Ratzinger l’Inquisitore

Questo è il seguito dell’articolo precedente. Vi consiglio di leggere i vari pezzi in ordine x non fare confusione. Benedizioni luminose

DAL CIELO ALLA TERRA

26 GIUGNO 2000. CITTA’ DEL VATICANO

Conferenza stampa del cardinale Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (ex Santo Uffizio, cioè la vecchia Santa Inquisizione).
“Svelato il 3° Segreto di Fatima”: assenti suor Lucia, la veggente depositaria del messaggio ed il Papa, Giovanni Paolo II.
Il messaggio della Madonna manipolato, interpretato e giudicato dalla Santa Inquisizione.
Nessun dubbio, a nostro giudizio, sulla visione di Suor Lucia (vedi allegato testo originale), con l’angelo dell’Apocalisse, il vescovo vestito di bianco che attraversa una città di sangue piena di morti, la montagna, la croce, ecc. ecc.
Un atroce dubbio, anzi una certezza assoluta: manca una parte del 3° Segreto, quella chiara, senza simboli e più compromettente, volutamente censurata dal Vaticano, e sottolineo dal Vaticano, perché l’assenza sia di suor Lucia che del Papa nella conferenza in mondovisione è il segno tangibile che il potere della Chiesa cattolica apostolica romana è nelle mani di potentissimi gerarchi politici vaticani che condizionano fortemente il potere spirituale della Chiesa gestito dal Papa e dai suoi discepoli.
La Santa Inquisizione ha vinto, ancora una volta, una battaglia durata quaranta anni. È dal 1960 che oltre un miliardo di fedeli aspettano la conferma di un messaggio già divulgato diplomaticamente da un Papa e da tanti, tantissimi testimoni di Fatima.
La Santa Inquisizione ha così spazzato via il lavoro di cardinali (Ottaviani, Oddi, ecc. ecc.), di vescovi e di Papi (Paolo VI dichiarò: “Il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio”, non a caso negli anni ’60). La Santa Inquisizione rivela al mondo ciò che conviene rivelare per accrescere il potere temporale della Chiesa e sminuire quello spirituale. A questo punto sorge la domanda: ma perché la Madonna chiese a Lucia di diffondere il segreto dopo il 1960?
Perché Lucia chiede insistentemente ai vari Papi di questo secolo la consacrazione della Russia alla presenza di tutti i vescovi del mondo?
Perché nelle due parti già precedentemente rivelate del messaggio il linguaggio della Madonna è sia simbolico (visione dell’Inferno), che concreto (fine della prima guerra mondiale; inizio della seconda se non vi sarà la conversione, come poi è stato: morte dei due pastorelli, permanenza sulla Terra di Lucia ecc…)?
Come mai in questa terza parte del Segreto il Santo Uffizio diffonde solamente la visione simbolica? E la parte concreta?
Solamente Lucia e il Papa possono rispondere a queste domande?
Per grazia del Signore, anche se lentamente, la Verità da sotto il moggio viene alla luce attraverso i semplici ed umili servitori di Dio. Noi e molti fratelli come noi, malgrado il Santo Uffizio, abbiamo diffuso e continueremo a diffondere anche tramite questa relazione il Terzo Segreto di Fatima (vedi allegato), affinché chi cerca la Verità fuori dai canoni formali (del Santo Uffizio) possa avere discernimento, scegliere liberamente e stabilire da che parte sta la Verità.
Certo che la nostra tristezza è grande. Lo sconforto attanaglia il nostro cuore e la fede viene messa alla prova. È il senso della Giustizia universale di Cristo che ci spinge comunque ad andare avanti e personalmente continuerò ad offrire il modesto sacrificio che Gesù mi ha trasmesso per Amore della Santa Vergine. Mi permetto di aggiungere, senza riserve mentali, una critica a Papa Giovanni Paolo II, rispettando comunque il suo operato.
Se è arrivato il tempo di diffondere il Segreto di Fatima (di cui comunque è stata censurata la parte più importante) perché non diffondere anche i misteri del banchiere al servizio di Paolo VI e della finanza vaticana, Michele Sindona? Egli, strettamente legato a Cosa Nostra siciliana e americana, fece transitare nella banca vaticana (IOR), con la complicità del vescovo Marcinkus e del banco ambrosiano, miliardi di dollari, molti dei quali appartenenti a Cosa Nostra.
Perché non rivelare oggi, insieme al Segreto di Fatima, le ombre sulla morte misteriosa di Papa Luciani (Giovanni Paolo I), il quale voleva, guarda caso, espellere dalla Chiesa Marcinkus e liberarla da faccendieri mafiosi che inquinavano il Tempio di Dio?
Perché il Papa Giovanni Paolo II nel 1981 ha voluto, fortemente voluto, vicino a sé, come guardia del corpo, fino all’esplosione dello scandalo proprio Paul Marcinkus?
La mafia, Paul Marcinkus, Sindona, Calvi, La Febre, la P2, la Massoneria, l’Opus Dei, monsignor Balaguerre, il portavoce Navarro Valls, il cardinal Ratzinger, i vescovi assassini che appoggiarono Hitler, la Chiesa Latino Americana che ha appoggiato tutte le dittature del secolo fanno parte del Terzo Segreto di Fatima?
Di quale parte del segreto nel segreto fanno parte questi fatti che sono accaduti agli occhi di tutta l’opinione pubblica e con il sacrificio di innocenti?
Oggi, il rappresentante del Santo Uffizio ha detto che il Segreto non contiene nulla di apocalittico ecc…
A nostro giudizio non è così, ma anche se fosse vero, il mondo è già pieno di fatti e misfatti apocalittici e la Chiesa cattolica, cioè il potere politico del Santo Uffizio, purtroppo, ne è parte responsabile. Certo, bisogna riconoscere la grande apertura di Papa Giovanni Paolo II. Ma nel momento più importante egli era assente. Ha lasciato alla Santa Inquisizione il potere di giudicare.
Il tempo è più galantuomo degli uomini. La Verità e l’ultima parola sul Segreto di Fatima non sono state ancora pronunciate.

Chi vivrà vedrà.
Con dilezione,

Giorgio Bongiovanni
Stimmatizzato

 

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

IL MESSAGGIO DI FATIMA

PRESENTAZIONE

Nel passaggio dal secondo al terzo millennio il Papa Giovanni Paolo II ha deciso di rendere pubblico il testo della terza parte del «segreto di Fatima». Dopo gli eventi drammatici e crudeli del secolo XX, uno dei più cruciali della storia dell’uomo, culminato con l’attentato cruento al «dolce Cristo in terra», si apre dunque un velo su di una realtà che fa storia e che la interpreta in profondità, secondo una dimensione spirituale a cui la mentalità odierna, spesso venata di razionalismo, è refrattaria. Apparizioni e segni soprannaturali punteggiano la storia, entrano nel vivo delle vicende umane e accompagnano il cammino del mondo, sorprendendo credenti e non credenti. Queste manifestazioni, che non possono contraddire il contenuto della fede, devono convergere verso l’oggetto centrale dell’annuncio di Cristo: l’amore del Padre che suscita negli uomini la conversione e dona la grazia per abbandonarsi a Lui con devozione filiale. Tale è anche il messaggio di Fatima che, con l’accorato appello alla conversione e alla penitenza, sospinge in realtà al cuore del Vangelo.
Fatima è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne. La prima e la seconda parte del «segreto» — che vengono pubblicate nell’ordine per completezza di documentazione — riguardano anzitutto la spaventosa visione dell’inferno, la devozione al Cuore Immacolato di Maria, la seconda guerra mondiale, e poi la previsione dei danni immani che la Russia, nella sua defezione dalla fede cristiana e nell’adesione al totalitarismo comunista, avrebbe recato all’umanità.

Nessuno nel 1917 avrebbe potuto immaginare tutto questo: i tre pastorinhos di Fatima vedono, ascoltano, memorizzano, e Lucia, la testimone sopravvissuta, nel momento in cui riceve il comando del Vescovo di Leiria e il permesso di Nostra Signora, mette per iscritto. Per quanto riguarda la descrizione delle prime due parti del «segreto», peraltro già pubblicato e perciò conosciuto, è stato scelto il testo scritto da Suor Lucia nella terza memoria del 31 agosto 1941; nella quarta memoria dell’8 dicembre 1941 vi aggiunge poi qualche annotazione.
La terza parte del « segreto » fu scritta «per ordine di Sua Eccellenza il Vescovo di Leiria e della Santissima Madre…» il 3 gennaio 1944. Esiste un solo manoscritto, che viene qui riprodotto fotostaticamente. La busta sigillata fu custodita dapprima dal Vescovo di Leiria. Per meglio tutelare il «segreto», la busta fu consegnata il 4 aprile 1957 all’Archivio Segreto del Sant’Uffizio. Suor Lucia fu avvertita di ciò dal Vescovo di Leiria. Secondo appunti d’Archivio, d’accordo con l’Em.mo Card. Alfredo Ottaviani, il 17 agosto 1959 il Commissario del Sant’Uffizio, Padre Pierre Paul Philippe, O.P., portò a Giovanni XXIII la busta contenente la terza parte del «segreto di Fatima». Sua Santità «dopo talune esitazioni» disse: «Aspettiamo. Pregherò. Le farò sapere ciò che ho deciso».(1) In realtà Papa Giovanni XXIII decise di rinviare la busta sigillata al Sant’Uffizio e di non rivelare la terza parte del «segreto».

Paolo VI lesse il contenuto con il Sostituto Sua Ecc.za Mons. Angelo Dell’Acqua, il 27 marzo 1965, e rinviò la busta all’Archivio del Sant’Uffizio, con la decisione di non pubblicare il testo. Giovanni Paolo II, da parte sua, ha richiesto la busta contenente la terza parte del «segreto» dopo l’attentato del 13 maggio 1981. Sua Eminenza il Card. Franjo Seper, Prefetto della Congregazione, consegnò a Sua Ecc.za Mons. Eduardo Martinez Somalo, Sostituto della Segreteria di Stato, il 18 luglio 1981, due buste: – una bianca, con il testo originale di Suor Lucia in lingua portoghese; – un’altra color arancione, con la traduzione del «segreto» in lingua italiana. L’11 agosto seguente Mons. Martinez ha restituito le due buste all’Archivio del Sant’Uffizio.(2) Come è noto Papa Giovanni Paolo II pensò subito alla consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria e compose egli stesso una preghiera per quello che definì «Atto di affidamento» da celebrarsi nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 7 giugno 1981, solennità di Pentecoste, giorno scelto per ricordare il 1600° anniversario del primo Concilio Costantinopolitano, e il 1550° anniversario del Concilio di Efeso. Essendo il Papa forzatamente assente venne trasmessa la sua allocuzione registrata.

Riportiamo il testo che si riferisce esattamente all’atto di affidamento:

«O Madre degli uomini e dei popoli, Tu conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze, Tu senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre che scuotono il mondo, accogli il nostro grido rivolto nello Spirito Santo direttamente al Tuo cuore ed abbraccia con l’amore della Madre e della Serva del Signore coloro che questo abbraccio più aspettano, e insieme coloro il cui affidamento Tu pure attendi in modo particolare. Prendi sotto la Tua protezione materna l’intera famiglia umana che, con affettuoso trasporto, a Te, o Madre, noi affidiamo. S’avvicini per tutti il tempo della pace e della libertà, il tempo della verità, della giustizia e della speranza».(3) Ma il Santo Padre, per rispondere più pienamente alle domande di «Nostra Signora» volle esplicitare durante l’Anno Santo della Redenzione l’atto di affidamento del 7 giugno 1981, ripetuto a Fatima il 13 maggio 1982. Nel ricordo del Fiat pronunciato da Maria al momento dell’Annunciazione, il 25 marzo 1984 in piazza San Pietro, in unione spirituale con tutti i Vescovi del mondo, precedentemente «convocati», il Papa affida al Cuore Immacolato di Maria gli uomini e i popoli, con accenti che rievocano le accorate parole pronunciate nel 1981:
«E perciò, o Madre degli uomini e dei popoli, Tu che conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze, Tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che, mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al Tuo Cuore: abbraccia con amore di Madre e di Serva del Signore, questo nostro mondo umano, che Ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli. In modo speciale Ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni, che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno.
“Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio”! Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova!»

Poi il Papa continua con maggiore forza e concretezza di riferimenti, quasi commentando il Messaggio di Fatima nei suoi tristi avveramenti:

«Ecco, trovandoci davanti a Te, Madre di Cristo, dinanzi al Tuo Cuore Immacolato, desideriamo, insieme con tutta la Chiesa, unirci alla consacrazione che, per amore nostro, il Figlio Tuo ha fatto di se stesso al Padre: “Per loro – egli ha detto – io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità” (Gv 17, 19). Vogliamo unirci al nostro Redentore in questa consacrazione per il mondo e per gli uomini, la quale, nel suo Cuore divino, ha la potenza di ottenere il perdono e di procurare la riparazione. La potenza di questa consacrazione dura per tutti i tempi ed abbraccia tutti gli uomini, i popoli e le nazioni, e supera ogni male, che lo spirito delle tenebre è capace di ridestare nel cuore dell’uomo e nella sua storia e che, di fatto, ha ridestato nei nostri tempi.
Oh, quanto profondamente sentiamo il bisogno di consacrazione per l’umanità e per il mondo: per il nostro mondo contemporaneo, in unione con Cristo stesso! L’opera redentrice di Cristo, infatti, deve essere partecipata dal mondo per mezzo della Chiesa.
Lo manifesta il presente Anno della Redenzione: il Giubileo straordinario di tutta la Chiesa.
Sii benedetta, in questo Anno Santo, sopra ogni creatura Tu, Serva del Signore, che nel modo più pieno obbedisti alla Divina chiamata!
Sii salutata Tu, che sei interamente unita alla consacrazione redentrice del Tuo Figlio!
Madre della Chiesa! Illumina il Popolo di Dio sulle vie della fede, della speranza e della carità! Illumina specialmente i popoli di cui Tu aspetti la nostra consacrazione e il nostro affidamento. Aiutaci a vivere nella verità della consacrazione di Cristo per l’intera famiglia umana del mondo contemporaneo. AffidandoTi, o Madre, il mondo, tutti gli uomini e tutti i popoli, Ti affidiamo anche la stessa consacrazione del mondo, mettendola nel Tuo Cuore materno.
Oh, Cuore Immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così facilmente si radica nei cuori degli uomini d’oggi e che nei suoi effetti incommensurabili già grava sulla vita presente e sembra chiudere le vie verso il futuro!
Dalla fame e dalla guerra, liberaci!
Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci!
Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci!
Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci!
Da ogni genere di ingiustizia nella vita sociale, nazionale e internazionale, liberaci!
Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci!
Dal tentativo di offuscare nei cuori umani la verità stessa di Dio, liberaci!
Dallo smarrimento della coscienza del bene e del male, liberaci!
Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! liberaci!
Accogli, o Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti gli uomini! Carico della sofferenza di intere società!
Aiutaci con la potenza dello Spirito Santo a vincere ogni peccato: il peccato dell’uomo e il “peccato del mondo”, il peccato in ogni sua manifestazione.
Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo l’infinita potenza salvifica della Redenzione: potenza dell’Amore misericordioso! Che esso arresti il male!
Trasformi le coscienze! Nel Tuo Cuore Immacolato si sveli per tutti la luce della Speranza!».(4)

Suor Lucia confermò personalmente che tale atto solenne e universale di consacrazione corrispondeva a quanto voleva Nostra Signora («Sim, està feita, tal como Nossa Senhora a pediu, desde o dia 25 de Março de 1984»: «Sì, è stata fatta, così come Nostra Signora l’aveva chiesto, il 25 marzo 1984»: lettera dell’8 novembre 1989). Ogni discussione perciò ed ogni ulteriore petizione sono senza fondamento.
Nella documentazione che viene offerta si aggiungono ai manoscritti di Suor Lucia quattro altri testi:

  1. la lettera del Santo Padre a Suor Lucia in data 19 aprile 2000;
  2. una descrizione del colloquio avuto con Suor Lucia in data 27 aprile 2000;
  3. la comunicazione letta per incarico del Santo Padre, a Fatima il 13 maggio c.a. da Sua Eminenza il Card. Angelo Sodano, Segretario di Stato;
  4. il commento teologico di Sua Eminenza il Card. Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
    Un’indicazione per l’interpretazione della terza parte del «segreto» era già stata offerta da Suor Lucia in una lettera al Santo Padre del 12 maggio 1982.
    In essa dice:

    «La terza parte del segreto si riferisce alle parole di Nostra Signora: “Se no [la Russia] spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte” (13-VII-1917).
    La
    terza parte del segreto è una rivelazione simbolica, che si riferisce a questa parte del Messaggio, condizionato dal fatto se accettiamo o no ciò che il Messaggio stesso ci chiede: “Se accetteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, ecc.”.
    Dal momento che non abbiamo tenuto conto di questo appello del Messaggio, verifichiamo che esso si è compiuto, la Russia ha invaso il mondo con i suoi errori. E se non constatiamo ancora la consumazione completa del fi nale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi. Se non rinunciamo al cammino di peccato, di odio, di vendetta, di ingiustizia violando i diritti della persona umana, di immoralità e di violenza, ecc.
    E non diciamo che è Dio che così ci castiga; al contrario sono gli uomini che da se stessi si preparano il castigo. Dio premurosamente ci avverte e chiama al buon cammino, rispettando la libertà che ci ha dato; perciò gli uomini sono responsabili».

La decisione del Santo Padre Giovanni Paolo II di rendere pubblica la terza parte del « segreto » di Fatima chiude un tratto di storia, segnata da tragiche volontà umane di potenza e di iniquità, ma permeata dall’amore misericordioso di Dio e dalla premurosa vigilanza della Madre di Gesù e della Chiesa. Azione di Dio, Signore della storia, e corresponsabilità dell’uomo, nella sua drammatica e feconda libertà, sono i due perni sui quali si costruisce la storia dell’umanità.
La Madonna apparsa a Fatima ci richiama a questi valori dimenticati, a questo avvenire dell’uomo in Dio, di cui siamo parte attiva e responsabile.

Tarcisio Bertone, SDB
Arcivescovo emerito di Vercelli
Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede

NOTE

  1. Dal diario di Giovanni XXIII, 17 agosto 1959: «Udienze: P. Philippe, Commissario del S.O. che mi reca la lettera contenente la terza parte dei segreti di Fatima. Mi riservo di leggerla col mio Confessore».
  2. E da ricordare il commento che il Santo Padre fece nell’Udienza Generale del 14 ottobre su « L’evento di maggio: grande prova divina » in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, IV, 2, Città del Vaticano 1981, 409-412.
  3. Radiomessaggio durante il Rito di Santa Maria Maggiore. Venerazione, ringraziamento, affi damento alla Vergine Maria Theotokos, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, IV, 1, Città del Vaticano 1981, 1246.
  4. Nella Giornata Giubilare delle Famiglie il Papa affi da alla Madonna gli uomini e le nazioni, in Insegnamenti di Giovanni Paolo II, VII, 1, Città del Vaticano 1984, 775-777.
  5. Nella «quarta memoria» dell’8 dicembre 1941 Suor Lucia scrive: «Comincio dunque il mio nuovo compito, e appagherò gli ordini di V. Ecc.za Rev.ma e i desideri del Dr. Galamba. Eccetto la parte del segreto che per adesso non mi è permesso rivelare, dirò tutto. Volontariamente, non lascerò fuori niente. Ammetto che potrò dimenticarmi alcuni particolari di minima importanza».
  6. Nella citata «quarta memoria» Suor Lucia aggiunge: « In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc.».
  7. Nella traduzione si è rispettato il testo originale anche nelle imprecisioni di punteggiatura, che peraltro non impediscono la comprensione di quanto la veggente ha voluto dire.
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