno stesso non passerà ad alcun altro popolo. Esso stritolerà tutti questi regni e porrà loro fine, ed esso stesso sussisterà a tempi indefiniti; giacché hai visto che dal monte fu tagliata una pietra non da mani, e che essa stritolò il ferro, il rame, l’argilla modellata, l’argento e l’oro. Il grande Dio stesso ha fatto conoscere al re quello che deve avvenire dopo ciò. E sul sogno si può fare affidamento, e la sua interpretazione è degna di fede". — Daniele 2:44, 45.

32 Visto che il sogno gli era stato ricordato e spiegato, Nabucodonosor riconobbe che solo il Dio di Daniele era "un Signore di re e un Rivelatore di segreti". Inoltre il re diede a Daniele e ai suoi tre compagni ebrei incarichi di grande responsabilità. (Daniele 2:46-49) Ma qual è il significato moderno dell’‘interpretazione degna di fede’ che diede Daniele?

‘UN MONTE RIEMPIE LA TERRA’

33 Quando "i tempi fissati delle nazioni" finirono nell’ottobre 1914, "l’Iddio del cielo" istituì il Regno celeste intronizzando il suo unto Figlio, Gesù Cristo, quale "Re dei re e Signore dei signori". (Luca 21:24; Rivelazione 12:1-5; 19:16) Quindi mediante potenza divina, non per mano dell’uomo, la "pietra" del Regno messianico fu tagliata dal "monte" della sovranità universale di Geova. Questo governo celeste è retto da Gesù Cristo, a cui Dio ha conferito l’immortalità. (Romani 6:9; 1 Timoteo 6:15, 16) Perciò questo "regno del nostro Signore [Dio] e del suo Cristo" — espressione della sovranità universale di Geova — non passerà a nessun altro. Sussisterà per sempre. — Rivelazione 11:15.

34 La nascita del Regno ebbe luogo "ai giorni di quei re". (Daniele 2:44) Questi non erano solo i re raffigurati dalle dieci dita dei piedi dell’immagine, ma anche quelli simboleggiati dalle sue parti di ferro, di rame, d’argento e d’oro. Per quanto gli imperi di Babilonia, Persia, Grecia e Roma come potenze mondiali fossero scomparsi, nel 1914 ne esistevano ancora le tracce. L’impero ottomano (turco) occupava il territorio della Babilonia, e governi nazionali erano in funzione in Persia (Iran), in Grecia e a Roma.

35 Presto il celeste Regno di Dio colpirà la simbolica immagine ai piedi. Di conseguenza tutti i regni raffigurati da essa saranno frantumati e avranno fine. Certamente nella "guerra del gran giorno dell’Iddio Onnipotente" quella "pietra" colpirà con tale schiacciante forza d’urto che l’immagine sarà polverizzata e il vento dell’ira di Dio la spazzerà via come la pula sull’aia. (Rivelazione 16:14, 16) Allora, a somiglianza della pietra che diventò grande come una montagna e riempì la terra, il Regno di Dio diventerà la montagna governativa che influirà sull’"intera terra". — Daniele 2:35.

36 Benché sia celeste, il Regno messianico estenderà il suo potere alla terra per la benedizione di tutti i suoi abitanti ubbidienti. Questo governo stabile "non sarà mai ridotto in rovina" né "passerà ad alcun altro popolo". A differenza dei regni di governanti umani morituri, "esso stesso sussisterà a tempi indefiniti", per sempre. (Daniele 2:44) Possiate avere il privilegio di essere suoi sudditi in eterno. 

 

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