Martedì 17, x non dimenticare

Oggi, 17 gennaio, è Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici. In questa giornata da sempre contadini e pastori portano le loro bestie in Chiesa x farle benedire, e al giorno d’oggi molti cittadini portano nella parrocchia dedicata al Santo (mia mamma dice che ce n’è una anche qui a Bergamo) cani, gatti e altri famigli.
Probabilmente è il rimasuglio di qualche usanza pagana, ma io non ne sono a conoscenza. Farò delle ricerche… se qualcuno ha qualche info, x favore lo scriva nei commenti.
 
Ma x me oggi è un altro tipo di giornata. Martedì 17 gennaio di 17 anni fa fu una giornata catastrofica, di quelle in cui è meglio rimanere a letto a dormire…
X me iniziò "benissimo" al mattino, andando al lavoro.All’epoca facevo la spola fra il quartiere Celadina, dove abitavo allora, e l’agglomerato urbano di Zingonia, dove stava la mia ditta. Ero in ritardo, così avevo pulito il vetro della macchina alla bell’e meglio (faceva freddissimo anche quell’anno… nebbia e gelo avevano formato un fenomeno suggestivo detto galaverna) e poi ero partita, facendo il mio solito giro del quartiere (avevo la patente solo da 6 mesi, xciò facevo sempre la stessa strada… oddio, adesso calcolerete quanti anni ho ). Ero ferma a uno stop e stavo x ripartire girando a destra, quando una macchina sfreccia velocissima davanti a me… faccio appena in tempo a frenare… Terrorizzata ma integra (e pure la macchina) riparto piano. Arriverò in ritardo, ma chi se ne frega. Mi viene in mente che è martedì 17, e io purtroppo, essendo nata di venerdì 13, sono sempre stata superstiziosa…
Quando arrivo a Zingonia c’è una nebbia da tagliare col coltello. Gli alberi sono tutti bianchi… sembra neve, e invece è nebbia congelata. La Galaverna, appunto. Un vero spettacolo, ma non x chi guida…. anche il fondo stradale è ghiacciato… faccio una curva e mi trovo immersa in un banco di nebbia. Non si vede nulla, e la macchina slitta sul ghiaccio. X fortuna sto andando molto piano, e riprendo subito il controllo. Sono stradine secondarie, non c’è nessuno a quell’ora (erano circa le nove).
Finalmente arrivo in ufficio… la sera riparto ancora con la nebbia, sono le 1830 più o meno… arrivo in Bergamo e mi trovo imbottigliata in mezzo al traffico. Colonna ferma. Ormai sono quasi le 1930… Molto strano che ci sia così casino a quest’ora su una strada secondaria, ma ormai sono qui e non posso deviare. Mentre così penso, l’auto dietro la mia (una Citroen BX, non so se ve la ricordate… l’aveva anche mio padre,bella macchinina)riparte di colpo e mi sbatte contro quella davanti, una grossa familiare con tanto di gancio di traino. Io ero ferma, ma la mia macchinetta era una povera Fiat Uno, e nell’urto violentissimo rimane schiacciata davanti e dietro. Non ero legata, all’epoca non era ancora obbligatorio allacciare le cinture, così faccio un salto sul sedile, sbattendo la testa contro il parabrezza. I miei occhiali volano sul sedile dietro… X fortuna il vetro non si rompe, ma mi prendo una bella botta e un bel colpo di frusta… la signora dietro, mortificata (chissà cosa stava pensando prima!) si offre di darmi una mano e mi fa salire, mentre il signore davanti mi sposta l’auto da parte. Non mi ricordo molto del resto, se non che vengo riaccompagnata a casa (poi mio padre ancrà a recuperare la mia auto) e portata al pronto soccorso di Seriate, il paese vicino. C’è un via vai incredibile di gente e di ambulanze… il medico di guardia mi visita velocemente e stabilisce che non mi sono fatta nulla, a parte qualche contusione. Non si accorge nemmeno del colpo di frusta. Il tutto verrà fuori qualche giorno dopo… rimarrò a casa x quasi 15 giorni… e poi cambierò lavoro (oltre che auto). X me finisce così, ma non x il Martedì 17. Il giorno dopo i miei mi portano il giornale: la sera prima, non ricordo a che ora, c’era stato un incidente catastrofico sulla Milano-Venezia, fra i caselli di Bergamo e Seriate. L’autostrada era stata chiusa, e il traffico deviato sulla strada che avevo preso io x tornare a casa… Il pronto soccorso di Seriate era stato preso d’assalto… e alla fine si erano contati 4 morti e oltre 100 feriti. Bella la nebbia, vero?
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