Profezie di Daniele

PROFEZIA

 Echelon: nessuno sfugge al Grande Orecchio

Una profezia della Bibbia nell’antico testamento, libro di Daniele al capitolo 2, parla dei regni che avrebbero controllato e governato il Mediterraneo e le terre attorno ad esso.

Essa dice al verso 31: “Tu guardavi o re (Nabucco) e vedevi una grande statua immensa, di grande splendore. Essa era in piedi davanti a te ed il suo aspetto era terribile. La statua aveva una testa d’oro; il suo petto e le sue braccia erano d’argento; il suo ventre e le sue cosce erano di rame; le sue gambe di ferro; i suoi piedi in parte di ferro ed in parte di argilla.

Tu guardavi o re, quando una pietra si staccò senza il concorso di mano alcuna e colpì i piedi di ferro e di argilla della statua e la mise in pezzi; allora il ferro, l’argilla, il rame, l’argento e l’oro furono frantumati simultaneamente e divennero come la pula che vola via su di un’aia in estate. Il vento portò via tutto e nemmeno una traccia fu più trovata. Ma la pietra che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna e riempì tutta la terra”.

Ora ne diamo la nostra interpretazione. Il capo d’oro è il regno di Babilonia che a quei tempi controllava le nazioni del Medio Oriente anche con i suoi commerci; la sua influenza arrivava fino al Nord Europa.

Alla caduta dell’impero Babilonese successe l’impero Medo Perso, ecco le braccia ed il petto di argento.

A questo impero successe quello di Alessandro il Grande, i Greci; ecco l’impero rappresentato dal rame.

Poi apparve sulla scena l’impero Romano rappresentato dalle gambe di ferro, che susseguentemente si divise in 2 parti (Occidente, pontefice Romano e Oriente con Costantinopoli, l’odierna Istanbul).

Dalla disgregazione di questo impero nacquero le Nazioni d’Europa e quelle del Nord Africa, che non poterono più riunirsi in impero monolito, malgrado tutti i ripetuti tentativi effettuati nel medioevo e più recentemente; ecco la parte dei piedi fatti di ferro e di argilla; essi non sono mai più riusciti a rimettersi assieme.

Ora assistiamo in Europa ad un ennesimo tentativo di rinascita dell’Impero Romano con la formazione dell’impero commerciale chiamato Comunità Europea.

Questa comunità che si trasformerà in impero Euro/Germanico (quello finanziario del marco – marc-hio sarà la prima fase) accorperà all’incirca le stesse nazioni che erano parte integrante dell’Impero Romano ai tempi del suo massimo splendore: Europa dell’Ovest e dell’Est (ieri erano i paesi comunisti).

Però un’altra profezia dice in Apocalisse, che comunque i “giorni” della rinascita del Nuovo Impero Romano, (NIR) cioè di queste nazioni confederate, saranno brevi ed in quel tempo “nascerà” una Nuova Era “senza opera di mano umana”, cioè senza guerra o rivoluzioni ma attraverso la presa di coscienza dei popoli della terra su ciò che è la vera libertà, la Vera Spiritualità e sul Vero Scopo della Vita, che non è certo solo quello di lavorare solo per produrre e continuare a consumare beni in modo esagerato come oggi si pratica nel sistema capitalistico; questo “vento” spirituale o “Spirito Santo” come lo chiamano i religiosi, coinvolgerà tutte le nazioni della Terra in un nuovo governo mondiale, per trasformare il modo di vita instaurato dai controllori di oggi del mondo, in un nuovo modello più umano e più giusto a misura di uomo, nel rispetto di sé, degli altri e della Natura.

Di fatto assisteremo alla caduta del Comunismo e poi quella del Capitalismo.

Questo è anche il senso della profezia di Daniele con l’avvento della “pietra”, una nuova “idea” forte non più solo materialistica, ma compenetrata di vera Spiritualità e Giustizia, non religiosismo, di cristianesimo, ebraismo o maomettanesimo, ecc., (tutte le religioni sono destinate a scomparire) che frantuma i poteri precostituiti senza opera di “mano d’uomo” (cioè cadrà da solo senza l’uso della forza delle armi) ed essa stessa diviene potere mondiale ma questa nuova era è destinata a durare perché fondata sul Rispetto, la Partecipazione e la Giustizia e non come l’attuale potere basato solo sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sull’INGIUSTIZIA più completa.

Un’altra profezia biblica, quella contenuta nel libro di Daniele al cap.12 versi: 4 a 13 ci permette di capire meglio i tempi strani ma interessanti che stiamo vivendo.

Questa profezia non è stata mai compresa, di conseguenza mai spiegata da nessun “religioso” ed invece essa contiene un messaggio di speranza per questa generazione che sta attraversando un periodo di crisi spirituale, non intravedendo nessun piacevole futuro per l’umanità.

Infatti al verso 4 dello stesso capitolo a Daniele viene detto: “Tu Daniele tieni segrete queste parole e suggella il libro, fino al tempo della fine. Molti allora lo leggeranno e la conoscenza aumenterà”.

Leggiamo il testo : “Ed io Daniele, guardavo ed ecco due altri uomini si tenevano in piedi l’uno al di qua del fiume e l’altro al di là del fiume… Uno di essi chiese all’uomo vestito di lino che stava al di sopra delle acque del fiume: quando sarà la fine di questi prodigi ?…Sarà fra un tempo, due tempi e la metà di un tempo (cioè tre tempi e mezzo) …e tutte queste cose finiranno quando la forza del popolo santo sarà completamente spezzata. Ascoltai ma non capii e dissi: Mio signore, quale sarà la fine di queste cose? Egli rispose, va Daniele, queste parole saranno tenute segrete e suggellate fino al tempo della fine, molti saranno purificati, epurati, i cattivi non capiranno ed alcuno di essi capirà, ma solo coloro che avranno intelligenza comprenderanno.

Dal tempo della cessazione del sacrificio perpetuo e dove sarà rizzata l’abominio del devastatore, vi saranno 1290 giorni. Beato colui che aspetterà ed arriverà a 1335 giorni………

Daniele era un Ebreo deportato dalla Palestina nel 600 circa prima dell’era volgare, che viveva alla corte del Re Babilonese quale Mago, studioso, scienziato anche pronosticatore di eventi.

In questa visione egli descrive la sua angoscia nel vedere il suo popolo deportato e annientato come identità per cui in questa paura la visione gli dà una risposta che analizzeremo.

Questa visione si riallaccia ad altre precedenti per cui per capire bene questa, bisognerebbe conoscere anche le altre. Vediamo di riprendere il testo della visione e di analizzarlo per comprendere al meglio il significato.

…e tutte queste cose finiranno quando la forza del popolo santo sarà completamente spezzata.

Significa che il compimento di questa visione sarà nel tempo dell’annientamento della forza dell’Israele spirituale, gli uomini giusti, …e partirà da quando sarà rizzata (l’ebraico dice nel senso di costruire) l’abominazione del devastatore.………

E’ evidente che per ben comprendere la profezia e capire quando termina, cioè si compie, bisogna far attenzione che essa ha inizio da 2 segni: il primo è la cessazione del “sacrificio continuo” nel tempio di Salomone in Gerusalemme ed il secondo è quello del “rizzare l’abominazione del devastatore”.

Qui sta l’intelligenza di cui si parla, comprendere cosa è, e quando viene rizzata questa “abominazione”.

Per Daniele che era un Ebreo, la massima dissacrazione od abominio era il fatto di distruggere il Tempio con il luogo santissimo e usare la stessa area per altri scopi.

Tenuto conto di questo fatto ecco che possiamo facilmente capire cosa significhino quelle frasi.

Il primo segno si è compiuto nell’anno 70 quando le truppe Romane hanno distrutto fisicamente il Tempio di Gerusalemme ed impedito (di fatto abolito) da allora, i sacrifici di animali che avvenivano 2 volte al giorno, alla sera ed alla mattina, cioè all’inizio del giorno ed alla sua fine; questi riti venivano chiamati “sacrificio continuo”.

Il secondo segno quello del “rizzare l’abominio”, è la costruzione della “Moschea della Roccia” proprio sul luogo ove era posto il Tempio e precisamente il luogo Santissimo ove era custodita l’arca sacra; questo per gli Ebrei, era ed è un fatto dissacratore.

Ricordiamo che il Tempio di Salomone era un abbellimento di un meraviglioso simbolo, quello della tenda del tabernacolo di Mosé nel Sinai, innalzato circa mille anni prima.

Quest’ultima serviva per “iniziare” il popolo di Israele ai misteri della Vita, seguendo l’esempio dei veri Sacerdoti Egizi seguaci del dio ATOM e maestri nell’arte dei simboli da utilizzare per insegnare al popolo le realtà della Vita.

Ritornando alla profezia, se iniziamo questa profezia dal primo segno NON capiremo nulla, ma se iniziamo dalla data di compimento del secondo segno allora comprenderemo.

Nell’anno 691, era volgare, verso la fine dell’anno, lo sceicco Abdel Malik ha finito e consacrato la moschea chiamata, il Duomo della Roccia, costruita sul luogo ove sorgeva l’antico tempio di Salomone in Gerusalemme capitale del regno di Giuda in Israele.

Vedi il libro Dome of the Rock, di Jerry M. Landay Newsweek Book Division, pag. 18, New York 1978. In questo stesso libro è riferito che Sofronius, un contemporaneo della costruzione della moschea, lasciò scritto “veramente, questa è l’abominazione della desolazione di cui è parlato in Daniele, che sta nel luogo santo” la profezia continua dicendo…….e ci saranno 1290 giorni……. (Daniele 12:11b)

Se confrontiamo quanto è scritto in Ezechiele 4: 6 ed in Numeri 14: 34, cioè un giorno nella profezia corrisponderebbe ad un anno solare nella realtà storica e sommiamo alla data di costruzione della moschea (anno 691 era volgare) i 1290 giorni ovvero anni, otteniamo una data il 1981 (i nostri giorni).

E’ la stessa data che un’altra profezia biblica indica per la rinascita dei 10 re o repubbliche d’Europa; infatti è stata fissata per l’1/1/81 l’ingresso nella Comunità Europea del 10° membro della CEE, la Grecia.

La profezia non è mai stata capita prima per il fatto che tutti gli studiosi credevano che l’inizio si riferisse al 70 dell’era volgare; bisogna invece partire dal secondo segno, il primo essendo la “cessazione del sacrificio continuo” ed il secondo l’erezione (costruzione) della moschea della roccia, sul luogo santo degli Ebrei ove prima si facevano i sacrifici ed era eretto il loro santuario; infatti per gli Ebrei la moschea Musulmana è ritenuta un abominio in luogo sacro.

Perciò aspettiamoci anche che dal 1981, gli Ebrei tentino di ricostruire un nuovo Tempio per tutte le religioni della Terra, al posto della Moschea. Ciò genererà tremendi dolori (guerre) per quelle zone medio orientali.

Comunque da quella data (1981, dell’era volgare) si sta ricostruendo in realtà il “Tempio Spirituale”, la Ecclesia cioè l’assemblea, l’insieme dei Giusti che ricostruiranno sulla faccia della Terra ciò che l’abominio, l’iniquità, il SixTema, l’ideologia di governo dittatoriale che gli uomini hanno creato e basato solo sull’accumulo del denaro con tutti i mezzi e sullo sfruttamento della Natura e dei Popoli e che ha infranto la forza, la vita del Popolo dei Giusti di tutti i tempi, di coloro che amano la Giustizia, mentre coloro che servono il sistema calpestano ogni giorni l’aspirazione di Giustizia dei Popoli della terra; questo sistema ha distrutto, per servire il dio “denaro”, anche la pace, l’armonia fra i Popoli e quella con l’Ambiente.

Il numero di coloro che saranno “incarnati” in questo “tempo”, per aiutare la ricostruzione, avviare e  governare il pianeta nella nuova era, ci riferisce un’altra profezia dell’Apocalisse è di 144.000 esseri umani.

Ricostruendo il “Tempio Spirituale” si farà sì che la Giustizia possa scendere nelle menti e nei cuori degli uomini, per godere finalmente di un’era di tranquillità e prosperità per tutti i popoli della Terra.

Continua Daniele 12:12 …beato colui che aspetterà ed arriverà fino a 1335 giorni… (anni).

Dal 1981 + 45 giorni (anni) = 2026 data in cui questo “tempio” spirituale (modo di esistere) sarà ricostruito, cioè nascerà una nuova era migliore della precedente.

Stiamo certi che la generazione che vedrà questi segni non passerà prima di vedere il corpo messianico (i Giusti) instaurare il “Regno dei cieli” anche sulla terra e togliere il governo del pianeta a coloro che lo hanno fatto così tanto soffrire !

Tutti i paesi distruttori dell’ambiente, civili, religiosi, musulmani, induisti, ebrei, cristiani, democratici, totalitari o guerrafondai, si riConvertiranno; questo “vento nuovo”, il “Vento dello Spirito Santo”, cioè il Pensiero Giusto” si diffonderà e soffierà su tutti i popoli della terra, anche nelle nazioni cosiddette “civili, cristiane o democratiche”.

Questo avverrà nel nostro immediato futuro anche se prima di questo “avvento” o parusia, la cristianità ed in special modo quella cristiana cercherà in ogni modo di prendere essa stessa il controllo del pianeta, ma per fortuna vi riuscirà solo per un brevissimo tempo dopo di che anch’essa verrà convertita alla Vera Conoscenza ed il potere del governo del pianeta passerà a coloro ai quali è destinato… i Giusti.

Molte altre profezie della Bibbia si stanno compiendo sotto i nostri occhi pertanto riteniamo che anche queste si potranno compiere.

Nei tempi odierni, il sistema sta cercando di uccidere spiritualmente l’Uomo per far posto ad un enorme “Saprofita”, dall’aspetto umano che in realtà è divoratore di menti, corpi e di anime.

Lo schiavo fisico può sempre sperare di recuperare la propria libertà, lo schiavo spirituale, mentale, la perde DEFINITIVAMENTE e diventa semplicemente un oggetto, non più un Soggetto.

Lasciate perdere la “cultura” che vi vogliono imporre, il consumismo, il tecnicismo, lo scientismo, e pensate prima all’Essenza dell’Uomo, la vera Pietra di paragone.

Tutto ciò avviene anche per mezzo della forza del Linguaggio, recuperare il VERO Linguaggio significa riappropriarsi di un’enorme arma per Comprendere la Verità. I gestori “occulti” dell’informazione planetaria, conoscono molto bene questo problema e lo sanno strumentalizzare per i loro fini.

Noi vi proponiamo una via di ritorno a questa Essenza anche attraverso questo scritto.

Molti uomini definiti “pazzi”, posseduti dal demonio, pericolosi, “eretici”, hanno compreso l’essenza e sono in grado di esprimersi utilizzando proprie “facoltà”, le chiamano facoltà paranormali e che invece sono normalissime, solamente che con il condizionamento storico culturale educativo, vengono impedite quelle che sono normali manifestazioni della creatività e della interpretazione dei dati raccolti dalla macchina psico elettronica umana.

Abbiamo la possibilità di ripristinare tutto questo nostro patrimonio “occulto” ? Certamente si ! i mezzi sono:

1) L’atto volitivo di rifiuto di un tipo di società come la nostra, dedicandoci alla sua effettiva trasformazione, partecipando e mediante l’applicazione nel nostro vivere quotidiano, per noi stessi, per la nostra società, della VERA GIUSTIZIA nei RAPPORTI fra gli Uomini e l’Ambiente, (il rispetto per il regno minerale, vegetale, animale ed Omminale ed oltre) la quale è l’UNICA vera espressione della parola AMORE.

2) L’introspezione critica.

3) La concentrazione, per ottenere il massimo dai nostri sforzi.

4) La Riflessione, la Meditazione e la Spiritualizzazione di tutti i concetti, per ottenere la Conoscenza sulle vie da seguire mettendole in pratica, per ottenere così una QUALITA’ della VITA per TUTTI gli ESSERI VIVENTI.

La Conoscenza e la pratica della Medicina Biologica o Naturale, è il Primo gradino per effettuare questa stupenda trasformazione.

5) La vera Intelligenza è ottenere per se stessi informazioni, dati, sempre più perfetti e complessi per divenire abili a risolvere le problematiche della Vita, nel minor tempo e con massima giustizia per sé e per l’ambiente nel quale si è manifestati.

Ricordiamo sempre che la Natura ha una Legge inesorabile ma altamente educativa: “Chi sbaglia paga ed i cocci sono suoi”, tutto ciò che riguarda l’Essere (Salute fisica e Spirituale) risponde e deve confrontarsi a questa Legge perfetta; non si può sfuggire a questa naturale, biologica divina Giustizia.

“Occhio per occhio, dente per dente”, ecco come la Manifestazione si esplica; al di fuori di questa perfetta Legge NON vi è vera Giustizia. Provate a buttarvi dal 3° piano od a tagliarvi un dito, la Natura non vi porgerà l’altra guancia, ma vi farà pagare fino all’ultimo tutto, compresi gli interessi della vostra ignoranza sulla trasgressione alle Leggi delle strutture Viventi.

Ogni vostro atto nella vita quotidiana dovrà tenere conto di questa immane e perfetta Legge di Giustizia.

Gesù, il Serpente e il Graal

GESU’, il SERPENTE

Il riferimento di Gardner alla parola semitica NAHASH, cioè "serpente" (che deriva dal sanscrito NAGAS), quale concetto di "Risplendente" e "Saggio" è, a nostro modo di vedere, corretto, così come è corretto associarlo alla linea di sangue messianica. Abbiamo in più occasioni sottolineato come la parola NAHASH si associ alla figura di Gesù nel suo nome autentico "Jeshua NAHASIRA" che non vuol dire "Gesù di Nazaret" ma "Gesù Saggio" o "Gesù il Serpente".

Gli Esseni, nei loro rotoli ritrovati a Qumran (rotolo 4Q285, il cosiddetto Documento di Damasco) chiamavano il "Maestro di Giustizia" colui che sarebbe apparso per salvare il mondo o il "Principe Messianico", proprio con il termine derivato dalla parola NHSH cioè il "NASI" ossia il "Serpente", mentre nel commentario a questo documento (scoperto nel secolo scorso nella Genizah del Cairo e noto come "Cairo Document") si trova il nome "NASI HA-‘EDAH" con cui si identificano i successori di Re David (CD V,1 -VII).

Nel "Cairo Document" il "NASI" viene definito anche "La Stella". E’ proprio Gesù a confermare entrambi gli appellativi. La chiave è in Apocalisse 22,16: "Io, Gesù (…) sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino". In tal senso si può affermare che Gesù si definisce il "NASI" realizzando la profezia degli Esseni che identificavano il NASI sia come "la stirpe di Davide" che con "la Stella".

Sappiamo che la "stella del Mattino" è Venere, definita dallo stesso Gesù come "radiosa" e nella tradizione del Graal chiamata "la portatrice di luce". Il fatto che Gesù sia associato alla "portatrice di luce" conferma che Gardner ha ragione quando scrive che Egli apparteneva alla stirpe dei "Risplendenti". Lo stesso Messia rivela la sua natura nel passo della trasfigurazione, avvenuta davanti a Giacomo, Giovanni e Pietro: "Il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candita e sfolgorante" (Lc 9,29 e Mc 9,2).

Un altro elemento lega il serpente a Gesù. Il collegamento con la mela e il serpente del Paradiso nasconde il reale ruolo che questo animale aveva nell’indicare colui che è "datore di conoscenza" o "portatore di luce". Nella tradizione del Graal l’atto di consegnare la mela ad Eva non era ingannevole, e la prova dell’esistenza di questa tradizione tra gli ordini monastico-cavallereschi la si trova in un quadro custodito nella cattedrale gotica di S. Stefano a Vienna, nella quale una Madonna Nera sostiene Gesù bambino che, in quanto NASI ("serpente" e "principe messianico"), offre la "Mela della Conoscenza". Si ricordi, inoltre, che il termine "mela" è riferibile alla radice della parola ebraica "Melk", cioè "Re".

(By Mocci Giuseppe)

 

Una piccola premessa.

Il tuo articolo si riallaccia ad uno dei più grandi misteri dell’opera musiva che decora il pavimento della Cattedrale di Otranto.

Come ebbi a dire in qualche precedente msg, l’albero che occupa l’intera lunghezza del pavimento della cattedrale é, a mio avviso, ricollegabile alla simbologia gnostica ed in particolare al Vangelo di Filippo: in buona sostanza l’albero privo di Radici é quello coltivato da Giuseppe che divenne croce di Gesù e qui privato delle radici grazie alla conoscenza dell’errore portata da Gesù stesso (Filippo)

Nel mio articolo per Episteme ho anche mostrato come il mosaico contenga tutte le foglie laterali dell’albero cabalistico e manchi della parte centrale, esso Albero del Bene e del Male diverso dall’albero della conoscenza che, invece, possiede un ramo centrale che consente la mediazione tra il bene ed il male e quindi consente di ottenere la Conoscenza.

Filippo fa notare come l’albero del Bene e del Male condanno Adamo ed Eva alla perdizione (incapaci di mediare tra le tendenze opposte). La venuta del Cristo porta la conoscenza del ramo centrale ed esso stesso diviene tale quando muore sulla croce, donando agli uomini la conoscenza persa quando Adamo ed Eva si cibarono dall’albero privo di tronco.

Il mosaico di Otranto sintetizza questa prospettiva poiché, pur essendo privo di alcuna rappresentazione neotestamentaria, inserisce l’albero al centro della chiesa con la classica forma a croce sintetizzando la teologia contenuta nel Vangelo di Filippo.

Arriviamo ora al punto.

Al centro della Chiesa vi é una figura, all’apparenza, blasfema: il serpente avvolto sulla cima dell’albero. La sua posizione é esattamente sotto la cupola al centro della Chiesa all’incrocio tra le navate laterali e quella centrale.

Al suo fianco destro c’è Re Artù ed il gatto con gli stivali (entrambe simbolo della ricerca del Graal e della conoscenza), alla sinistra, invece, i due alberi ed adamo ed eva che mangiano da quello del Bene e del Male.

La posizione dell’albero al centro della cabala lo configura come il tronco centrale di essa, nel contempo l’associa a Gesù, e quindi contiene insieme la visione di Gesù come conoscenza ed il simbolo della sua morte come liberazione dell’uomo dal peccato originale.

Mancava solo la connessione tra il serpente avvolto intorno alla "Croce-Albero" di Gesù, e la sua posizione centrale: credo che il tuo articolo offra un’ottima soluzione al problema.

Ricordo che il fondo dell’albero che é la fine della ricerca di Re Artù, mostra due rami che danno all’albero la forma di un calice con due elefanti (La Sapienza) come manico: il Graal.

Come ho avuto occasione di segnalare nell’articolo per il prof. Bartocci il mosaico di Otranto si dimostra la più grande sintesi teologica tra gnosticismo, giudeo-cristianeismo, essenismo e mitologia mediovale che sia mai esistita: un opera che il Vangelo di Filippo ed in Vangelo di Verità consentono di decifrare quasi del tutto (non sono riuscito a decifrare la simbologia cosmica, sotto il presbiterio, come ben sai ho provato anche con la simbologia della Pistis Sophia senza successo: ma non dispero). (By Sabato Scala)

I Fratelli e le Sorelle di Gesù

I FRATELLI e le SORELLE di GESU’

(Brani tratti dai vangeli che citano i fratelli e sorelle di Gesù)

1. "Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano»" (Mc 3, 31-32).

2. "Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre ed i tuoi fratelli che vogliono parlarti»" (Mt7, 46-47).

3. "Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla: Gli fu annunciato: «Tua madre e i tuoi fratelli son qui fuori e desiderano vederti»" (Lc 8, 19- 20).

4. "Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone ? e le sue sorelle non stanno qui da noi ?" (Mc 6, 3).

5. "Non è egli forse il figlio del carpentiere ? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda ? E le sue sorelle non sono tutte fra noi ?" (Mt 13, 55).

6. "Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni." (Gv 2,12).

7. "Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne; i suoi fratelli gli dissero: «Parti di qui e và nella Giudea perchè anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai…" (Gv 7, 2).

8. "Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui" (At 1, 14).

9. "Solo tre anni dopo andai a Gerusalemme per conoscere Pietro e non vidi nessuno degli altri apostoli, ad eccezione di Giacomo, il fratello del Signore…" (Gal 1, 18-19).

A parte i vangeli ecco altri brani che citano fratelli e sorelle:: 

10. "Poi egli comparve a Giacomo, uno dei cosiddetti fratelli del Salvatore" (Eusebio di Cesarea, Historia Eccl. I, 12, 5).

11. "In quel tempo Giacomo, detto fratello del Signore, poiché anch’egli era chiamato figlio di Giuseppe, e Giuseppe era padre del Cristo…" (Idem II, 1, 2).

12. "Giacomo, fratello del Signore, succedette all’amministrazione della Chiesa insieme con gli apostoli…" (Ivi II, 23, 4).

13. "Della famiglia del Signore rimanevano ancora i nipoti di Giuda, detto fratello suo secondo la carne, i quali furono denunciati come appartenenti alla stirpe di Davide" (Ivi III, 20, 1).

14. "…convocò una sessione del Sinedrio e vi fece comparire il fratello di Gesù detto Cristo che si chiamava Giacomo" (Flavio Giuseppe, Antichità Giudaiche, XX, 200).

"I famosi fratelli di cui tanto si parla vengono talvolta considerati come cugini, ovverosia come figli di una sorella di Maria, anch’essa di nome Maria, detta "di Cleofa". A sostegno di questa ipotesi si avanza il fatto che nella lingua aramaica esisteva un solo termine per indicare i fratelli ed i cugini, ma la spiegazione non regge: il testo originale dei Vangeli non è aramaico, ma greco; il termine usato è adelfos, che significa inequivocabilmente fratello e non cugino.
(…) i fratelli d Gesu’ (detto Cristo) erano proprio i suoi fratelli di madre e di padre. Quanti erano costoro? In tutto abbiamo potuto raccogliere quattro nomi maschili (Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda) e un numero imprecisato di sorelle anonime (a cui le tarde tradizioni definite apocrife danno i nomi poco attendibili di Assia e Lidia), ma alcuni manoscritti antichi aggiungono un altro nome, Giovanni, del quale non si capisce bene se si affianca a quello di Giuseppe o si sostituisce ad esso (Novum Testamentum Graece et Latine, Merck, Ist. Bibl. Pont., Roma 1933, pag. 46, nota 55)…..
("CRISTO, UNA VICENDA STORICA DA RISCOPRIRE", di David Donnini (Erre Emme Edizioni, Roma, 1994)

C’è poi un importante studio di Robert Eisenman, "James, the brother of Jesus" (Faber and Faber, 1997) dedicato proprio alla ricostruzione storica della figura di Giacomo, il fratello che dopo la morte di Gesù divenne il capo della "chiesa di Gerusalemme" (di cui si e’ recentemente scoperto il sepolcro in pietra).

http://www.depts.drew.edu/jhc/rpeisman.html
http://www-ctp.mit.edu/~alford/james.html
http://www.newvision-psychic.com/bookshelf/JamesBrorofJ.htm

Fonte: http://web.tiscali.it/mednaturorg/centrale/religione/liberi.htm

Gesù il Nazareno

GESU’ il NAZARENO non di Nazareth

La tradizione cristiana ha “localizzato” dove vivevano Giuseppe e Maria e quindi di Gesù Cristo, nella parte bassa di uno di questi colli che attorniano Nazareth in Palestina, esattamente nella posizione in cui oggi sorge la cosiddetta Basilica della Annunciazione.

Ma una quantità incredibile di obiezioni sembra opporsi a questa localizzazione, turbando quella convinzione abituale la cui serenità, più che sulla attendibilità delle prove storiche, appoggia le sue basi sul fatto che gli argomenti sono sempre stati sistematicamente disertati nel corso dei secoli, dalla cultura cristiana.

Innanzi tutto occorre richiamare l’attenzione sul fatto che molti autori (a partire dai primissimi secoli dell’era cristiana) sembrano non essere per nulla convinti che Nazareth fosse la città di Gesù:

"Gli apostoli che sono stati prima di noi l’hanno chiamato così: Gesù Nazareno detto il Cristo…«Nazara» è la «Verità». Perciò «Nazareno» è «Quello della verità»…" (Vangelo di Filippo, capoverso 47 – testo gnostico del II secolo dopo l’era volgare). E’ anche possibile che la parola Nazir, non sia la radice della parola il “Nazareno” poichè Gesù, esseno, era il “Nasareno”, cioè da Naser, il “germoglio”. Gli esseni (vedi Inni) e lo stesso maestro di Giustizia si consideravano il germoglio, il virgulto nascosto da cui sarebbe sorto il nuovo Israele attraverso il Nuovo Patto costituito da Dio con i Qumramiani.

"Neppure è improbabile che i primi cristiani siano stati detti Nazareni nel senso di Nazirei, piuttosto che in quello di originari della città di Nazareth, etimologia davvero poco credibile e che probabilmente ha sostituito la prima solo quando l’antica origine dall’essenato (esseni) cominciava ad essere dimenticata" (Elia Benamozegh [Italia, 1823/1900, filosofo ebreo membro del collegio rabbinico di Livorno], Gli Esseni e la Cabbala, 1979);

"La stessa tradizione ha fissato il domicilio della famiglia di Gesù a Nazareth allo scopo di spiegare così il soprannome di Nazireo, originariamente unito al nome di Gesù e che rimase il nome dei cristiani nella letteratura rabbinica e nei paesi d’oriente. Nazireo è certamente un nome di setta, senza rapporto con la città di Nazareth…" (Alfred Loisy [Francia, 1857/1940, sacerdote cattolico, professore universitario di Storia del Cristianesimo successivamente rimosso dall’incarico], da La Naissance du Christianisme);

"La piccola città che porta questo nome [Nazareth], dove ingenui pellegrini possono visitare l’officina di Giuseppe, fu identificata come la città di Cristo solamente nel medio evo…" (Charles Guignebert [Francia, 1867/1939, professore universitario di Storia del Cristianesimo], Manuel d’Histoire Ancienne du Christianisme);

"In realtà, per quel che riguarda Nazareth, gli storici non hanno potuto trovare traccia di una città di quel nome sino al IV secolo d.C.; secondo le fonti ebraiche, bisogna scendere addirittura sino al secolo IX. Nei vangeli non troviamo mai l’espressione Gesù di Nazareth ma soltanto Gesù il Nazireo, talvolta scritto anche Nazoreno o Nazareno… ora, nessuno di questi appellativi, per quanto si sia cercato di forzarne l’etimologia, può farsi risalire ad un nome come Nazareth… è da questi termini che è derivato il nome della città di Nazareth, e non viceversa" (Ambrogio Donini [professore universitario], Breve Storia delle religioni, 1959)

"El-Nasirah è un villaggio della Galilea, posto a circa quattrocento metri di altezza, nel quale la tradizione cristiana riconosce l’antica Nazareth, patria di Gesù. Secondo vari studiosi, tuttavia, Nazareth – meglio Natzrath o Notzereth – non è mai esistita e l’appellativo Nazareno che accompagna il nome di Gesù negli scritti neotestamentari non indica per nulla il suo paese di origine…" (M. Craveri, [autore di numerosi volumi sulla vita di Cristo e di un’antologia di scritti apocrifi] La Vita di Gesù, 1974);

"Le forme Nazoraios, Nazarenos, Nazaraeus, Nazarene, provano tutte che gli scribi ecclesiastici conoscevano l’origine della parola ed erano ben consapevoli che non era derivata da Nazareth…" (E.B.Szekely [studioso ungherese, che ha frequentato studi di teologia presso il Vaticano], The Essene Origins of Christianity, USA, 1980);

"…Gesù di Nazareth, come molti studiosi della Bibbia sarebbero oggi pronti a confermare, è una cattiva traduzione dell’originale greco Gesù il Nazareno…" (Baigent, Leigh, Lincoln [autori di alcuni libri sulla tradizione del santo Graal e sui manoscritti del Mar Morto], L’Eredità Messianica, Tropea, Milano, 1996).

In effetti, visitando Nazareth, colpisce il fatto che non esista assolutamente qualcosa che possa essere considerata una testimonianza originale del paese in cui sarebbe cresciuto Gesù. Tutto è posteriore e, a differenza di tanti siti archeologici in Israele, in cui c’è almeno una costruzione, un muro, uno scavo, che abbia riportato alla luce testimonianze dei tempi che furono, qui la presenza di Gesù e della sua famiglia è raccontata solo dai nomi degli alberghi, dei ristoranti, delle chiese, e dalle parole della narrazione evangelica.

Non un solo mattone o un sasso che parlino del villaggio di duemila anni fa. I pellegrini che vengono frequentano chiese moderne, tutt’al più qualche rudere bizantino che può risalire all’inizio del quinto secolo; eppure Israele è una miniera inesauribile di testimonianze che ci raccontano della storia dell’uomo in tutte le sue fasi, dalla preistoria, attraverso l’età antica, quella classica, quella medievale, quella degli ultimi secoli, fino a quella moderna.

GESU di NAZARET o GESU il NAZARENO ?

"Fu Matteo il primo a diffondere l’equivoco secondo cui il titolo "Gesù il Nazareno" avrebbe qualche riferimento con la città di Nazareth…"

In pratica il prof. Eisenman, (California University) nel suo lavoro "James, the brother of Jesus" (Penguin Books, USA 1998) afferma a chiare lettere che il termine Nazareno [Nazoraios nel testo originale greco] non significa affatto "della città di Nazareth", ma si riferisce a ben altra cosa, che l’evangelista intendeva censurare……e così continua nel suo voluminoso saggio… "…nella Cristianità, il tema "essere un Nazareno", così come lo rappresentano Marco e Luca, è basato su un giochetto di traslitterazione dall’aramaico al greco [ar. Nozorai – gr. Nazoraios, ebr. Nozri, N.d.T.], attraverso il quale si è tentato di associare il titolo stesso con la città di Nazareth in Galilea (la cui esistenza, in quel periodo, è del tutto dubbia). In conseguenza di ciò la città viene identificata come il luogo di residenza del Messia che deve venire…"

…a conferma di ciò, il prof. Gershenson, in un e-mail che mi ha inviato dall’Università di Tel Aviv il 12 maggio 1998, nel corso delle nostre discussioni sull’argomento, ha scritto… "Io penso veramente che i cristiani non possano affermare che l’espressione Gesù Nazareno significhi Gesù cittadino di Nazareth nello stesso modo in cui l’espressione Leonardo da Vinci significa Leonardo cittadino di Vinci…"…e così continua nel messaggio… "…La forma ebraica per Nazareth è NZRT, che è tarda ed è stata indicata come Nazrat o Nazeret, invece la forma greca Iesous o Nazoraios deriva dall’aramaico Nazorai…" …che è un nome di setta, aggiungo io, e che non ha niente a che fare con Nazareth……del resto, già da tempo il prof. Szekely (Università di Cluj, Romania) aveva scritto parole come queste nel suo lavoro "The essene origins of Christianity, IBS, USA 1980… "Le forme Nazoraios, Nazarenos, Nazaraenus, provano tutte che gli scribi ecclesiastici conoscevano l’origine della parola e sapevano benissimo che non era derivata da Nazareth…" …e così continua… "…il nome storico e la posizione geografica della città natale di Cristo è Gamala… questa è la patria del Nazoreo… la montagna di Gamala è la ‘montagna‘ dell’evangelista Luca, la ‘montagna‘ di tutti i Vangeli, che ne parlano continuamente, senza però mai nominarla…"  (By David Donnini)

Inoltre: Gesù era un laico (esseno) e non apparteneva alla casta dei sacerdoti.

Affermare Gesù di discendenza Davidica,  equivale a  dire che vi è stata partecipazione attiva carnale di Giuseppe, (che a quanto  dice Matteo, sarebbe stato sostituito dall’intervento dello Spirito Santo ????).

Dire invece che Gesù sia nato dallo Spirito Santo, significa eliminare completamente la componente genetica maschile, cioè quella della discendenza Davidica; un certo tipo di concepimento, necessariamente esclude l’altro. Gesù non può essere figlio contemporaneamente di Giuseppe e dello Spirito Santo.

Ma sicuramente è nato da carne, e l’unica carne alla quale si può far riferimento è la carne di Maria, che essendo stretta parente di Elisabetta, era di stirpe Levitica. Quindi, una sola discendenza, quella Levitica può essere attribuita a Gesù, dal momento che la  parte attiva fecondante non poteva avere genealogia.

Questo se accettiamo che sia nato per opera dello “Spirito Santo”……

Non è poi singolare che Maschiah (Messia) sia un Laico.

In Isaia, 45:1, …..Ciro (re Persiano) viene definito "Maschiah", alcune bibbie, parlano di "eletto". traducendo male dall’originale Ebraico, che definisce Ciro, "Maschiah", a conferma del fatto che il  termine “Messia” poteva essere attribuito anche a un personaggio che  possiamo con giusta ragione definire laico.

 

Chi e che cosa è il Cristo

E la VERITA’ vi fara’ LIBERI

Leggete la storia seguente e poi ditemi di chi stiamo parlando.

Nacque da una Vergine per "immacolata concezione" attraverso l’intervento dello Spirito Santo e con questo evento miracoloso si sarebbe avverato un’antica profezia e quando nacque, il tiranno a quel tempo in carica,
voleva ucciderlo.
Tutti i bambini di sesso maschile, sotto l’età di due anni, furono uccisi per ordine del tiranno che voleva eliminare quel bambino.
Angeli e pastori lo accolsero alla nascita e gli furono dati doni d’oro, incenso e mirra.

Fu venerato come il Salvatore degli uomini e condusse una vita virtuosa ed umile.

Compì miracoli, tra cui la guarigione di malati, la restituzione della vista ai ciechi, l’allontanamento degli spiriti maligni e la resurrezione dei morti.

Fu giustiziato sulla croce, tra due ladri. Discese agli inferi (morte in terra) e risorse dai morti per ascendere nuovamente in Paradiso".

Di chi si sta parlando ? Risponderete: di Gesù Cristo, ovviamente, di chi altri se no.

Mi spiace deludervi ma non è di Lui che stiamo parlando; si tratta di Virishna, il Dio salvatore orientale che si dice sia vissuto almeno 1200 anni prima di Cristo.
La storia che avete prima letto è documentata nei testi sacri di quella religione, esattamente come la vita di Cristo è descritta nel Nuovo Testamento.
Non è straordinario trovare la stessa identica storia in relazione a due personaggi diversi ?
Qualcuno ha copiato ?
Ma non è finita, di storie simili, se ne trovano ancora molte altre:
Khrishna, Salivahana, Osiride, Horus, Odino, Crite, Baal, Taut, Indra, Bali, Jao, Wittoba, Tammuz, Attis, Xamolxis, Zoar, Adad, Deva, Tat, Sammonocadam, Alcide, Mikado, Beddru, Hesus, Bremrillahm, Thor, Cadmo, Hil, Feta, Gantaut, Ischy, Xaca, Fohi, Tien, Adonis, Issione, Quirino, Mitra.

Quasi tutti questi figli di Dio, venuti a salvarci dai nostri peccati, sono antecedenti al "Cristo".
Per un’incredibile coincidenza (che potrete spiegare, grazie allo studio dell’astrologia), sono quasi tutti nati da una madre "vergine", in periodi tutti vicini al 25 dicembre.
Molti sono stati crocefissi (o similmente) e sono risorti.

Il luogo dove oggi sorge il Vaticano, era sacro ai seguaci di Mitra (leggetevi chi era) ed il suo culto si diffuse in tutto l’impero romano, compresa Francia, Germania e Gr. Bretagna.
La similitudine più forte, tuttavia, esiste tra Gesù Cristo e Horus (Dio egiziano vissuto qualche migliaio di anni prima).
Gesù era la Luce del mondo, Horus era la Luce del mondo; Gesù diceva di essere la Via, la Verità e la Vita e Horus diceva di essere la Verità e la Vita; Gesù nacque a Betlemme (che significa la "casa del pane") e Horus
nacque ad Annu (che significa il "luogo del pane"), Gesù era il buon pastore e anche Horus era il buon pastore; Gesù era l’agnello e Horus era l’agnello; il simbolo di Gesù era una croce e ilsimbolo di Horus era una croce; Gesù fu battezzato a 30 anni e Horus fu battezzato a 30 anni; Gesù nacque da una vergine e anche Horus nacque da una
vergine; la nascita di Gesù fu segnalata da una stella e anche la nascita di Horus fu segnalata da una stella; Gesù ebbe 12 apostoli e Horus ebbe 12 seguaci (come moltissimi fra i profeti più famosi: che non voglia per caso dire che rappresentano i 12 segni zodiacali ?); Gesù fu il Cristo e Horus fu il Krst, Gesù fu tentato da Satana su un monte e Horus fu in un certo senso "tentato" da Set su un monte.
Troppe casualità e coincidenze per non pensare che sia una storia simbolica ed una tradizione tramandata per farci comprendere il significato di una nascita magica e divina, della sofferenza della carne, del sacrificio divino
per la nostra esistenza, e di una rinascita.

Bene ora prendete nota che anche la Chiesa Cristiana e Cattolica ha ormai accettato il fatto che Gesù non è nato esattamente il giorno del 25 Dicembre e, prendete anche nota del fatto che è ormai accertato che l’anno di nascita
non è quello che tutti noi abbiamo creduto per tanto tempo, ma differisce di ben 12 anni (gli storici lo hanno dedotto dalla storia di Roma e dall’imperatore al tempo di Cristo).

Insomma ce n’è abbastanza per cominciare a chiedersi se quello che ci è stato raccontato sia realmente tutto vero.
Vi invito caldamente a controllare personalmente la veridicità di quanto ho fin qui riportato; ma, se fosse vero, molti di voi dovrebbero di certo modificare le proprie convinzioni circa il significato delle Religioni.

Se chiedete alla maggior parte dei fedeli notizie sugli autori dei Vangeli, vi risponderanno che Matteo, Marco, Luca e Giovanni erano alcuni tra i discepoli di Gesù e quindi testimoni oculari dei misteri del nuovo testamento.
Ma pare che non sia vero: Matteo, Marco, Luca e Giovanni (ammesso che fossero questi i loro veri nomi) pare siano vissuti molti anni dopo la presunta morte di Gesù.
Nel terzo secolo (oltre due secoli dopo Cristo) il filosofo Celso così scriveva ai capi della allora Chiesa Cristiana: .."Voi raccontate favole, avete alterato tre, quattro volte e anche più i testi dei vostri Vangeli al
fine di mettere a tacere qualsiasi obiezione"..
Nel 1958, in un monastero di Mar Saba, ad est di Gerusalemme, fu scoperto un manoscritto che provava che la storia di Gesù fu riscritta dalla Chiesa ogni volta che se ne presentava la necessità. A rinvenirlo fu l’americano Morton
Smith, professore di storia antica alla Columbia University, ed esso includeva il testo di una lettera inviata dal vescovo Clemente di Alessandria d’Egitto (uno dei padri fondatori della Chiesa) ad un collega di nome Teodoro.
Ho letto che il manoscritto riportava anche un brano inedito del Vangelo di Marco, che era stato tagliato; tale manoscritto, riportava anche altri fatti torbidi e dalle conseguenze devastanti per il cristianesimo.

Ai tempi in cui i Vangeli furono scritti, circolavano, infatti, anche altre versioni della vita di Gesù (alcune davvero compromettenti per la morale corrente); si calcola che esistessero almeno 60 Vangeli di cui, più di 50,
sono stati giudicati "sgraditi" (il termine usato è "apocrifi") e solo quattro (ma solo dopo aver apportato le opportune correzioni) sono stati elevati al rango di verità storica.
Si sa che il vescovo Clemente con una lettera rispose ad un cristiano che era rimasto sconvolto da una storia di pratiche sessuali non di certo ortodosse, riferitegli da dal gruppo gnostico dei Carpocraziani, che l’avevano appresa da un funzionario di Alessandria d’Egitto.
Il Vescovo confermò la storia ma sostenne che tutto ciò che contrastava con la posizione ufficiale della Chiesa andava respinto, anche se era vero!
Ecco il testo di quella lettera: ."Poichè, anche se dovessero dire qualcosa di vero, chi ama la verità non dovrebbe, nemmeno in quel caso, concordare con loro. A costoro non bisogna mai cedere, e nessuno dovrebbe ammettere che il Vangelo segreto è di Marco, ma dovrebbe negarlo sotto giuramento. Poichè, non tutte le cose si possono dire a tutti gli uomini".
Mi dicono, inoltre, che nessuno degli storici romani, vissuti al tempo di Cristo e fino a tre secoli dopo la sua presunta morte, riporta alcuna notizia certa di Gesù.
Praticamente fino al terzo secolo dopo la sua morte e ascensione, nessuno si sarebbe accorto di Gesù Cristo; dopo di che tutti hanno cominciato a scrivere di lui, come se lo conoscessero intimamente.
Molto strano tutto questo, a meno che non si tratti di un altro racconto che ha ricalcato la mitologia e la tradizione verbale che da millenni si va ripetendo, secondo una volontà superiore, nel corso dell’esistenza dell’ uomo.

Andate ora a leggere il libro "L’antico segreto del fiore della vita" di – D.M. Ediz.Macro

Nei capitoli iniziali si parla diffusamente dell’antichissima civiltà dei Sumeri, di una "Genesi" scritta ben 2000 anni prima della "nascita" ufficiale della Bibbia che conosciamo; il pianeta Nibiru, la nascita dell’ homo erectus e sapiens ed anche qui vi è una casa del pane, vi sono le Vergini madri e così via. Collegate quindi tutte queste cose e forse una Verità lentamente comincerà a squarciare la Vostra mente……e forse saprete cosa significa diventare ed essere veramente spirituali e "religiosi".

Fate attenzione un papa scrive questa frase….:

"Si sa da tempi remoti quanto ci sia stata utile la favola di gesù cristo"
Leone X.

Lettera di papa leone X al Cardinal Bembo. – Archivi vaticani – Corr. LeoneX – vol. 3° – volume cartonato grigio con
cordame di collatura – scaffale 41 – 2° piano inf. – Microfilm disponibile

Fonte: http://web.tiscali.it/mednaturorg/centrale/religione/liberi.htm 

Figli delle Stelle

Figli delle stelle
redazione ECplanet

Nella polvere della cometa 81P/Wild 2, raccolta dalla sonda della Nasa Stardust, ci sono anche molecole organiche note come “ammine”. Stardust ha raccolto le polveri nel 2004 grazie a un particolare strumento a forma di racchetta da tennis fatto di aerogel, un materiale a bassissima densità (per il 99,5% è infatti costituito da aria) in grado di intercettare le polveri e portarle all’interno della sonda.

L’atterraggio è avvenuto nel gennaio di quest’anno nel deserto dello Utah. Da allora, vari team di esperti hanno analizzato e studiato il materiale, tra cui anche un team di astronomi italiani dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Napoli e Catania, coordinati da Alessandra Rotundi dell’Università Parthenope di Napoli, al quale la Nasa ha affidato 7 particelle di dimensioni microscopiche, tra i 10 e i 15 micron (pari alle dimensioni dei batteri). Tre le tecniche utilizzate per gli studi: microspettroscopia a raggi infrarossi, miscrospettroscopia Raman e microscopia elettronica a scansione.

“Non siamo rimasti particolarmente sorpresi dal fatto di trovare molecole organiche nella coda della cometa – ha spiegato la Rotundi – dal momento che sia una missione spaziale precedente, quella della sonda Giotto, che analisi condotte con i radiotelescopi avevano già dimostrato la presenza abbondante di molecole organiche nello spazio e nelle comete. Quello che ci ha sorpreso è che queste molecole (in sostanza lunghe catene di aminoacidi) sono un po’ più complesse di quanto ci aspettavamo”.

Gli studi sulla struttura mineralogica della cometa, in particolare la composizione dei silicati, fanno supporre che le molecole potrebbero essere finite nelle regioni più esterne del Sistema Solare, dove la temperatura è più fredda e dove sono nate le comete, per effetto di una qualche potente esplosione solare o di un flusso di particelle diretto verso l’esterno.

“Le ammine sono i mattoni per costruire le prime forme biotiche”, ha sottolineato la Rotundi, “ma solo con analisi successive sapremo se si tratta delle molecole che hanno dato origine alla vita sulla Terra”. Secondo una teoria “panspermica”, sarebbe stato proprio un bombardamento di comete avvenuto circa 3,8 miliardi di anni fa a far scoccare la scintilla della vita sul nostro pianeta.

I granelli della cometa Wild 2 contengono preziosi indizi sulla genesi e sulla storia delle comete. Il carbonio rintracciato sulla polvere cometaria ha una forma molto primordiale: uno stadio antecedente a quello riscontrato, per esempio, nel carbonio dei meteoriti. I silicati, inoltre, sono stati ritrovati in forma cristallina. Osserva Rotundi: «Una delle ipotesi è che le comete, almeno in parte, abbiano subito un riscaldamento: soltanto il calore del Sole potrebbe giustificare la presenza di silicati di quella forma».

Oltre ai granelli della cometa, la sonda ha catturato anche polvere interstellare, ma si tratta di campioni così piccoli che trovarli nell’aerogel è difficile. Per abbreviare i tempi di ricerca è stata chiesta la collaborazione degli internautii: collegandosi al sito Stardust@home è possibile accedere al Visual Microscope, un microscopio online che consente di cercare i minuscoli grani dentro l’aerogel. A chi li troverà è stato promesso un regalo: sarà citato come coautore negli studi che annunceranno le scoperte sulle polveri interstellari.

Lo scorso 3 dicembre, ricercatori NASA del Johnson Space Center avevano trovato materiali organici formatisi nelle regioni più distanti del Sistema Solare primitivo preservati nei frammenti di un meteorite, la nota condrite carbonacea rinvenuta nel Lago Tagish, in Canada, un raro tipo di meteorite molto ricco di composti organici. I materiali organici ritrovati sui meteoriti costituiscono una materia di grande interesse scientifico, poiché si sono formati all’alba del nostro Sistema Solare e potrebbero aver “inseminato” la Terra con i blocchi costituenti necessari all’origine della vita. I frammenti ritrovati nel 2000 nel Lago Tagish sono ancor più interessanti poiché sono rimasti in uno stato congelato, che ha minimizzato le contaminazioni terrestri.

In un articolo pubblicato sul numero di Science di Dicembre, il team guidato dalla scienziata spaziale della NASA Keiko Nakamura, riporta che sono stati scoperti nuovi globuli organici, dopo una ricerca durata sei anni. Ha detto la Nakamura: “All’interno del meteorite sono presenti numerose cavità submillimetriche le cui pareti sono composte da materiale organico. Simili oggetti vennero già osservati in altre meteoriti, ma si era sempre pensato che si fosse in presenza di contaminazioni terrestri. Poiché abbiamo raccolto i frammenti del meteorite subito dopo la caduta, in questo caso abbiamo la certezza che provengono dallo spazio”.

È stato molto difficile studiare queste microscopiche sfere di materiale organico, con un diametro inferiore ad un 250 millesimo di millimetro. Solo nel 2005, grazie a due potenti strumenti nanotecnologici e ad un microscopio elettronico a trasmissione installati al Johnson Space Center, è stato possibile indagarne i segreti: prima osservando dettagliatamente le informazioni sulla struttura e la chimica, poi analizzando la composizione isotopica con il nuovo spettrometro di massa Cameca NanoSIMS, il primo in grado di fare misurazioni su oggetti così piccoli. Si è scoperto così che i globuli organici possiedono inusuali concentrazioni di particolari atomi di idrogeno e azoto, di sicura origine extraterrestre. Mike Zolensky, coautore della ricerca, ha dichiarato: “La composizione ci dice che si sono formati a circa 260 gradi centigradi sottozero, nelle fredde nubi di polveri e gas presenti prima della nascita del Sole”.

Se è vero, come ipotizzato, che questo genere di meteoriti precipitò in abbondanza sulla Terra, il nostro pianeta potrebbe essere stato seminato ovunque da simili sostanze organiche, all’origine della vita sulla Terra. Secondo un’altra teoria, sviluppata dal Dr. Henrik Svensmark, del Danish National Space Center, la nascita della vita sulla Terra potrebbe essere stata influenzata anche dalle radiazioni cosmiche, le “pallottole atomiche” che piovono sulla Terra dalle stelle esplose, che sono molto intense durante i “baby-boom” galattici.

Svensmark ha confrontato i sedimenti di carbonio-13 con i periodi di formazione degli astri nella nostra galassia (studiando il carbonio-13 presente nelle rocce, si possono individuare e datare i momenti di massimo sviluppo della vita sulla Terra). Il ricercatore ha notato che questi periodi coincidono con quelli del “baby boom” stellare, l’epoca (circa 2,4 miliardi di anni fa) in cui nella Via Lattea aumentò significatamente la nascita di nuovi astri. La scoperta di questo collegamento con la variabilità della biosfera, secondo il Dr. Svensmark: “offre una nuova prospettiva allo studio delle connessioni tra l’evoluzione della Via Lattea e l’intera storia della vita degli ultimi 4 miliardi di anni”. Altre scoperte interessanti sono giunte dalla sonda europea Huygens dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ad un anno e mezzo dalla sua spettacolare discesa sulla più grande luna di Saturno, Titano.

Dalle ultime analisi fatte dalle Università del Colorado e dell’Arizona, pubblicate sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, lo scorso novembre, è risultato che l’atmosfera di Titano è molto simile a quella che esisteva sulla Terra primitiva, un ambiente ideale per la formazione di molecole organiche alla base della vita. “Una delle caratteristiche più suggestive di Titano – scrivono i ricercatori – è lo strato sottile e indistinto di aerosol organici, che deriva dalla reazione chimica tra il metano e le molecole di azoto, indotta nell’alta atmosfera dai raggi ultravioletti”.

Obiettivo della ricerca, coordinata da Margaret Tolbert, del laboratorio di Fisica dell’Atmosfera dell’Università del Colorado, è stato individuare la composizione esatta delle particelle. In laboratorio, i ricercatori hanno riprodotto atmosfere dalla composizione diversa e hanno osservato le reazioni chimiche scatenate dall’azione dei raggi ultravioletti. Scoprendo che la combinazione di metano e azoto può produrre molti tipo di idrocarburi, compresi composti aromatici come il benzene. Le sostanze risultato delle reazioni sono state quindi confrontate con quelle osservate dagli strumenti della sonda Huygens. Quindi, i ricercatori hanno ripetuto gli esperimenti con i tipi di atmosfera più simili a quella della Terra primordiale, composta prevalentemente da metano e anidride carbonica. Sotto queste condizioni è stata prodotta una miscela di composti fra i quali aldeidi ed eteri. I ricercatori hanno quindi calcolato che la Terra potrebbe avere prodotto oltre cento trilioni di grammi di aerosol organico ogni anno, e che questo sia stato fondamentale per la formazione di materiale organico sulla superficie terrestre.

Secondo Alexander Pavlov, della University of Arizona, co-autore dello studio, questo strato formatosi sopra la Terra potrebbe aver protetto la formazione di organismi viventi dall’azione dei raggi ultravioletti, aiutando anche la regolazione del clima, e aver contribuito al deposito di carbone organico in alcune delle rocce più antiche del pianeta (il carbone organico è ritenuto dagli scienziati essere di origine biologica, ndr).

“È molto eccitante scoprire come gli esperimenti della Terra primordiale abbiano prodotto così tanta materia organica”, ha detto Carl Pilcher, direttore dell’Astrobiology Institute della NASA, “e contribuito attivamente alla formazione e al sostenimento della vita”. Allo studio, finanziato dall’Astrobiology Institute e dall’Exobiology Program della Solar System Exploration Division della NASA, hanno partecipato anche Owen Toon, H. Langley Dewitt e Jose Jimenez del CIRES, Christopher McKay del NASA Ames Research Center.

Data articolo: dicembre 2006

Link correlati all’articolo:

Beyond Sol

Stardust@Home

NASA Ames Research Center

Johnson Space Center

NASA Astrobiology Institute

Danish National Space Center

University of Colorado at Boulder

Stardust – NASA’s Comet Sample Return Mission

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Fonte: ECPlanet (http://www.ecplanet.com/canale/ricerca-8/Ricerca-50/figli+delle+stelle-/0/28220/it/ecplanet.rxdf)

Assassinio su Marte

Assassinio su Marte

di: Alessio Mannucci

Secondo il geologo americano Dirk Schulze-Makuch, ricercatore della Washington State University, le due sonde Viking che hanno visitato Marte 30 anni fa, nel 1976 e nel 1977, avrebbero trovato microganismi alieni, ma, inavvertitamente(?), li avrebbero uccisi. Schulze-Makuch sostiene che le due sonde Viking del 1976 e 1977 cercavano forme di vita più simili a quelle presenti sulla terra, e per questo motivo avrebbero sottovalutato l’esistenza dei microrganismi presenti sul pianeta. “Il problema – ha detto lo studioso – è che non avevano alcuna idea dell’ambiente di Marte”.

Quello che appare come un paradosso, è in realtà, secondo l’astrobiologo, facile da comprendere. I ricercatori impegnati negli anni settanta alla missione Viking non potevano immaginare di danneggiare forme di vita di cui non sospettavano nemmeno l’esistenza. Sono infatti recentissime le ricerche che permettono una nuova lettura dei risultati delle missioni Viking.

Il ricercatore, insieme al suo collega Joop Houtkooper, dell’università tedesca Justus-Liebig di Giessen, è partito dall’ipotesi che il pianeta rosso ospiti microorganismi che utilizzano un miscuglio di acqua e perossido di idrogeno (H2O2), un potente ossidante, come fluido vitale. Questo miscuglio offrirebbe almeno due vantaggi a simili organismi, nell’ambiente molto freddo e secco di Marte: a seconda della sua concentrazione nell’acqua, l’H2O2 resta liquido fino a una temperatura di meno 56,5 gradi Celsius; inoltre, il perossido di idrogeno ha la capacità di attirare il vapore acqueo che si trova nell’atmosfera, una strategia vitale su Marte, dove l’acqua allo stato liquido è rara. Secondo i due astrobiologi, gli esperimenti condotti dagli scienziati delle missioni Viking potrebbero aver distrutto microrganismi nativi di Marte: l’acqua versata su campioni di suolo marziano sarebbe stato fatale ad esseri viventi il cui metabolismo dipendeva dall’H2O2, facendoli annegare o provocandone la combustione.

Questa ipotesi, secondo i due ricercatori, è suffragata dai risultati di una serie di esperimenti chimici condotti all’epoca. Gli scienziati al lavoro sulle sonde Viking negli anni Settanta non cercavano organismi dal metabolismo fondato sul perossido di idrogeno, perchè all’epoca non si immaginava che simili forme di vita potessero esistere.

La teoria viene presentata nel preciso momento in cui una commissione del National Research Council sta concludendo i suoi lavori relativi alla ricerca di eventuali forme di vita aliene. La commissione è composta da scienziati convinti che l’attuale percezione di possibili forme di vita extraterresti sia troppo limitata per consentire di affrontare l’esplorazione senza pregiudizi. In altre parole, mom si può andare a cercare, nello spazio, forme di vita simili alla nostra. Il rischio è quello di non rendersi conto dell’esistenza di altre forme di vita, se non, addirittura, di ucciderle.

Questo vizio “antropocentrico”, d’altronde, è una costante della storia dell’umanità, e accompagnerà, c’è da starne sicuri, anche la futura conquista dello spazio.

Data articolo: gennaio 2007

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E-mail: Alessio Mannucci

Fonte: ECPlanet Quotidiano tecnologico e scientifico (http://www.ecplanet.com/canale/astronomia-9/sistema_solare-114/1/0/28800/it/ecplanet.rxdf)

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