Voglio andare via…

Artista: Pooh
Album: Pinocchio
Titolo: Voglio Andare Via

"… ormai sono sei mesi che vivono nel Paese dei Balocchi, nessuno sa più niente di loro, e anche star sempre lì a giocare non è più così divertente come sembrava all’inizio, ma tutto è così inutile e stupido e Pinocchio non ne può più! È stanco di far niente e sente la nostalgia di casa, di Geppetto, di chi gli vuole bene e vorrebbe poter lasciare tutto e andare via…"

Voglio andare via da questa vita vuota,
ho bisogno anch’io di tenerezza
e un posto caldo con un cuore innamorato davvero,
sentirlo battere vicino a me.
Voglio andare via da questa vita vuota,
ritrovare il filo che ho perduto,
e quella donna che da sempre avrei voluto con me,
chissà perché non gliel’ho detto mai?
Ma perché…

Io cambierò,
ci riuscirò
a ritrovare la strada ad inventarmi la vita, sì
oh sì, sì che si può
cambiare quello che è stato e cancellare il passato
Lo so, si può
ritornare indietro.

Voglio andare via da questa vita vuota,
prendere per mano i miei domani,
e risvegliarmi in una casa che non sia solo mia,
rincorrere la mia felicità.
Lo farò…

Io cambierò
ci riuscirò
a dare retta più al cuore, a rispettare l’amore, sì,
oh sì, sì che si può
puntare dritto alle stelle col passato alle spalle.
Lo so, lo so
è colpa mia, ma può solo Dio cambiare la mia storia.
Perché, perché
s’impara a vivere quando la vita via.
Cercavo la mia libertà
senza mai capire dov’era
e mi buttavo via.

Si, ci riuscirò
a ritrovare la strada, a riinventarmi la vita, sì
oh sì, sì che si può
cambiare quello che è stato e cancellare il passato.
…..Sì
io pregherò
che questo nuovo futuro mi assomigli davvero.
Sì, sì che si può
portare il tempo per mano e trasformare il destino.
Saprò cambiare io,

ritornare indietro…
(cambiare)
cambiare io…
ritornare indietro

Senza musica e senza parole

Artista: Pooh
Album: Musica Dentro
Titolo: Senza Musica E Senza Parole

E mi ricordo che stavamo bene
e bene riempivamo i nostri giorni
ma i giorni messi in fila fanno tempo
e il tempo fa cambiare.
Cambiare che neppure lo sappiamo
e non sappiamo come va a finire
e va a finire che poi ci perdiamo
che ci perdiamo tutto, proprio tutto.
E tutto ci fa voglia di cercare cercare
tra la gente e in mille strade
le strade che ci portano lontano
lontano ma da soli.
E soli non fa bene e non è giusto
e non è giusto smettere di amare
amare che ci complica la vita
ma è vita da inseguire.
Siamo una storia che si può cantare,
senza la musica e senza parole;
una canzone che dice piano
che siamo come siamo.
Dormiamo con la testa nel futuro,
futuro che spaventa i nostri giorni,
i giorni di fatica e di fortuna,
fortuna da sperare.
Sperare di imparare a stare al mondo
nel mondo meridione delle stelle,
le stelle che ci insegnano la strada,
la strada per tornare.
Siamo una storia che si può cantare,
senza la musica e senza parole;
una canzone che dice piano
che siamo come siamo.

Dedicata al mio Angelo

Artista: Michele Zarrillo
Album: L’Amore Vuole Amore
Titolo: Ragazza D’Argento

Invoco le stelle con gli occhi lassù
Ma tutto è fuggito via nel fiume di noi
Il mio desiderio l’immagine tua
La dolce compagnia che un tempo fiorì

Seduto in mezzo alla notte implorarti vorrei
Disegno a terra il tuo nome nel chiarore di te
Ci ameremo per sempre anche dopo di noi

Ragazza d’argento di te m’ispirai
Ma sempre viviamo noi per poi dirci addio
A chi se non alla notte abbracciarmi dovrei
Amore del mio pensiero tu sei dove non sei
Ci ameremo per sempre anche dopo di noi

Ti vorrei… ti vorrei… ma il mattino allagherà questi occhi miei
Dove sei senza me dolce armonia… stringimi a te

Seduto in mezzo alla notte quanta natura che c’è
A ricordarmi l’amore adolescente su me
Ci ameremo per sempre anche dopo di noi
Il tuo corpo è pensiero anche dopo di noi… di noi

Una favola metropolitana… dal blog di Valentina

Una favola sugli Angeli! Metto il link e non il racconto, così poi date anche un’occhiata al resto del suo blog, che merita davvero…
http://spaces.msn.com/members/vallyz2000valentina/Blog/cns!1pOo0Gn-ONkrtTwnLb5QI4PQ!334.entry

Alle Fate piace giocare… e anche alla Dea ^__^

Crea le tue dolls! Clicca sul link…

X chi legge l’inglese

Questo è l’inizio di un articolo interessantissimo sulla Luna, in un sito di Astrologia Spirituale. Sotto vi metterò anche la traduzione di questo pezzettino, x chi non è in grado di tradurlo da sé… mi riprometto di tradurre prima o poi l’intero articolo, cmq, xché è davvero interessante. Aspetto i commenti.

10/2/2005

The Moon – Luminary of the Night Sky

Filed under:

— site admin @ 9:15 pm

Ah, the moon, the mysterious moon. Lady of the Night, Nanna, Astarte, Hecete, Luna, Chandra, Demeter and Persephone, Mother Nature: she is Changing Woman. She is child, maiden, matron and crone. Even to a woman with deep understanding of the feminine, the moon remains a mystery.

(continua)

Questo è il link: http://www.paulreeder.com/index.php?p=20#more-20

e questa è la traduzione del pezzettino sopra:

La Luna – Luminare del Cielo Notturno

Ah, la luna, la misteriosa luna. Signora della Notte, Inanna, Astarte, Ecate, Luna, Selene (ndT), Chandra, Demetra e Persefone, Madre Natura: lei è la Donna Mutevole. Lei è bimba, fanciulla, madre e anziana. La luna rimane un mistero persino a una donna con una profonda conoscenza della femminilità.

Grande Dea

Facendo ordine nella posta Yahoo, ho trovato questa poesia…

http://www.teatrosciamanico.com/grandedea.htm
Testi scritti, cantati e recitati da Netra Noyes (N.N.) –
Musiche composte e suonate da Franz Candura


GRANDE DEA

A volte mi perdo fra i fumi dell’incenso
A volte sento il tuo odore e mi pretende

Grande Dea
Cibele, Iside, Gea, Ishtar, Dakini

A volte, dormendo, divento il sogno degli angeli
A volte nel tuo respiro sento la musica

Grande Dea
Cibele, Iside, Gea, Ishtar, Dakini

A volte vedo e sento i segni del destino
E mi accorgo che c’è nessuno a interpretarli

Grande Dea
Cibele, Iside, Gea, Ishtar, Dakini

La Luna, mi attende, attende, attende…
La Luna, mi fa nascere, nascere, nascere…
La Luna, mi fa morire, morire, morire…
La luna… esiste
Io …
…non so

Martedì 17, x non dimenticare

Oggi, 17 gennaio, è Sant’Antonio Abate, protettore degli animali domestici. In questa giornata da sempre contadini e pastori portano le loro bestie in Chiesa x farle benedire, e al giorno d’oggi molti cittadini portano nella parrocchia dedicata al Santo (mia mamma dice che ce n’è una anche qui a Bergamo) cani, gatti e altri famigli.
Probabilmente è il rimasuglio di qualche usanza pagana, ma io non ne sono a conoscenza. Farò delle ricerche… se qualcuno ha qualche info, x favore lo scriva nei commenti.
 
Ma x me oggi è un altro tipo di giornata. Martedì 17 gennaio di 17 anni fa fu una giornata catastrofica, di quelle in cui è meglio rimanere a letto a dormire…
X me iniziò "benissimo" al mattino, andando al lavoro.All’epoca facevo la spola fra il quartiere Celadina, dove abitavo allora, e l’agglomerato urbano di Zingonia, dove stava la mia ditta. Ero in ritardo, così avevo pulito il vetro della macchina alla bell’e meglio (faceva freddissimo anche quell’anno… nebbia e gelo avevano formato un fenomeno suggestivo detto galaverna) e poi ero partita, facendo il mio solito giro del quartiere (avevo la patente solo da 6 mesi, xciò facevo sempre la stessa strada… oddio, adesso calcolerete quanti anni ho ). Ero ferma a uno stop e stavo x ripartire girando a destra, quando una macchina sfreccia velocissima davanti a me… faccio appena in tempo a frenare… Terrorizzata ma integra (e pure la macchina) riparto piano. Arriverò in ritardo, ma chi se ne frega. Mi viene in mente che è martedì 17, e io purtroppo, essendo nata di venerdì 13, sono sempre stata superstiziosa…
Quando arrivo a Zingonia c’è una nebbia da tagliare col coltello. Gli alberi sono tutti bianchi… sembra neve, e invece è nebbia congelata. La Galaverna, appunto. Un vero spettacolo, ma non x chi guida…. anche il fondo stradale è ghiacciato… faccio una curva e mi trovo immersa in un banco di nebbia. Non si vede nulla, e la macchina slitta sul ghiaccio. X fortuna sto andando molto piano, e riprendo subito il controllo. Sono stradine secondarie, non c’è nessuno a quell’ora (erano circa le nove).
Finalmente arrivo in ufficio… la sera riparto ancora con la nebbia, sono le 1830 più o meno… arrivo in Bergamo e mi trovo imbottigliata in mezzo al traffico. Colonna ferma. Ormai sono quasi le 1930… Molto strano che ci sia così casino a quest’ora su una strada secondaria, ma ormai sono qui e non posso deviare. Mentre così penso, l’auto dietro la mia (una Citroen BX, non so se ve la ricordate… l’aveva anche mio padre,bella macchinina)riparte di colpo e mi sbatte contro quella davanti, una grossa familiare con tanto di gancio di traino. Io ero ferma, ma la mia macchinetta era una povera Fiat Uno, e nell’urto violentissimo rimane schiacciata davanti e dietro. Non ero legata, all’epoca non era ancora obbligatorio allacciare le cinture, così faccio un salto sul sedile, sbattendo la testa contro il parabrezza. I miei occhiali volano sul sedile dietro… X fortuna il vetro non si rompe, ma mi prendo una bella botta e un bel colpo di frusta… la signora dietro, mortificata (chissà cosa stava pensando prima!) si offre di darmi una mano e mi fa salire, mentre il signore davanti mi sposta l’auto da parte. Non mi ricordo molto del resto, se non che vengo riaccompagnata a casa (poi mio padre ancrà a recuperare la mia auto) e portata al pronto soccorso di Seriate, il paese vicino. C’è un via vai incredibile di gente e di ambulanze… il medico di guardia mi visita velocemente e stabilisce che non mi sono fatta nulla, a parte qualche contusione. Non si accorge nemmeno del colpo di frusta. Il tutto verrà fuori qualche giorno dopo… rimarrò a casa x quasi 15 giorni… e poi cambierò lavoro (oltre che auto). X me finisce così, ma non x il Martedì 17. Il giorno dopo i miei mi portano il giornale: la sera prima, non ricordo a che ora, c’era stato un incidente catastrofico sulla Milano-Venezia, fra i caselli di Bergamo e Seriate. L’autostrada era stata chiusa, e il traffico deviato sulla strada che avevo preso io x tornare a casa… Il pronto soccorso di Seriate era stato preso d’assalto… e alla fine si erano contati 4 morti e oltre 100 feriti. Bella la nebbia, vero?

L’Isola che non c’è

Artista: Edoardo Bennato
Album: Sono Solo Canzonette
Titolo: L’Isola Che Non C’è

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è.

Forse questo ti sembrerà strano
ma la ragione
ti ha un po’ preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è

E a pensarci, che pazzia
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa
non può esistere nella realtà!….

Son d’accordo con voi
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri
se non c’è mai la guerra
forse è proprio l’isola
che non c’è…. che non c’è!…

E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te…

Son d’accordo con voi
niente ladri e gendarmi
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza
né soldati né armi
forse è proprio l’isola
che non c’è…. che non c’è!

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è.

… E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!

Il Bosco Incantato

Brezza sottile, 
che aumenta e si trasforma in vento, in tempesta, 
ti assale, ti avvolge ti risucchia in un vortice…
Stordisce, inebria e si allontana tremula
per poi tornare più forte e impetuosa
e quando svanisce
ti lascia stordita, stanca e felice.

 

Questa è l’introduzione a un sito meraviglioso segnalatomi da Fatinasu.

Il link è http://www.ilboscoincantato.com/

 

Baci e benedizioni luminose da Titti Morgan LeFay 

Voci precedenti più vecchie